C’era una volta il manicomio, di Granzette

maggio 1, 2017

Domenica 14 maggio 2017, ore 21 presso Csv di Rovigo in viale Tre Martiri, 67/F, “C’era una volta il manicomio di Granzette”: storia illustrata del manicomio di Granzette con la drammatica testimonianza di un reduce internato a metà anni ’60: “Il mio manicomio dei papaveri rossi”. Con Maria Angela Zerbinati, Roberto Costa→Luciano Prandini. Dopo le visite all’area, una “visita guidata” alle persone imprigionate nel manicomio di Rovigo. Un rendez-vous di Biancoenero, Centro documentazione manicomio Provinciale: 45 posti, è gradita la prenotazione.

STORIA, TESTIMONIANZE, VIDEO E FOTOGRAFIE
Conferenza illustrata e testimonianza: la storia viva e l’attualità del manicomio di Granzette. «Un “rendez vous”, una serata in comunanza, per rilanciare il nostro 
sogno – spiega Roberto Costa – : il luogo che ha rappresentato la chiusura e la negazione della dignità umana può diventare un luogo di socialità, arte e cultura, dove i cittadini possano incontrarsi, riconoscersi, riscoprire il senso della propria comunità». Renzo Pigaiani e Marzia Barion: Manifestazione per i viali alla festa del I maggio 1979 al manicomio di Rovigo, organizzata da Gruppo Intervento di Granzette.  

MANICOMIO DI GRANZETTE, CHECCHÉ SE NE DICA…
… Non è un parco, un’architettura in disuso, un paesaggio urbano trascurato, è un’istituzione di detenzione per matti chiusa dal 1997, abbandonata al degrado ambientale e sociale; un cimitero della memoria che è stato volutamente oscurato, ripudiato e lasciato alla profanazione, al saccheggio, al vandalismo, in un atto istituzionale di dimenticanza storica che segnala un degrado socio-culturale di tutta la società, che nascondendo questa tragedia – il matto usato come capro espiatorio, offusca e monca anche la sua sensibilità, la sua coscienza civile.
Il manicomio come paesaggio dell’anima e presenza di futuro

murale manicomio di rovigo 1° maggio 1979

IL MANICOMIO “ZONA D’OMBRA”
I 97 manicomi d’Italia, attivi per tutto il XX secolo, sono stati chiusi dalla Legge n.180 il 13 maggio 1978, il Residuo Psichiatrico di Rovigo è stato chiuso il 31 dicembre 1997. C’è una zona d’ombra che sta avviluppando sempre più questa parte di storia che si è intessuta così profondamente anche nel territorio polesano: dal 1930 al 1978 il Manicomio ha funzionato con una media di 700 malati e 225 infermieri, tutti della Provincia di Rovigo. Una zona d’ombra dovuta anche ad un senso di colpa per una tragedia sociale che ci ha coinvolti tutti (è la “maggioranza deviante” che interna perché non lo sa accettare l'”altro”) ma che si estende sempre di più anche perché gli ultimi protagonisti, infermieri e degenti, stanno scomparendo per l’età. Anche gli studi e le pubblicazioni sul manicomi sono stati assorbiti da questa dimenticanza collettiva. Un’occasione unica, quella del “C’era una volta il manicomio di Rovigo”, per ascoltare testimonianza e fare memoria attiva di questa “Istituzione totale” prima che la coperta della zona d’ombra si estenda ad avvolgere completamente questa storia che si è consumata a pochi chilometri di Rovigo, a pochi decenni di distanza.

corte delle feste manicomio di rovigo 1979-1991
Cronofotografia: “Corte delle feste” del manicomio di Rovigo 1979-1991. 

L’IDEOLOGIA DEL CONTROLLO SOCIALE
«È la società che definisce il malato e lo colloca in un luogo “deputato”, lo reclude e segrega in uno spazio separato, in un “ruolo”, in una “istituzione totale” in cui comincia e spesso finisce la sua carriera morale. L’istituzione, in cui i malati vivono-muoiono, è costruita per eliminare e, insieme, per continuare a far vivere coloro che non si sono adattati, che non hanno accettato e non sono stati accettati. In questo spazio totale, colpa e malattia, deviazione dalla norma, “destino” sono la stessa cosa. Il malato è il risultato ultimo di un meccanismo di esclusione, di violenza, di controllo sociale». La Maggioranza Deviante, L’ideologia del controllo sociale totale, Franco Basaglia, Franca Basaglia Ongaro, Einaudi 1971.
Un saluto dal campo sportivo del manicomio di Granzette, I maggio 1979.

PRENOTAZIONE GRADITA
La sala è adibita a 45 posti a sedere, chi vuole essere sicuro di partecipare allo spettacolo può richiedere prenotazione a: red.biancoenero@teletu.it

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Come Redazione Biancoenero (per i Diritti Umani e la Giustizia sociale), consideriamo gli internati manicomiali  come vere e proprie “vittime di guerra”, di una guerra di esclusione sociale e di segregazione, mossa e vinta dagli eserciti della “maggioranza deviante”. Una guerra, contro una piccola minoranza, che deve finire. Alla società tutta, in nome ed a nome di una ri-conciliazione nazionale, per dovere di cronaca e per rispetto per le vittime, va “liberata” e riconsegnata quella identità per troppo tempo negata e reclusa.

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