Verso il 17 ottobre dei migranti*

agosto 24, 2009

siamo tutti clandestini brescia 24-11-2001
Verso il 17 ottobre, manifestazione nazionale antirazzista – per una so-la umanità. Note, adesioni, mobilitazioni a Rovigo.

.
Chi voglia aderire alla campagna di mobilitazione e sensibilizzazione ed informazione, contro la legge razzista n.94 del 15 luglio 2009, si metta in contatto con la Redazione: red.biancoenero@tele2.it
.
Il 17 ottobre a Roma con gli Immigrati 
Roma, 17 ottobre. “Niente da perdere, questo ci vuole”, cantava Giovanna Marini in tempi ribelli. Oggi sono gli Immigrati che scendono in piazza, con dignità e orgoglio, a lottare per la civiltà, i diritti umani, l’uguaglianza sociale. Forse gli italiani sono troppo imbambolati dal con-sumismo che ha narcotizzato la loro residua capacità di reagire.  IMMAGINI e note dalla manifestazione nazionale degli Immigrati a Roma il 17 ottobre, per una società più equa, per tutti.
> Il 17 ottobre a Roma con gli Immigrati: IMMAGINA
.
Mobilitiamoci contro il razzismo – appello 
15 ottobre. Per la manifestazione del 17 ottobre, per i diritti dei Migranti a Roma. «L’introduzione del reato di immigrazione clandestina, il prolun-gamento della detenzione amministrativa e l’ulteriore limitazione della possibilità per i migranti di accedere a servizi fondamentali accentuano in maniera drammatica la curvatura proibizionista e repressiva delle po-litiche migratorie del nostro paese. Ad essere travolti sono i principi fondamentali di eguaglianza e di solidarietà che costituiscono il cuore della nostra Carta Costituzionale…
> Mobilitiamoci contro il razzismo il 17 ottobre a Roma
.
I poveri condannati, i ricchi criminali condonati 
30 settembre. Va verso la “fiducia” il decreto legge sullo “scudo fiscale”: il condono per il reato di evasione fiscale che prevede una sanzione pari al massimo al 5% (non avviene in nessuna parte del mondo), sui capitali esportati ille-galmente all’estero. E’ un affare da trecento miliardi di euro per le casse dello Stato italiano. E’ il terzo “scudo fiscale”, i precedenti nel 2001 e 2003, che si appresta a varare il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Si tratta di una vera e propria amnistia per i ricchi proprio quando la povertà è in aumento. Infatti, il rapporto “Crescita, lavoro e progresso sociale nella Ue”, presentato dalla Commissione Europea il 29 settembre a Bruxelles, spiega che a fine 2007, a crisi economica non ancora iniziata, il 20% della popolazione italiana era a rischio povertà, contro il 17% della media europea.
> I poveri condannati, i ricchi criminali condonati
.
“Incostituzionale la norma sui clandestini” 
Per la Procura di Torino sono tre gli articoli infranti
Torino, 22 settembre
. La nuova legge sull’immigrazione clandestina (approvata a luglio) è in netto contrasto con almeno tre articoli della Costituzione. Lo fa notare la Procura di Torino che, d’intesa con il vice pretore onorario Paola Bellone, ha sollevato la questione nell’ambito di un procedimento che vedeva imputato un giardiniere egiziano di 37 anni, in Italia da due anni, denunciato in Questura (dove si era presentato per chiedere il permesso di soggiorno) per immigrazione clandestina.
Il Procuratore Giancarlo Caselli, in un comunicato, spiega che gli articoli infranti della Carta potrebbero essere: «L’articolo 3 (principio di ugua-glianza), l’art. 2 (violazione dei diritti fondamentali dell’essere umano) e l’articolo 25 (principio di legalità sotto il profilo della punibilità di condotte materiali ascrivibili alla volontà di un soggetto)».
E’ una legge incostituzionale perché non permette di rimanere nel territorio italiano neppure ai genitori di bambini molto piccoli o malati, perché punisce i «clandestini» con una punizione più grave, l’espulsione, quando non siano in grado di pagare una multa. E perché fa di una «condizione soggettiva», la clandestinità, un reato.
Il giudice di Torino si è riservato la decisione. Il 5 ottobre si pronuncerà sull’espulsione dell’egiziano e il 6 sulla questione costituzionale posta dalla Procura della Repubblica di Torino.
> “Incostituzionale la norma sui clandestini”
22 settembre, la Repubblica Torino.it
.
Reato di clandestinità: incostituzionale per la Procura di Bologna 
Bologna, 16 settembre. Per la procura di Bologna il reato di clandestinità, che prevede un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro e l’espulsione, è inco-stituzionale. Così tutti i procedimenti che riguardano immigrati irregolari finiscono sospesi. Ad avanzare dubbi di legittimità è stata la Procura del capoluogo emiliano che ha «impugnato» la normativa.
Nel giorno della prima udienza, in cui i Giudici di Pace dovevano affron-tare tutti i casi raccolti dall’8 agosto (da quando cioè il nuovo reato è stato introdotto), il Procuratore Massimiliano Serpi ha sollevato un’ecce-zione di incostituzionalità ed ha chiesto al coordinatore dei Giudici di pace bolognesi, Mario Luigi Cocco, di ritenere l’eccezione non manifesta-tamente infondata e quindi di riportare la questione alla Corte costitu-zionale. Il Coordinatore Cocco, tenuto conto dello «spessore delle que-stioni sollevate» e della corposità delle argomentazioni di Serpi, che ne-cessitano di una «attenta valutazione», si è riservato di decidere con l’impegno di pronunciarsi nella sua prossima udienza, il 21 ottobre.
Entro quella data il Giudice dovrà decidere se nell’istanza del Pm ci sono rilievi di fondata incostituzionalità e quindi trasmetterla alla Corte costituzionale.
Secondo l’istanza presentata da Serpi la nuova legge viola la Costitu-zione in quattro punti. Nell’art. 3, quello dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge perché diversa è la condizione di chi arriva illegalmente in Italia da quella di chi dovrebbe allontanarsi da affari e affetti perché è rimasto senza documenti. Ancora l’art. 3 è violato dalla sanatoria delle badanti visto che il provvedimento non viene esteso ad altre categorie di lavoratori in nero. E poi secondo la Procura non si permette allo stra-niero di lasciare legalmente l’Italia, violazione dell’art. 24, e si istituisce un «principio di irragionevolezza» nelle procedure di espulsione visto che esiste già quella amministrativa, violazione dell’art. 97 primo comma.
.
“Clandestino day”: Rovigo, 25 settembre
25 settembre, ore 21 presso il Csv in viale Trieste 23 a Rovigo
Il giorno 25 settembre, in occasione del “Clandestino day”, si organizza una serata di in-formazione e sensibilizzazione sul cosiddetto “pacchetto sicurezza”, legge (razzista) n.94 2009, con Solomon Osahenrumwen Obazee, dell’ufficio Informaimmigrati del comune di Rovigo, e Roberto Costa, direttore di Biancoenero.
> Clandestino day – Rovigo, 25 settembre
.
L’Onu attacca l’Italia: i “Respingimenti violano i diritti umani”
Attacco anche sui Rom: “Subiscono trattamenti degradanti”
Ginevra – 14 settembre
. L’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, denuncia le politiche nei confronti degli immigrati, «abbandonati e respinti senza verificare in modo adeguato se stanno fuggendo da persecuzioni, in violazione del diritto internazionale».
In un discorso previsto per domani e anticipato a Ginevra, la Pillay cita il caso del gommone di eritrei rimasto senza soccorsi tra la Libia, Malta e Italia, ad agosto. E spiega che «in molti casi, le autorità respingono questi migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi».
Infine, l’Alto Commissario delle nazioni Unite per i diritti umani critica ancora l’Italia, per quanto riguarda il trattamento riservato ai Rom: «In Italia c’è stata un’abbondante documentazione di discriminazione e trattamenti degradanti nei confronti di questa popolazione».
.
Il “razzismo liquido”, quello del nuovo secolo
Il circolo vizioso del nuovo razzismo italiano: i provvedimenti del governo cavalcano il malcontento generalizzato della società civile e, allo stesso tempo, spostano sempre più in là i paletti dell’integrazione. Con un rischio su tutti: l’assuefazione al “razzismo democratico”. Ci troviamo di fronte ad un “razzismo liquido” (parafrasando il sociologo Zygmunt Bau-man), proprio perché reiterato a piccole dosi omeopatiche, e perché di-sciolto nel senso comune che si impossessa della mente delle persone rafforzandone l’apatia, la rassegnazione e l’impotenza.
Ivano Basile Progress on line 14 settembre
.
Consiglio territoriale per l’immigrazione senza immigrati
Rovigo, 27 agosto. Ieri in tarda mattinata, presso la Prefettura di Rovigo, si è tenuto il Consiglio territoriale per l’immigrazione. Che dovrebbe coinvolgere le associazioni e le istituzioni del territorio sulle tematiche legate all’immigrazione. Coordinati dal Prefetto Aldo Adinolfi, hanno partecipato i rappresentanti istituzionali, come gli assessori immigra-zione di Comune e Provincia Giovanna Pineda e Leonardo Raito, i rappresentanti dei Sindacati, di Cna, della Questura, don Dante della Caritas, della Cna… «Presente anche un rappresentante dell’Inps che normalmente non fa parte del Consiglio territoriale, ma che è stato invitato – spiega il dottor Vitetti, Capo di Gabinetto del Prefetto, – per la tematica della riunione basata sulla emersione dal lavoro irregolare».
Quindi note tecniche (come sarà effettuata la domanda, il contributo di 500 euro…) sulla cosiddetta “regolarizzazione” che coinvolge le lavo-ratrici familiari (badanti, colf e collaboratrici domestiche) e che entra in vigore nel periodo 1-30 settembre. Se a livello nazionale si ipotizza una cifra di circa 700 mila domande, a livello provinciale il dottor Vitetti consiglia di attendere il 30 settembre per indicazioni precise, ma ricorda che nella regolarizzazione dell’anno 2007-2008 sono rimaste escluse più di 500 domande di “badanti”. A margine occorre segnalare la signi-ficativa, con sorpresa dello stesso assessore Raito, mancanza totale dei quattro rappresentanti delle associazioni degli Immigrati: Nigeriani, Marocchini, Cinesi, ass. Immigrati nel Polesine.
I Consigli territoriali per l’immigrazione sono organismi fondamentali per moni-torare in sede locale la presenza degli stranieri sul territorio e la capacità di assorbire i flussi migratori. Rappresentano una vera e propria risorsa per ri-solvere, in sinergia tra più soggetti istituzionali e non, i problemi connessi al fe-nomeno migratorio, per promuovere iniziative di integrazione e far pervenire al “centro” proposte che emergono a livello provinciale. Istituiti con il Dpcm del 18 dicembre 1999 in tutte le Prefetture, sono presieduti dai prefetti e composti da rappresentanti delle competenti amministrazioni locali dello Stato, della Regione, degli Enti locali, della camera di commercio, degli enti localmente attivi nell’assistenza agli immigrati, delle organizzazioni dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori extracomunitari. Dal sito del Ministero dell’Interno

LA NOTIZIA
Lampedusa, nuova tragedia del mare
Alla deriva per 20 giorni: settantatrè morti e nessun soccorso
20 agosto, Lampedusa. 78 eritrei alla deriva su un gommone di 12 metri. Rimasti senza carburante sono stati avvistati da diverse imbarcazioni ma lasciati alla deriva per 20 giorni. Durante la traversata verso l’Italia, 73 sarebbero morti di stenti e gettati a mare. «Siamo stati alla deriva per più di venti giorni – testimonia un ragazzo eritreo sopravvissuto -, abbia-mo incrociato almeno dieci imbarcazioni, ma solamente un pescatore si è fermato per darci cibo e acqua. Eravamo partiti in 78, siamo arrivati in cinque. Gli altri sono morti e abbiamo gettato i corpi in mare».

73 morti in mare: la prima strage del “pacchetto sicurezza”
I VERI COLPEVOLI
“Politiche disumane generano comportamenti disumani”.
Per evitare stragi provocate dall’Italia abrogare quella legge

Il manifesto, 23 agosto. Di Anna Maria Rivera
Abbiamo provato a gridarlo in ogni modo che il mostruoso reato d’immigrazione clandestina avrebbe generato crimini «umanitari». Così è stato, purtroppo. L’abbandono e poi la morte dei settantatrè profughi eritrei è la prima strage prodotta dal «pacchetto-sicurezza». È, certo, il frutto maturo del trattato con la Libia, siglato dal ministro Amato, rafforzato e reso operativo, cioè criminale, dall’attuale governo. È il frutto, più largamente, dell’Europa-fortezza e dell’adeguamento alla sua politica anche da parte del governo maltese.
Ma inedito è il cinismo di Stato per cui una tale strage non trovi come risposta né l’indignazione corale, né l’incriminazione per strage, appunto, bensì per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. «Senza escludere un’eventuale ipotesi di omissione di soccorso», dicono gli inquirenti. Immigrazione clandestina di cui potrebbero essere imputati i cinque poveri spettri che il fato ha voluto sottrarre alla morte.
Questo «dettaglio», con l’annuncio della parata che Berlusconi sta per fare il 30 agosto con Gheddafi per festeggiare a Tripoli l’anniversario del trattato, restituisce in modo perfetto il senso del crollo dell’elementar-mente umano consumato con le politiche di questo governo.
Politiche disumane generano comportamenti disumani: se nessuno ha sentito il dovere morale di soccorrerli è anche perché leggi criminali producono condotte sociali criminali. Ma non tutto è inedito in questo dramma. Non è vero che con esso «abbiamo toccato il fondo», come si è scritto. Se così fosse, si potrebbe coltivare la fragile speranza che un futuro governo non reazionario e non razzista potrebbe ripristinare forme di rispetto per l’elementarmente umano. Purtroppo non è così. Ce lo dice la strage di 108 profughi albanesi della Kater I Rades, provocata nel 1997 dalla pretesa di un governo di centrosinistra di bloccare manu militari l’esodo albanese. Ce lo ricorda un’altra strage del proibizionismo, quella del 25 dicembre 1996, in cui annegarono 233 migranti: a lungo ignorata dai media – il manifesto fu l’unico giornale ad aprire subito con la tragedia -, sempre negata dal governo di centrosinistra e occultata da una parte dei pescatori di Portopalo. Alla fine fu grazie all’ostinazione di qualche giornalista e di antirazzisti come Dino Frisullo, che il silenzio fu spezzato. Non vogliamo sostenere che il trattamento crudele riservato ai de-umanizzati – coloro che anche da cadaveri sono detti clandestini – sia una lunga notte oscura in cui tutte le vacche sono nere. Ma che per produrre i frutti marci che coltiva il governo in carica, di fatto guidato dall’ideologia post-nazionalsocialista della Lega nord, altri hanno provveduto a spargere i semi avvelenati: quelli del proibizionismo crudele e ad ogni costo. La condizione per tornare a coltivare la speranza sta nella costruzione di una volontà collettiva di superamento del paradigma proibizionista.
.

– RIFERIMENTI
> Manifestazione nazionale antirazzista – 17 ottobre
Rovigo 4 agosto. La Redazione Biancoenero aderisce e si mobilita per so-stenere la manifestazione nazionale antirazzista il 17 ottobre 2009 per i Diritti dei Migranti, nostri Concittadini.
Una mobilitazione pubblica che nasce in risposta nasce alla legge n.94 -2009, nota come “pacchetto sicurezza”, firmata dal Capo dello Stato in data 15 luglio, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 24 luglio, in vigore dall’8 agosto 2009. Un “pacchetto” di “leggi razziali” che contengono ulteriori ed aggravate restrizioni giuridiche per gli Immigrati.

Una Risposta a “Verso il 17 ottobre dei migranti*”

  1. Francesco said

    Ciao,
    ho attentamente letto ciò che scrivi, e se devo essere sincero mi fa proprio schifo, sia come ti esprimi sia la tua esponenza politica.
    Quindi se vuoi un consiglio smettila di scrivere stronzate e pensa a ai fatti tuoi non a quelli del mondo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: