Petizione per liberare il Manicomio di Rovigo

aprile 21, 2016

Una petizione, da firmare in comunità, per “liberare” il Manicomio di Rovigo, la sua storia, le testimonianze, la memoria…

IL MANICOMIO “CANCELLATO”
Il Manicomio di Rovigo è stato “chiuso” dalla legge Basaglia nel 1978 ma poi sbarrato nel 1997. “Cancellato” all’entrata ma anche alla storia, alle testimonianze degli internati e dei reduci di quello che era definito un vero e proprio lager istituzionale. Si tratta di una vera e propria rimozione sociale, un buco di memoria che crea un vuoto sociale di identità individuale e collettiva. E senza memoria non c’è futuro…
cancello manicomio di rovigo anni trenta

Al Sindaco del comune di Rovigo
Al Presidente della provincia di Rovigo

OGGETTO: VALORIZZAZIONE TURISTICA A LIVELLO NAZIONALE
.                DEL MANICOMIO DI ROVIGO 

L’area del Manicomio di Rovigo, chiusa-sbarrata a dicembre 1997, continua a destare curiosità e attenzione da parte di tantissimi cittadini soprattutto per la conformazione naturalistica – paesaggistica, con il parco secolare, che per la struttura architettonica – si tratta di un manicomio a struttura circolare, modello Antonini, dei primi anni del ‘900, ma anche come testimonianza e memoria di una tragedia del secolo scorso consumata verso i malati di mente. Si tratta di un’area di 220 mila metri quadri, con una ventina di fabbricati e padiglioni disposti su una mezza corona circolare, come un piccolo paese di montagna, con chiesa-campo sportivo-lavanderia-padiglioni malati e servizi vari, abbandonato dai residenti.

Manicomio Rovigo -Biancoenero da bing maps.                                     “Visione” aerea del manicomio di Rovigo

VISITE GUIDATE
Negli ultimi quattro anni come Redazione Biancoenero e Centro documentazione del manicomio di Granzette, con il permesso dell’Ulss 18, si sono organizzate numerose “visite guidate” all’area, con la partecipazione di  centinaia e centinaia di persone, anche da fuori provincia, per far conoscere e riportare alla comunità un’area chiusa-sbarrata dal 1997: la “visita guidata” è una passeggiata lungo i viali con “stazioni” davanti ai padiglioni a descrivere la “via crucis” degli internati.
mappa del manicomio genio civile 1990

AREA TURISTICA A LIVELLO NAZIONALE
Tuttavia, con una piccola concessione supplementare dell’Ulss 18 – proprietaria dell’area, il sito potrebbe essere valorizzato a livello nazionale e convogliare centinaia e centinaia di visitatori anche da tutta Italia.

PERTINENZE DI COMUNE E PROVINCIA
Il Comune e la Provincia di Rovigo, proprietari di una piccola parte dell’area (piccolissima la quota del Comune), hanno firmato in data 4 febbraio 2014, assieme a Wwf e Italia Nostra, un protocollo d’intesa di durata triennale, promosso dall’Ulss 18, per aprire il parco del manicomio con messa a norma dell’area adiacente. La Provincia inoltre (si ricorda che il Manicomio, dal 1906 al 1980 è stato di proprietà dell’Amministrazione Provinciale: O.P.P.), l’anno scorso ha patrocinato l’iniziativa dello Iuav (Architettura) di Venezia teso a valorizzare con studi ed altro l’area manicomiale.

PROGETTO NAZIONALE DI VALORIZZAZIONE AREA MANICOMIALE
Come già scritto le “visite guidate” continuano ad avere grande attenzione da parte dei polesani, ma per farle diventare di richiamo nazionale basterebbe poter disporre di una camerata (di un padiglione uomini già adibito ad archivio e quindi perfettamente agibile) in cui allineare le pubblicazioni e le ricerche sull’O.P.P. di Rovigo, il materiale storico, documenti ed altre testimonianze ed in cui poter proiettare, inoltre, vari filmati ed audiovisivi a disposizione del Centro documentazione manicomio provinciale. Una camerata soggiorno, dicasi “corte”, del III uomini, sulle cui pareti sono pitturati 8 dipinti murali realizzati dal “pittore” del manicomio di Rovigo e che costituiscono una piccola galleria personale dei 48 realizzati in vari reparti negli anni ’50. Questo, dei dipinti murali, è uno dei tre tesori del Manicomio di Rovigo che caratterizzano e valorizzano l’ex Ospedale psichiatrico Provinciale a livello nazionale.

MANICOMIO POLO TURISTICO NAZIONALE
All’ex Manicomio di S. Servolo di Venezia si pagano 15 euro per la “visita”, quello di Rovigo è chiuso e costa zero anche se ha caratteristiche superiori perché è un Manicomio a struttura circolare ancora integro dei primi anni del ‘900. Nella sua storia conta ricoverati “illustri” come una socialista amica di Matteotti, la moglie del famoso aviatore Maddalena, un partigiano lì internato in attesa di condanna a morte, ci ha cantato anche Katia Ricciarelli con saggi del maestro Franco Piva, ci ha recitato anche l’ex Sindaco Mario Bortolami, e negli ultimi anni ha ospitato personaggi come un avvocato della Sit-Siemens di Milano, un musicista dei Solisti Veneti ed insegnante al Conservatorio di Rovigo, un intellettuale e leader studentesco del Liceo Classico di Rovigo. E poi un paziente prestigioso come il “pittore” del Manicomio che ha pennellato 48 dipinti murali in diversi padiglioni, ha realizzato la sublime fontana a lato Direzione ed anche una Via Crucis su lenzuola che esponevano in chiesa sotto Pasqua, per finire con il “murale” di 4,5×9 metri realizzato il I° maggio 1979 che è finito in copertina dell’ultimo libro – di un inglese John Foot, su Franco Basaglia
Centro documentazione manicomio di rovigo
A COMUNE E PROVINCIA SI CHIEDE
A Comune e Provincia si chiede, a costo zero, di farsi patrocinatori attivi di questa iniziativa di valorizzazione turistica dell’area manicomiale:
1 – intercedendo verso l’Ulss 18 perché conceda l’autorizzazione alle visite guidate (a cadenza mensile e anche di sabato/domenica) con utilizzazione
di una sala del padiglione descritto;
2 – di valorizzare questa proposta culturale inserendola nel sito turistico della Provincia di Rovigo.

Granzette, aprile 2016
Redazione Biancoenero
Centro documentazione Manicomio Provinciale
stultifera navis manicomio di rovigo
Stultifera navis manicomio di Rovigo: 110 profughi di malattia mentale – XX secolo

PROTEZIONE CULTURALE
Il complesso è stato dichiarato di notevole interesse culturale ai sensi dell’art. 12 del D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei Beni culturali) “in quanto costituisce preziosa testimonianza storica e architettonica di manicomio modello tipologicamente definito secondo i criteri riformisti che guidarono i tecnici – sulla base dei medici alienisti – nella progettazione delle case di cura all’ inizio del Novecento”.

LE PUBBLICAZIONI SUL MANICOMIO
Le pochissime pubblicazioni sul manicomio di Rovigo, fra cui la fondamentale “Il luogo dei sentimenti negati” di Luigi Lugaresi, sono consultabili solo in biblioteca. Disponibili sul mercato si trovano solo quelle pubblicate in dvd (con i testi in pdf e allegati filmati, fotografie e documenti anastatici) da Edizioni Biancoenero: “Cronache sociali dal manicomio di Granzette”, opera enciclopedica di 650 pagine che passa dal progetto del 1906 al periodo manicomiale 1930-1997, per finire con le proposte di riqualificazione aggiornate al 2016; “Un pittore nel manicomio di Rovigo”, a fare luce su un vero artista manicomiale; “Carte da s-legare del Primo manicomio”, 180 pagine di studi comparati sulle cartelle cliniche degli anni ’30; oltre a quelle di carattere teatrale.

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 ADESIONI 
Si raccolgono firme singole, di gruppi o associazioni, per inoltrare questa petizione al Sindaco ed al Presidente della Provincia di Rovigo:
red.biancoenero@teletu.it, tel.0425-411101

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AL SINDACO DEL COMUNE DI ROVIGO
AL PRESIDENTE PROVINCIA DI ROVIGO
2 maggio 2016. La petizione, con la firma di due Consiglieri Comunali, è stata presentata al Sindaco ed al Presidente della Provincia, con la richiesta di appuntamento per illustrarla dettagliatamente, in data 2 maggio 2016.
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AGGIORNAMENTI DI FINE ANNO
Educazione civica.
In data 31 dicembre 2016, siamo ancora in attesa che il Sindaco ed il Presidente della Provincia, trovino il tempo di fissarci un appuntamento per illustrare la nostra proposta. Speriamo che finite le vacanze e con l’anno nuovo trovino un po’ di tempo per incontrarci!!!
Se ne daranno notizie qui.

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LA CREDENZA DELLA MEMORIA
In epoca contadina e fino al boom economico degli anni ’70 del secolo scorso, usava affiggere le fotografie dei famigliari e dei morti alla credenza di casa. In cucina, a dare memoria e presenza nell’abituale luogo di ritrovo della famiglia e degli ospiti. I morti manicomiati non hanno una vetrina dove fare presenza. Dopo una vita in manicomio, alla morte sono stati seppelliti nei comuni di nascita, volutamente rimossi e dimenticati. Il Centro documentazione manicomio di Granzette-Ro, vuole creare una credenza, ed un armadio, per conservare ed esporre memoria di persone –  fotografica, di documenti e di manufatti – che fanno parte della nostra storia ed umana consapevolezza.
> Centro documentazione manicomio di Rovigo
Credenza della memoria manicomio di granzetteCredenza della memoria presso Manicomio di Rovigo. Fra fotografie, documenti ed oggetti si riconoscono due bottoni fotografici, una bambola fatta nel laboratorio sartoria degli anni cinquanta, la bolla con il plastico del manicomio…

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Come Redazione Biancoenero (per i Diritti Umani e la Giustizia sociale), consideriamo gli internati manicomiali  come vere e proprie “vittime di guerra”, di una guerra di esclusione sociale e di segregazione, mossa e vinta dalla “maggioranza deviante”. Una guerra che deve finire. Alla società tutta, in nome ed a nome di una ri-conciliazione nazionale, per dovere di cronaca e per rispetto per le vittime, va “liberata” e riconsegnata quella identità per troppo tempo negata e reclusa.

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