Manicomial day, Rovigo 2015

aprile 30, 2015

Domenica 10 maggioore 15, in ricorrenza del “Giorno della memoria” dei manicomi (legge Basaglia), Redazione Biancoenero, col patrocinio di Comune e Provincia, organizza una visita guidata all’ex Manicomio di Rovigo: un’area di 220 mila metri quadri con 6000 di parco secolare, chiusa-sbarrata  dal 1997 e che deve essere riportata alla collettività. A seguire video, immagini e storie dal dvd “Cronache sociali dal Manicomio di Granzette”, di Roberto Costa.

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RIASSUNTO
Storia di una “visita guidata” SÌ – NO – e invece SÌ.
Si narra la vicenda di una “visita guidata” -SÌ che, dopo quelle del 2013 e 2014, e, visto anche il patrocinio di Comune e Provincia di Rovigo, pareva del tutto possibile ma è, invece, diventata una “visita guidata”-NO, perché l’Ulss 18 di Arturo Gengis Khan Orsini ha restaurato la pratica segregazionista del Manicomio di Rovigo, ma, in un atto di rivendicazione collettiva, è ri-diventata una “visita guidata” –SÌ, perché una trentina di persone hanno rivendicato il diritto alla conoscenza ed all’esplorazione su un’area di proprietà pubblica, oltre il divieto dell’Azienda Ulss 18.

Visita guidata al Manicomio di Rovigo
Domenica 10 maggio, ore 15: via Chiarugi 135
Per una ri-conciliazione nazionale A 37 anni dalla legge Basaglia
Per una ri-conciliazione nazionale con tutti i mattificati della storia, a memoria del 13 maggio del 1978 di approvazione della Legge 180 (detta Basaglia) che ha liberato 120 mila detenuti. Incarcerati e segregati a vita per la loro diversità, in nome e per nome ed a consacrazione di una “normalità” sociale maggioritaria che Franco Basaglia ha definito “maggioranza deviante”. E non ci sarà coscienza veramente “civile” finché non vi sia ri-conoscimento e ri-conciliazione coi detenuti del carcere manicomiale dove è stata rinchiusa anche una parte della nostra coscienza collettiva e umana. Occorre “liberare” finalmente il manicomio, e la sua memoria, per liberare anche la nostra umanità…

Il manicomio di Rovigo. Dentro questa manifestazione occorre anche dare memoria della struttura del Manicomio di Rovigo, unico modello, rimasto intatto sul territorio nazionale, dei Manicomi a “disposizione circolare”, modello Antonini, dei primi anni del ‘900.

manicomio di granzette

Domenica 10 maggio 2015 “Manicomial day”

A – Ore 15, via Chiarugi 135: visita guidata (1 km) al Manicomio di Rovigo.
B – Ore 16,30: video, immagini e storie dal dvd “Cronache sociali dal Manicomio di Granzette”, di Roberto Costa. 
Centro documentazione manicomio di rovigoLa manifestazione è propedeutica al Museo della Memoria del Manicomio
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 ADESIONI 
Redazione Biancoenero: red.biancoenero@teletu.it

IN EFFETTI, per dare il via ufficiale alla manifestazione, si sta aspettando risposta positiva dall’Ulss 18 ma dopo la “visita” del 2013 e  quella del 2014, visto anche il patrocinio, per la grande valenza culturale, concesso quest’anno dal Comune e dalla Provincia, non ci dovrebbero essere ostacoli alla nostra iniziativa che tende a valorizzare l’area, dal punto di vista “ambientale, storico e architettonico”, in piena sinergia con gli intenti dell’Ulss 18 che, all’uopo, ha fatto quest’anno – 30/01/2015, un protocollo d’intesa, con l’università IUAV di Venezia (già Architettura).
W88 protocollo intesa Ulss 18 con IUAV
OGGETTO: Approvazione protocollo d’intesa tra Azienda ULSS 18 di Rovigo e IUAV di Venezia per attivare forme di collaborazione al fine di sviluppare e promuovere la ricerca sul tema della valorizzazione del sito dell’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rovigo.

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Ulss 18

Al Direttore Ulss 18 Arturo Orsini

OGGETTO: RICHIESTA VISITA GUIDATA AL MANICOMIO DI ROVIGO
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 col patrocinio dell’Amministrazione Comunale e Provinciale.

Redazione Biancoenero, che da anni promuove attività e manifestazioni nel territorio per far conoscere e “liberare” l’area manicomiale – editrice, tra l’altro, di diverse pubblicazioni sul tema fra cui “Cronache sociali del Manicomio di Granzette” opera enciclopedica di 450 pagine – in occasione del 13 maggio “Giorno della memoria” dei “manicomiati” d’Italia (a 37 anni dalla Legge Basaglia), anche quest’anno, come gli anni precedenti, intende organizzare una “Visita guidata” al paesaggio, alla storia ed alla memoria dell’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rovigo. La data della visita è fissata per domenica 10 maggio alle ore 15. Alla fine della “visita” si terrà, presso il Centro Servizio Volontariato, una relazione con proiezione di fotografie e filmati sulla storia dell’ex O.P.P. e sulle prospettive attuali di riapertura dell’areaDentro questa manifestazione occorre anche dare memoria della struttura del Manicomio di Rovigo, unico modello, rimasto intatto sul territorio nazionale, dei Manicomi a “disposizione circolare”, modello Antonini, dei primi anni del ‘900.

DIVULGAZIONE DELLA STORIA DEL MANICOMIO
Oltre alla “visite guidate” del 2000, 2013, 2014, sempre col permesso Ulss 18 visto che l’area è chiusa, la nostra attività di valorizzazione dell’area (ambientale, architettonica e di testimonianza manicomiale) sta nella pubblicazione di diversi libri sull’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale e nella scoperta e divulgazione di caratteristiche peculiari anche nel panorama dei manicomi italiani, come il “pittore del manicomio” che, negli anni ’50, ha affrescato con 48 dipinti murali alcuni reparti dell’Ospedale ma ha anche realizzato la splendida fontana a lato Direzione. Inoltre, abbiamo fondato anche il centro Documentazione del Manicomio per raccogliere materiali, immagini e testimonianze. Tracce del nostro lavoro di divulgazione della memoria manicomiale si trovano anche sulla copertina del recentissimo libro di John Foot “La Repubblica dei matti”, edizioni Feltrinelli, col dipinto murale eseguito in una festa sociale il 1° maggio 1979.

LA STORIA DEL MANICOMIO PROVINCIALE,
attivo dal 1930 al 1997, è profondamente intessuta nel territorio polesano e, anche per la completa chiusura dell’area dal 1997, desta molta curiosità: negli anni scorsi, 2013 e 2014, la “Visita guidata” ha avuto una vasta adesione di pubblico, anche con docenti e studiosi universitari provenienti da altre regioni. La “visita guidata al manicomio di Rovigo” è diventata ormai una ricorrenza di grande valenza culturale, quest’anno abbiamo il patrocinio dell’Amministrazione Provinciale e Comunale ed abbiamo contatti con il TG Regionale per un eventuale servizio sull’iniziativa. Alla visita “guidata” dall’esperto e storico Roberto Costa, del 10 maggio 2015 ore 15, che si prevede sul percorso stradale interno di 1 km., è prevista la partecipazione di 30 persone adulte e responsabili. Per la “visita” si possono utilizzare le stesse modalità dell’anno scorso.

Rovigo, 21 aprile 2015
Associazione Biancoenero
Referente: Roberto Costa
 

mappa del manicomio genio civile 1990 con vieMappa stradale manicomio di Rovigo con vie e luoghi

  

 E INVECE NO! 

L’ULSS 18 MANICOMIALIZZA L’AREA
Manicomio sbarrato – In un tragico rigurgito di tragedia manicomiale, da prima della legge 180, l’Ulss 18 nega il permesso della “visita guidata”.
L’ufficio stampa dell’Azienda Ulss 18, in data 6 maggio 2015 scrive: «Gentile dr. Costa, la informo che questa direzione Generale ha deciso  di non concedere l’autorizzazione  da lei richiesta  per la visita  all’ex ospedale psichiatrico di Granzette, fissata per domenica 10 maggio 2015, per motivi di sicurezza.  cordiali saluti. Dr.ssa Annalisa Boschini».
ulss 18 da uff. stampa

IL NUOVO PROGRAMMA
Domenica 10 maggio 2015 “Manicomial day”
A – Ore 15, via Chiarugi 135: conferenza-stampa sull’Ulss 18 che, dopo il progetto da 335 mila euro di “parco del manicomio” – all’eternit, sequestra il manicomio senza fornire dati sulla eventuale tossicità di un’area con tutti i tetti dei fabbricati in eternit (cemento-amianto).
B – Ore 15,30: video, immagini e storie dal dvd “Cronache sociali dal Manicomio di Granzette”, di Roberto Costa.

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QUALE SICUREZZA
L’Ulss 18 nega il permesso (il Direttore non ha neanche il coraggio di una firma) della “visita guidata” per «motivi di sicurezza», che non si capisce cosa vuol dire. Rispetto all’anno scorso ed a quello prima, l’area ed i viali sono stati ripuliti, l’erba sfalciata ed innalzate staccionate per delimitare ed impedire l’accesso a diversi edifici. Inoltre sono state posizionate 29 tabelle e 10 aree sosta con panchina e cestino, in tutta l’area manicomiale. Si tratta del primo stralcio di lavori, circa 60 mila euro, per aprire il “parco del manicomio”. Quindi quest’anno l’area è molto più sicura e transitabile che non gli anni precedenti. Adesso pare che i lavori siano sospesi per una verifica ambientale riguardo i tetti dei fabbricati che sono di eternit (una lega di cemento-amianto) che deteriorandosi potrebbe essere tossica. E non si capisce perché abbiano speso 60 mila euro prima di fare la verifica ambientale, col rischio di lasciare le nuove panchine a deperire come tutta l’area dal 1997. E in tutti i casi, se l’area manicomiale fosse inquinata il pericolo non starebbe tanto in una visita di un’ora ma ci sarebbe tossicità perenne per tutto il territorio circostante, quello di Granzette.
padiglioni con eternit manicomio di rovigo cucina all'eternit manicomio di rovigo padiglioni all'eternit del manicomio di rovigo
Tetti all’eternit del manicomio di Rovigo: il viale dei padiglioni verso i reparti donne, la cucina e l’altro senso del viale dei padiglioni, verso gli uomini.
panchina parco manicomio rovigo
Una bella area sosta dentro il parco del manicomio di Granzette, nuova di pallino, dentro un’area rigorosamente chiusa-sbarrata, pena denuncia: non dell’Ulss 18 per mal-Amministrazione Pubblica con sperpero di soldi dei contribuenti, ma degli eventuali ed incauti visitatori che volessero “panchinare”. 

  

 E INVECE SÌ! 

VISITA GUIDATA OLTRE IL DIVIETO ULSS18!
Domenica 10 maggio ore 15, via Chiarugi 135. Nonostante il cancello sbarrato un folto gruppo di rodigini ha rivendicato il diritto di accesso ad un’area che è patrimonio culturale, ambientale e sociale, di tutta la comunità ed ha voluto lo stesso esplorarla in “visita guidata”.

CRONACA
Alle ore 15 un folto gruppo di persone interessate all’area manicomiale si è presentata davanti al cancello dove ha trovato un cartello che spiegava i motivi della visita bloccata dall’Ulss 18.
cartello cancello manicomio di rovigo

MANICOMIAL DAY 2015 – BLOCCATO
Manicomio sbarrato come in epoca fascista e anti-Basaglia: l’Ulss 18 di Arturo Orsini e scagnozzi vari, non dimentica la Storia e precipita il Manico-mio all’epoca di segregazione dell’umanità che l’ha vista protagonista.
La “visita guidata” alla storia ed alla memoria del Manicomio di Rovigo, in ricorrenza del “Giorno della memoria dei matti” (del 13 maggio 1978 quando la Legge Basaglia “libera” i manicomi) che si doveva tenere oggi dalle ore 15, con l’alto patrocinio del Comune e della Provincia, è stata impedita dall’Ulss 18 del Direttore Orsini «per motivi di sicurezza», che non si capisce cosa vuol dire. Tanto più che la nostra iniziativa tende a valorizzare l’area, dal punto di vista “ambientale, storico e architettonico”, in piena sinergia con gli intenti dell’Ulss 18 che, all’uopo, ha firmato proprio quest’anno – il 30 gennaio 2015, un protocollo d’intesa, con l’università IUAV di Venezia (già Architettura) proprio per «sviluppare e promuovere la ricerca sul tema della valorizzazione del sito dell’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rovigo». E quindi le Associazioni del territorio (Biancoenero e Centro documentazione memoria del manicomio di Granzette), documentate e studiate e attive da decenni sulla tematica, sono escluse dai progetti di valorizzazione a scapito di un ramo pretestuoso e turistico dello IUAV di Venezia che potrebbe dedicarsi al locale San Servolo.
Rispetto alla “visita” dell’anno scorso ed a quella dell’anno prima, c’è da specificare che l’area ed i viali sono stati ripuliti, l’erba sfalciata ed innalzate staccionate per delimitare ed impedire l’accesso a diversi edifici. Inoltre sono state posizionate una trentina di tabelle e 10 aree sosta con panchina e cestino, in tutta l’area manicomiale. Si tratta del primo stralcio di lavori, circa 60 mila euro, per aprire il “parco del manicomio” – all’eternit!: quota prevista 335 mila euro. Quindi quest’anno l’area è molto più “sicura” che non gli anni precedenti: tutti i viali, ed anche il parco, sono transitabili, gli edifici sbarrati, l’erba tagliata e ci sono anche panchine per la sosta e cestini per non sporcare l’ambiente.
staccionata manicomio di rovigoAdesso pare che i lavori siano sospesi per una verifica ambientale riguardo i tetti di tutti i fabbricati (si tratta di una quota di 16.400 mq.) che sarebbero di eternit (una lega di cemento-amianto). E non si capisce perché l’Ulss, a firma dell’ing. Fasiol abbia approvato un progetto da 335 mila euro (senza alcuna menzione sull’eternit) e speso una prima quota di 60 mila euro, con direzione lavori a firma del geometra Piccoli, prima di fare la debita verifica ambientale (prevista per legge), col rischio di lasciare le nuove panchine a deperire come tutta l’area dal 1997. E se l’area manicomiale fosse poco sicura per l’inquinamento da amianto, il pericolo non starebbe tanto in una visita di un’ora ma permarrebbe per tutto il territorio circostante: non è che sbarrando il cancello d’entrata si bloccano i pulviscoli tossici!
E, in tutti i casi, l’Ulss 18 avrebbe l’obbligo per legge di dare notizia e trasparenza sulla eventuale tossicità dei fabbricati su un’area di 220 mila metri quadri, che ha un valore storico ed anche paesaggistico e che è quotata dall’Ulss per una cifra di dieci milioni di euro.
dietro il cancello del manicomio di rovigo
MANICOMIAL DAY S-BLOCCATO
I numerosi partecipanti all’iniziativa del “Manicomial day”, nonostante la “guida” faccia reiterati avvisi di possibili pene da sei mesi a tre anni per violazione di proprietà privata, vogliono lo stesso entrare a visitare l’area e dall’ex fornace, poco più a sud in via Chiarugi, attraversano il Ceresolo e costeggiandolo arrivano all’entrata dell’ex OPP da dove la “guida” non può altro che accompagnarli e guidarli, anche per salvaguardare l’ambiente e gli stessi visitatori. L’area, protetta da vincolo paesaggistico ed architettonico, è senz’altro uno dei luoghi più caratteristici della Provincia di Rovigo, sia per il paesaggio che per la storia: un patrimonio che deve essere restituito e non sbarrato alla comunità. La passeggiata si snoda per due ore fra i silenti viali alberati della piccola città manicomiale, con “stazioni” – fermate  illustrative, davanti ai padiglioni e luoghi caratteristici a svelare tracce e percorsi di memoria della tragica ma vitale realtà manicomiale, ancora oggi un “buco nero” nella cartografia sociale rodigina. Una visita guidata da aneddoti, leggende e storia: i “tre tesori” del manicomio, l’elettroshock durante la guerra, la figlia della suora, “maledetti voi che mi avete uccisa”, la statua della madonna della chiesa trasferita e “taroccata” all’Ulss 18, la barzelletta del parco da 335 mila euro senza verifiche sull’eternit, i recenti lavori da 60 mila euro per posizionare panchine ed aree sosta adesso interrotti, il Pittore del manicomio di Rovigo che ha realizzato 48 dipinti murali nei padiglioni, i saccheggi e vandalismi, prospettive passate e future dell’area … In uno splendido paesaggio itinerante, la visita didattica 
si completa davanti alla fontana-simbolo del manicomio, a lato del monumento agli “internati”, quando la guida – Roberto Costa, nel “Giorno della memoria”, legge una orazione ai Matti del manicomio di Rovigo e poi conclude con la recita-interpretazione di “Che la pietà non vi rimanga in tasca”, da Fabrizio de Andrè.
viale piumini manicomio di rovigo

visita guidata manicomio di rovigo

partecipanti visita guidata manicomio di rovigo con paolo avezzù

orazione ai matti del manicomio di rovigo foto luca faccioniNelle foto, dall’alto, il viale dei Padiglioni con nevicata di piumini del manicomio di Rovigo, sotto i “visitatori guidati” alla “stazione” davanti alla lavanderia dove viene spiegato il sistema idraulico indipendente dell’O.P.P. di Rovigo e le motivazioni della statua della madonnina sopra la torre piezometrica, sotto i partecipanti all’iniziativa fra cui il primo pare proprio il candidato sindaco Paolo Avezzù, dietro Marilena Gheller, sotto Roberto Costa legge l’orazione per i matti a lato fontana.

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NOTA BENE: DA SEI MESI A TRE ANNI
La storia della visita illegale del 10 maggio 2015 al manicomio chiuso-sbarrato di Rovigo potrebbe essere inventata di sana pianta, un’altra delle leggende del manicomio che “libera tutti” i cittadini consapevoli,  e le fotografie tratte dalle visite con permesso autorizzato degli anni precedenti. Perché, se non fosse inventata di sana pianta, tutti i partecipanti, compresa la scrittrice Carmen Pellegrino e Alice Sponton de “Il gazzettino”, e Marilena Gheller ed il supposto Paolo Avezzù, e tutti quelli riconoscibili in fotografia, sarebbero incriminabili per violazione di proprietà privata e quindi, per essere entrata illegale in manicomio potrebbero essere condannati a farsi da sei mesi a tre anni in galera. Perchè la legge è uguale per tutti!!!

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IL LIBRO
> Cronache sociali dal manicomio di Granzette, libro-dvd
MEMORIA
Visita guidata al Manicomio  di Rovigo: 9 settembre 2000
DOPO
> Visita guidata al manicomio di Rovigo 2013
Visita guidata al manicomio di Rovigo 2014

ATTUALITÀ
> Wwf e Italia Nostra “negazionisti” del manicomio

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foto bottoni manicomio di rovigo 1930-1997Foto-bottoni, anche colorati a mano, del Nosocomio di Rovigo 1930-1997
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“Presenze” ad un reparto uomini nell’area manicomiale dismessa di Rovigo. “Loro” sono ancora lì che aspettano di essere ri-conosciuti e liberati.

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un volto un nome
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Come Redazione Biancoenero (per i Diritti Umani e la Giustizia sociale), consi-deriamo gli internati manicomiali  come vere e proprie “vittime di guerra”, di una guerra di esclusione sociale e di segregazione, mossa e vinta dalle armate della “maggioranza deviante”. Alla società tutta, in nome di una ri-conciliazione nazionale, per dovere di cronaca e per rispetto per le vittime, va “liberata” e riconsegnata quella identità per troppo tempo negata e reclusa.
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