Visita guidata al manicomio di Rovigo 1929-2015

ottobre 7, 2015

Sabato 31 ottobre alle ore 15, in via Chiarugi 135, in ri-correnza dell’inaugurazione ufficiale del 28 ottobre 1929, Biancoenero e Centro Documentazione e Memoria del Manicomio Provinciale, organizzano una “visita guidata” alla storia ed all’attualità del Manicomio di Rovigo.

IL MANICOMIO “OSCURATO”
Un’area fra le più suggestive ma anche la più oscurata del Polesine: un patrimonio sociale di testimonianza umana, di natura, paesaggio ed architettura. Un’area chiusa-sbarrata dal 1997 e che deve essere ri-conosciuta per salvarla dall’abbandono, dal degrado e ri-consegnarla alla collettività. Si tratta di un piccolo villaggio, con due km. di viali alberati, disteso su un’area di 220 mila metri quadri con 6000 di parco secolare, un campo sportivo e la zona agricola; con quindici grandi edifici fra padiglioni, chiesa, lavanderia, cucina, centri ospiti, officine, centro del sociale, necroscopia, osservazione, direzione, la fontana…

Manicomio Rovigo -Biancoenero da bing maps
.                                     “Visione” aerea del manicomio di Rovigo

LA VISITA ALLA STORIA E MEMORIA O.P.P. di Rovigo 1930 fronte mezzogiorno e sera

La visita al manicomio 1919-2015, sarà guidata dallo storico Roberto Costa.
Per “visita guidata” si intende una passeggiata di un km. lungo i viali del Manicomio a partire dall’entrata (cartello ICC), per finire davanti alla fontana (fatta da un paziente anni ’30), con una orazione agli internati, proprio a fianco del Monumento alla Memoria. La passeggiata lungo i viali del Manicomio prevede “stazioni” davanti ai vari reparti e padiglioni (lavanderia, chiesa, reparti lavoratori) in cui verrà descritta la situazione rispetto al periodo anni 70. All’inizio ci sarà una premessa storica sulla storia della follìa, a partire dal “grande internamento” del ‘600, alla fine una attualizzazione sulle proposte di destinazione dell’area dal 1997 al 2015.
cancello manicomio di rovigo anni trenta
«… è la società che definisce il malato e lo colloca in un luogo “deputato”, lo reclude e segrega in uno spazio separato, in un “ruolo”, in una “istituzione totale” in cui comincia e spesso finisce la sua carriera morale. L’istituzione, in cui i malati vivono-muoiono, è costruita per eliminare e, insieme, per continuare a far vivere coloro che non si sono adattati, che non hanno accettato e non sono stati accettati. In questo spazio totale, colpa e malattia, deviazione dalla norma, “destino” sono la stessa cosa. Il malato è il ri-sultato ultimo di un meccanismo di esclusione, di violenza, di controllo…». La Maggioranza Deviante, Franco Basaglia, Franca Basaglia Ongaro.
“Liberare” il Manicomio e la sua memoria per “liberare” anche la nostra umanità. lì segregata a nome e per conto di una triste “maggioranza deviante”.

I CITTADINI VOGLIONO CONOSCERE
Da anni (dal duemila) organizziamo manifestazioni di vario tipo per far conoscere l’area manicomiale, che è un patrimonio sociale che deve essere riportata alla collettività, con varie proposte di ri-destinazione d’uso. E dentro questa riqualificazione sociale chiediamo che una stanza, (uno sgabuzzino, una cantina) venga attrezzata per un Centro della memoria e delle testimonianze degli internati, perché si tratta di un ex manicomio e non di un parco naturale. Negli anni scorsi l’Ulss 18 ci ha fornito l’autorizzazione per le “visite guidate” fatte in ricorrenza del 13 maggio della legge 180, detta Basaglia. Quest’anno, pur con il patrocinio del Comune e della Provincia, l’Ulss 18 ci ha negato il permesso «per motivi di sicurezza». Epperò, neanche un mese dopo – il 6 giugno, la stessa Ulss 18 ha organizzato una mostra degli studenti di Architettura di Venezia presso la chiesetta del manicomio, e per la mattinata ed il pomeriggio l’area è stata aperta indiscriminatamente ad un centinaio di persone, fra amici e conoscenti e famigliari degli studenti, che la hanno esplorata in lungo ed in largo, anche entrando dentro alcuni reparti pericolanti, senza nessuna vigilanza e con rischio infortuni. Allora, ritenendo che l’area manicomiale – chiusa dal 1997, debba essere visitata anche dai cittadini di Rovigo, perché la conoscenza è la base per progetti di riqualificazione, abbiamo fatto un’altra richiesta all’Ulss 18 ed anche al Sindaco ed al Presidente della Provincia, perché ci venga consentito questo diritto di visita e di conoscenza. Ed abbiamo chiesto ai prenotanti di farne anche domanda alle autorità preposte. Quando ci sarà data risposta lo comunicheremo ai richiedenti sia in caso positivo che negativo.

Centro documentazione manicomio di rovigoLa manifestazione è propedeutica al Museo della Memoria del Manicomio

. PRE-NOTAZIONI 
Redazione Biancoenero: red.biancoenero@teletu.it

La prenotazione alla “visita guidata” dovrebbe essere comunicata anche all’Ulss 18, al Comune ed alla Provincia di Rovigo, a cui abbiamo chiesto il permesso di accedere all’area.
Al Direttore Ulss 18: orsini.segreteria@azisanrovigo.it
Al Sindaco di Rovigo:
sindaco@comune.rovigo.it
Al Presidente Provincia di Rovigo: presidente.provincia@provincia.rovigo.it

“Io sottoscritto, desidero partecipare alla Visita Guidata all’area dell’ex Manicomio di Rovigo, promossa il 31 ottobre da  Biancoenero-Centro documentazione e memoria del manicomio Provinciale”.

 PRE-NOTAZIONI CHIUSE 

Granzette, 9 ottobre. Si chiudono le pre-notazioni alla “visita guidata” di ottobre 2015. Gli interessati restino in visione su questa pagina perché 1) se ci danno il permesso per la “visita” del 31 ottobre, visto il grande interesse che l’area manicomiale suscita e desta all’attenzione pubblica,  2) chiederemo una “visita” anche per il mese di novembre.
Altre notizie di storia dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale si trovano qui:
> Storia e leggende dal manicomio di Granzette
 

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LO STATO DELLE COSE
Granzette, 12 ottobre 2015. In due giorni si sono raccolte oltre quaranta pre-notazioni, tante altre sono state messe in lista a venire, a dimostrazione che l’area manicomiale – non solo dal punto di vista delle testimonianze degli “internati”, desta attenzione fra i cittadinanti.
A iscrizioni chiuse, almeno 25 persone  hanno scritto, per conoscenza, al Direttore dell’Ulss 18 ed al Sindaco ed al Presidente della Provincia, che hanno aderito alla manifestazione di “visita guidata” promossa da Redazione Biancoenero – Centro documentazione Manicomio di Granzette.  Il Direttore Ulss 18 – tenutario dell’area, ha informazione che diversi cittadini-contribuenti alla sua carica,  considerano l’area manicomiale un patrimonio sociale e collettivo, il Sindaco ed il Presidente Provincia (che detiene una quota minima dell’area), hanno informazione che diversi elettori-contribuenti, sono interessati a visitare, rispettando regole di sicurezza e di ambiente, un’area manicomiale chiusa dal 1997 che dovrebbe essere restituita alla collettività. Si spera che ne tengano conto.



LA RICHIESTA ALL’ULSS 18 RICHIESTA ALL’ULSS 18
Ulss 18

Al Direttore Ulss 18 Arturo Orsini,
all’attenzione del Sindaco di Rovigo Massimo Bergamin
e del Presidente della Provincia Marco Trombini 

OGGETTO: RICHIESTA VISITA GUIDATA AL MANICOMIO DI ROVIGO
in ricorrenza dell’inaugurazione ufficiale del 28 ottobre 1929.

Egregio Direttore, il Manicomio di Rovigo continua a destare curiosità, non solo per il sito ambientale ma anche per la testimonianza storica di una “istituzione” che si è fatta memoria sociale.
L’area manicomiale è un autentico “patrimonio di cultura” sociale e paesaggistica: patrimonio di natura (basti pensare al parco secolare), patrimonio di architettura (è un modello Antonini a disposizione circolare dei primi anni del ‘900) e patrimonio di testimonianza umana.
Come attivisti di associazione per i Diritti Umani, ci siamo prodigati per la causa dei pazienti psichiatrici prima e dopo la Legge 180, e dalla chiusura del Manicomio, nel 1997, promuoviamo attività e manifestazioni nel territorio per far conoscere e “liberare” l’area manicomiale – Biancoenero è editrice, tra l’altro, di “Cronache sociali del Manicomio di Granzette” opera enciclopedica sul tema.

In occasione del 28 ottobre, a ricordo e memoria dell’inaugurazione ufficiale dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rovigo, avvenuta il 28 ottobre 1929, si chiede il permesso di organizzare una visita guidata all’ex Manicomio, in data sabato 31 ottobre alle ore 15.

Una visita guidata per far ri-conoscere un’area sociale (di 220 mila mq. con un parco di 6000) chiusa dal 1997, per smuovere idee, conoscenza e consapevolezza sulla sua ridestinazione d’uso, sociale e collettiva, ma anche per una ri-conciliazione nazionale coi nostri confratelli rinchiusi nell’universo concentrazionario manicomiale.

1 – Si fa presente che dopo le “visite guidate”, annuali, degli anni scorsi, quest’anno – in occasione del 13 maggio della Legge 180, ci è stato negato il permesso per “motivi di sicurezza”.
2 – Si fa presente che, nonostante i “motivi di sicurezza”, l’Ulss 18 ha organizzato una mostra nella chiesa dell’ex Manicomio, un mese dopo, in data 6 giugno con l’apertura indiscriminata e senza alcun controllo e vigilanza (molti fabbricati ed alcune zone inselvatichite sono a rischio) ad un centinaio di persone, parenti amici e famigliari degli studenti di architettura di Venezia che hanno realizzato la mostra.
3 – Al Sindaco ed al Presidente della Provincia di Rovigo, si fa presente che l’area dell’ex Manicomio – chiusa dal 1997, è un bene culturale e sociale collettivo e dovrebbe essere garantito anche ai residenti, e non solo agli studenti di Venezia, di poterlo visitare per fare magari delle pertinenze su di esso.

Se un Orsini (Bruno) è passato alla Storia come uno dei protagonisti del varo della Legge 180 di apertura dei Manicomi, non vorremmo che un altro Orsini (Arturo) passasse alla Storia come il responsabile della chiusura del Manicomio di Rovigo e della cancellazione delle testimonianze dei pazienti lì ricoverati.
Alla nostra visita parteciperebbero con commozione anche alcune ex pazienti dell’Ospedale. Anzi l’Ulss 18 potrebbe contribuire e mettere a disposizione una autovettura ed una assistente sociale per accompagnare alcuni ex pazienti ricoverati in Case di Cura.

Alla visita, guidata dall’esperto e storico Roberto Costa, che si prevede espressamente sul percorso stradale interno di 1 km., è prevista la partecipazione di 30-40 persone adulte e responsabili.

Rovigo, lunedì 5 ottobre 2015
Redazione Biancoenero
Centro Documentazione Manicomio di Granzette
 

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LA CREDENZA DELLA MEMORIA
In epoca contadina e fino al boom economico degli anni ’70 del secolo scorso, usava affiggere le fotografie dei famigliari e dei morti alla credenza di casa. In cucina, a dare memoria e presenza nell’abituale luogo di ritrovo della famiglia e degli ospiti. I morti manicomiati non hanno una vetrina dove fare presenza. Dopo una vita in manicomio, alla morte sono stati seppelliti nei comuni di nascita, volutamente rimossi e dimenticati. Il Centro documentazione manicomio di Granzette-Ro, vuole creare una credenza, ed un armadio, per conservare ed esporre memoria di persone –  fotografica, di documenti e di manufatti – che fanno parte della nostra storia ed umana consapevolezza.
> Centro documentazione manicomio di Rovigo
Credenza della memoria manicomio di granzetteCredenza della memoria presso Manicomio di Rovigo. Fra fotografie, documenti ed oggetti si riconoscono due bottoni fotografici, una bambola fatta nel laboratorio sartoria degli anni cinquanta, la bolla con il plastico del manicomio…

Un pomeriggio (da) in Manicomio
Comunicato stampa della “visita guidata”
Rovigo, 1 novembre 2015.
Grande successo e partecipazione emotiva alla “Visita guidata” alla storia ed alla memoria del Manicomio Provinciale di Rovigo, organizzata sabato-ieri, da Biancoenero – Centro documentazione manicomio di Granzette. Da anni queste associazioni organizzano manifestazioni per una rivalutazione dell’area manicomiale, una delle più caratteristiche della Provincia per paesaggio-natura-architettura, che contempli anche la possibilità di una cantina, una soffitta, un sottoscala, dove aprire un piccolo Museo della memoria perché, come si ostina a ripetere da anni Roberto Costa «il parco non è il manicomio».
La “visita” è stata “guidata” dallo storico Roberto Costa, autore di diverse pubblicazioni sul Manicomio, che, in un balzo temporale, ha proiettato la ricognizione al 31 ottobre 1975 quando l’Istituzione Totale manicomiale funzionava a pieno regime. La guida, ricordando che Arthur Rimbaud abbandonò la poesia perché non era più sufficiente a de-scrivere la realtà per abbracciare invece la cartografia, ha tratteggiato la mappa territoriale dal punto di vista geografico, logistico, di personale e dei pazienti psichiatrici, ma anche dal punto di vista storico. E, quindi, la storia del manicomio dal progetto del 1906 all’apertura del 1930, il periodo della guerra, la postazione dei tedeschi, le cure con l’elettroshock, il manicomio d’alluvione, per arrivare all’attualità degli anni Settanta.
La “visita” si è conclusa presso la caratteristica fontana del manicomio, adiacente al Monumento alla memoria degli Internati, dove la “guida” ha ricordato l’opera del “pittore del manicomio di Rovigo”, autore di 48 dipinti murali nei reparti, di 14 tele-lenzuola della Via Crucis, ed anche della fontana a conchiglia. In epilogo, presso l’entrata, la storia delle proposte di riqualificazione dell’area dal 1997 ad oggi.

Anche sul manicomio la stampa locale non ha perso occasione di mostrare la sua servilità alle istituzioni e poteri economici, e la sua discriminazione censoria verso chi fa cultura nel territorio: 1 – martedì scorso una ignota assessora all’Ambiente – Ravenni, del Comune di Rovigo, ha visitato il parco del Manicomio con uno stuolo di sei fotogiornalisti che il giorno dopo hanno paginato a tutta pagina sull’Assessora e le aiole ed il parco; 2 – sabato uno storico di livello nazionale ha guidato 40 persone alla storia del Manicomio (che era un Ospedale Psichiatrico e non un parco di aiole e pioppi canadesi) e nessun fotogiornalista presente. È per questo, per alleviare il senso di colpa che alla “visita” avrebbero partecipato anche i tre capo-cronisti dei quotidiani di Rovigo che hanno accuratamente censurato più volte la manifestazione, a partire da 20 giorni fa quando gli organizzatori hanno aperto le iscrizioni.
Ma internet ed i social network hanno talmente sopperito e resa inutile la censura “quotidiana” verso Biancoenero, che in soli due giorni le prenotazioni – per 40 persone, sono state chiuse. A s-conferma anche del Direttore della prestigiosa Accademia dei Concordi che a richiesta della presentazione del libro “Cronache sociali dal manicomio di Granzette”, rispose all’autore: «Mi dispiace ma il Direttivo ha detto che il Manicomio non interessa a nessuno!». Per ritornare ai capo-cornisti, Carlo Cavriani del Resto del Carlino, avrebbe dichiarato, «Roberto Costa è il nostro Marco Paolini locale ed ha dimostrato che a Rovigo non c’è solo la Minelliana del mi babbo a fare cultura!», mentre Roberto Rizzo de la Voce, «Sia lode al granzettiero cento-per cento Roberto Costa anche se la storia del “tesoro dei tedeschi” è una balla perché tutti a Granzette sanno che lo ha recuperato la mi mamma in Roverello Busa», per finire con Gabriele Coltro de Il gazzettino, che, pur se straniero nel territorio, avrebbe equivocato, «Andare al manicomio di Rovigo con un personaggio come Roberto Costa, mi fa venire in mente quando andavo, da bambino, al San Servolo di Venezia col mi nonno».
Una invocazione per finire in modo propedeutico e consapevole: il manicomio deve essere restituito alla collettività che lo ha generato, perché solo con l’elaborazione del lutto di questa tragedia sociale la nostra società può crescere in coscienza ed umanità.
Si prevede una “visita guidata” anche per il mese di novembre.
Redazione Biancoenero – Centro documentazione manicomio di Granzette

davanti alla chiesa manicomio di rovigoDavanti alla chiesa Roberto Costa svela il mistero della costruzione della cappella non risolto neanche dagli studenti di Architettura di Venezia e dai loro scadenti docenti.  davanti al murale manicomio di rovigo
Il dipinto murale del I° maggio 1979, uno dei tre tesori del Manicomio di Rovigo, completamente rimosso ed abbandonato dalle Istituzioni locali, ma che sta in copertina – restaurato, al recentissimo libro “La Repubblica dei Matti” di John Foot. 

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STORIA DELLA FOLLÌA NELL’ETÀ CLASSICA
la Madonnina del Manicomio di Granzette, ornata in occasione di un convegno su Michel Foucault, lo striscione riporta le parole:
“Il Manicomio che fu un tempo la fortezza visibile dell’ordine è ora diventato il castello della nostra coscienza”. Già, coscienza…
il manicomio rovigo in foucaultSe ne approfitta per segnalare un video, questo qui:
> Dalla stultifera navis alle navicula stultorum al manicomio di Granzette

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foto bottoni manicomio di rovigo 1930-1997Foto-bottoni, anche colorati a mano, del Nosocomio di Rovigo 1930-1997
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corte delle feste manicomio di rovigo 1979-1991
“Corte” (salone) delle feste manicomio di Rovigo, 1979-1991.

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un volto un nome
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Come Redazione Biancoenero (per i Diritti Umani e la Giustizia sociale), consideriamo gli internati manicomiali  come vere e proprie “vittime di guerra”, di una guerra di esclusione sociale e di segregazione, mossa e vinta dagli eserciti della “maggioranza deviante”. Una guerra, contro una piccola minoranza, che deve finire. Alla società tutta, in nome ed a nome di una ri-conciliazione nazionale, per dovere di cronaca e per rispetto per le vittime, va “liberata” e riconsegnata quella identità per troppo tempo negata e reclusa.

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