Divieto sosta nomadi e di Procura

aprile 13, 2015

“La legge è uguale per tutti”, ma un cartello “divieto sosta ai nomadi” viene rimosso dalla Procura di Vicenza, per discriminazione razziale, e lasciato lì da quella di Rovigo perché non costituisce reato? Cos’è la normatizzazione  de “na’ motta e na’ busa fa on guaivo?” Se la legge è uguale per tutti anche le Procure sono uguali? O Vicenza fa da motta e Rovigo da busa?

Formaggio sindaco di Albettone da Imolaoggi.it  Divieto sosta nomadi Occhiobello
Joe Formaggio sindaco discriminatore razzista della Lega Nord, di Albettone (Vicenza), posa a fianco della sua tragedia morale, a destra Daniele Chiarioni sindaco per l’integrazione razzista del Pd di Occhiobello (Rovigo), in una ricostruzione attendibile della sua prosopopea.

UN SOLO PRINCIPIO MAI CEDERE ALL’INGIUSTIZIA
Sì, da queste parti – quelle di Biancoenero, abbiamo una linea di ideali che si può condensare nella frase «un solo principio, mai cedere all’ingiustizia» e per questo osiamo perseguire e resistere ad oltranza con partigianeria applicata ora e sempre: resistenza per una vera esistenza.

biancoenero

1a – I carabinieri tolgono il cartello anti-rom – a Vicenza)
Formaggio, il sindaco di Albettone, convocato dal prefetto
Corriere del Veneto 10 aprile 2015.
ALBETTONE (Vicenza) I carabinieri di Campiglia dei Berici sono arrivati giovedì sera ad Albettone, e hanno rimosso il cartello di «divieto di sosta ai nomadi» innalzato il giorno prima dal sindaco Joe Formaggio, che ha firmato l’ordinanza per bandire rom e sinti dal paese. «Sono intervenuti su ordine della procura », ha spiegato il primo cittadino al termine di una giornata convulsa. «Sono deluso e arrabbiato: non finisce qui, la gente sta dalla mia parte». In mattinata il procuratore capo di Vicenza, Antonino Cappelleri, aveva spiegato che avrebbe studiato l’ordinanza, senza escludere sviluppi: «Valuteremo se ci sono gli estremi per aprire un’inchiesta. Da come i fatti vengono descritti sui giornali, si potrebbero ipotizzare i reati di abuso d’ufficio, istigazione all’odio razziale e pure diffamazione». Intanto si è mosso anche il Governo.
> I carabinieri tolgono il cartello anti-rom

Joe Formaggio sindaco di Albettone e il suo cartello anti-rom Corriere del veneto

1b – Rimossi i cartelli contro i nomadi
Il sindaco indagato dalla Procura
Il gazzettino 10 aprile 2015
… La Procura della repubblica di Vicenza, intanto, ha aperto un fascicolo per l’ipotesi di discriminazione razziale in relazione ai cartelli ‘anti-nomadi’ fatti posizionare due giorni fa dal sindaco. Lo stesso risulta quindi indagato in base alla Legge Mancino.
> Rimossi i cartelli contro i nomadi

Joe Formaggio con il cartello della discordia Il gazzettino

2 – I carabinieri non tolgono il cartello anti-rom – a Rovigo
Redazione Biancoenero 26 ottobre 2014.
Redazione Biancoenero segnala-denuncia alla Procura di Rovigo un cartello anti-rom affisso nel comune di Occhiobello.
ESTREMI DI REATO: Tanto premesso, Le chiedo, signor Procuratore, di verificare l’eventuale sussistenza di estremi di reato, dicasi discriminazione razziale, nel cartello “divieto sosta nomadi” situato nel comune di Occhiobello e, nel caso, di procedere con gli opportuni provvedimenti nei confronti dei responsabili che si identificano nei panni della Giunta del comune di Occhiobello con la complicità della Polizia Municipale. E di verificare gli estremi di reato, dicasi discriminazione e incitamento all’odio razziale, anche del responsabile della Lega Nord di Occhiobello, Daniele Margotti, che, plaudendo all’iniziativa ha dichiarato: «… che la presenza dei nomadi crea solo degrado e danneggia l’immagine del territorio».
Rovigo, 26 ottobre 2014, R. C. direttore di Biancoenero,
periodico polesano di immigrati e minoranze – 1993.
> Cartello “divieto sosta nomadi” in Procura

divieto sosta nomadi a Occhiobello - Rovigo

LA LEGGE VA INTERPRETATA
Ci si dice, da fonte avvocatizia – che teniamo segreta per etica professionale
, che la legge è uguale per tutti ma va interpretata. Certo che l’interpretazione su un reato come rubare sembra che non esista, tutt’al più ci sarà una sanzione di pena che potrà tenere conto delle differenze (una mela un milione) o magari dello stato di necessità. E l’interpretazione della legge, senza entrare nel merito dei grovigli normativi, andrà fatta su pertinenze e varianti di tonalità differenti, tipo furto semplice o con scasso quando si spinge una porta non sbarrata, o rapina semplice o a mano armata nel caso dell’uso di un tagliaunghie o di una forbice. Oppure, ancora, in un caso che ci riguarda ormai sovente, se il Direttore di un giornale (responsabile per eventuali articoli diffamatori pubblicati anche da altre persone) sia paragonabile, e ne risponda per legge,  al responsabile di un sito internet che pubblica un articolo di altra persona magari diffamante nei confronti della ex Presidente della Provincia Virgili.
la legge è uguale per tutti

NA’ MOTTA E NA’ BUSA LEGISLATIVA
O forse nel Polesine, che in altre parti si de-scrive come ancora disastrato socio-culturalmente dall’alluvione pantanante del 1951, vige, anche a livello di Procura la cosiddetta legge della livella: “na’ motta e na’ busa fa on guaivo”. E quindi la fossa di un reato non perseguito come discriminazione razziale nel pantano polesano, sarà livellata da una giusta e consona valutazione giuridica in altra parte d’Italia.
rovigo-vicenza vasi comunicanti
«UN SOLO PRINCIPIO MAI CEDERE ALL’INGIUSTIZIA»
Visto che il Procuratore Carmelo Ruberto della Repubblica di Rovigo è un solerte assertore in luogo pubblico, e testimoniato dai quotidiani locali, di «un solo principio, mai cedere all’ingiustizia», ci rivolgiamo a Colui perché in linea col suo pensiero applichi la Legge che è uguale per tutti sennò diventa una vera e propria ingiustizia a cui non bisogna “mai cedere”, e siccome Colui al quale ci rivolgiamo afferma di avere un “solo principio”, che è anche costituzionale e professionale, lo applichi dall’inizio e metta la parola fine a questa vicenda dei cartelli discriminatori e rimossi dai carabinieri a Vicenza, su mandato della Procura, ma a Rovigo, invece, ancora appesi ed affissi, coi carabinieri in standby [ci si scusi l’americanismo in vulgata digitale – Ndr], che pare proprio un cedere all’ingiustizia del Polesine, che si comporta come se fosse una fossa socio-culturale pantanata ed ancorata al 1951 del territorio italiano. Perché a noi, pur ignoranti che la legge – ahimè!, non lo concede, non ci pare – ma proprio no!, che ci sia una diversa interpretazione della legge nel caso del divieto-di-sosta-ai-nomadi, ma siccome che un cartello è incriminato per discriminazione razziale [ma oltre alla Legge Mancino viola i diritti costituzionali sanciti dall’Art. 3 «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge…» e dall’Art.16 «Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale…». A queste violazione della Costituzione si dovrebbe aggiungere anche la violazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, ratificata dall’Italia con la legge 4 ag. 1995 n. 848, a partire dall’Articolo 1: «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti» – Ndr] non serve evocare il principio di induzione sistemica o quello della similarità della gestalt per capire che debba essere perseguito anche il cartello di Rovigo, perché a noi ci pare – pur se in perfetta solitudine costituzionale [nel senso di fisica del corpo attitudinale – Ndr], che, quello sopra de-scritto non sia un diverso caso di interpretazione della legge ma semplicemente un diverso caso di omissione di legge, di mancata applicazione – magari per ignoranza congenita, al che codesta – l’ignoranza in atto pubblico giudiziario, dovrebbe essere perseguita per ripristinare il concetto della legge che è uguale per tutti, sindaci della Lega e sindaci del Pd compresi, ma non esclusi a seconda dei casi.
Il Procuratore Carmelo Ruberto per la giustizia Carlino Rovigo 29-3-15
Il Procuratore della Repubblica di Rovigo, Carmelo Ruberto, partecipa appassionato ed accanito sostenitore  all’incontro pubblico  “Etica, Legalità e Giustizia: fondamento per una civile convivenza” a Runzi. Da Il Resto del Carlino Rovigo di domenica 29 marzo 2015. Fra le frasi appassionate del tifoso della giustizia va ricordata: «Alzare la voce contro le leggi ingiuste, alzare la voce contro la corruzione», a cui si potrebbe aggiungere anche “alzare la voce contro la mancata applicazione delle leggi giuste!”.

 

 La segnalazione alla Procura di Rovigo.

Al Procuratore della Repubblica di Rovigo,
e per conoscenza al Procuratore della Repubblica di Venezia

OGGETTO: la Procura di Vicenza fa rimuovere un cartello “divieto di sosta ai nomadi” mentre la Procura di Rovigo per un cartello uguale identico no.

Egregio Procuratore della Repubblica, in data 10 aprile leggo che la procura di Vicenza ha fatto rimuovere, subitaneamente – il giorno dopo, un cartello “divieto di sosta ai nomadi” incriminando il Sindaco che l’aveva fatto affiggere per discriminazione razziale.
Le ricordo che in data 26 ottobre 2014, come Redazione Biancoenero ho segnalato un cartello “divieto di sosta ai nomadi” nel comune di Occhiobello che, in data 4 aprile 2015, dopo 5 mesi e mezzo, resta ancora affisso.

A VICENZA RIMOSSO CARTELLO DIVIETO DI SOSTA AI NOMADI
I carabinieri di Campiglia dei Berici sono arrivati giovedì sera [ieri, 9 aprile – Ndr] ad Albettone (Vicenza), e hanno rimosso il cartello di «divieto di sosta ai nomadi» innalzato il giorno prima dal sindaco Joe Formaggio, che ha firmato l’ordinanza per bandire rom e sinti dal paese. «Sono intervenuti su ordine della procura», ha spiegato il primo cittadino al termine di una giornata convulsa. «Sono deluso e arrabbiato: non finisce qui, la gente sta dalla mia parte». In mattinata il procuratore capo di Vicenza, Antonino Cappelleri, aveva spiegato che avrebbe studiato l’ordinanza, senza escludere sviluppi: «Valuteremo se ci sono gli estremi per aprire un’inchiesta. 
Da come i fatti vengono descritti sui giornali, si potrebbero ipotizzare i reati di abuso d’ufficio, istigazione all’odio razziale e pure diffamazione». Intanto si è mosso anche il Governo.
Corriere del Veneto 10 aprile 2015.

INDAGATO IL SINDACO PER IL CARTELLO DIVIETO DI SOSTA AI NOMADI
La Procura della repubblica di Vicenza, intanto, ha aperto un fascicolo per l’ipotesi di discriminazione razziale in relazione ai cartelli “anti-nomadi” fatti posizionare due giorni fa dal sindaco. Lo stesso risulta quindi indagato in base alla Legge Mancino. Il gazzettino 10 aprile 2015.

A ROVIGO RESTA IL CARTELLO DIVIETO DI SOSTA AI NOMADI
In data 26 ottobre 2014, come direttore di Biancoenero segnalavo alla Procura della Repubblica (ed all’UNAR)  «di verificare l’eventuale sussistenza di estremi di reato, dicasi discriminazione razziale, nel cartello “divieto sosta nomadi” situato nel comune di Occhiobello e, nel caso, di procedere con gli opportuni provvedimenti nei confronti dei responsabili che si identificavano nei panni della Giunta del comune di Occhiobello con la complicità della Polizia Municipale. E di verificare gli estremi di reato, dicasi discriminazione e incitamento all’odio razziale, anche del responsabile della Lega Nord di Occhiobello, Daniele Margotti, che, plaudendo all’iniziativa aveva dichiarato: “… che la presenza dei nomadi crea solo degrado e danneggia l’immagine del territorio”».

«UN SOLO PRINCIPIO MAI CEDERE ALL’INGIUSTIZIA»
Da il Resto del Carlino di Rovigo, di domenica 29 marzo 2015, si apprende che il Procuratore della Repubblica di Rovigo, Carmelo Ruberto, partecipa appassionato e fervente sostenitore all’incontro pubblico  “Etica, Legalità e Giustizia: fondamento per una civile convivenza” a Runzi.
«Un solo principio: mai cedere all’ingiustizia» titola a tutta pagina il quotidiano rodigino per definire in sottotitolo la «Lezione del procuratore capo Carmelo Ruberto e di don Vanni Manzin». Fra le frasi appassionate del procuratore capo di Rovigo va ricordata: «Alzare la voce contro le leggi ingiuste, alzare la voce contro la corruzione», a cui si potrebbe aggiungere anche “alzare la voce contro la mancata applicazione delle leggi giuste!”.
Ecco, allora mi pare che lei, Signor Procuratore, sia la persona “giusta” a cui rivolgere la mia petizione per una giustizia effettiva a Rovigo come a Vicenza, rispetto ad un caso di discriminazione razziale a mezzo segnale stradale. Mi permetto di aggiungere che, oltre all’incitamento all’odio razziale (violazione Legge Mancino), all’abuso d’ufficio ed alla diffamazione (il termine dispregiativo “nomadi” viene usato in modo diffamatorio – appunto, per definire i Rom/Sinti), si potrebbero aggiungere anche la violazione costituzionale dell’Art. 3 «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge…» e dell’Art.16 «Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale…», a cui si dovrebbe aggiungere anche la violazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, ratificata dall’Italia con la legge 4 ag. 1995 n. 848, a partire dall’Articolo 1: «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti».

A SEGUITO DI QUANTO ESPOSTO
A seguito di quanto esposto si chiede di verificare se la segnalazione-denuncia del cartello “divieto di sosta ai nomadi” affisso nel comune di Occhiobello, che dopo cinque mesi e mezzo è ancora lì come una sentinella vergognosa e discriminatoria (il cartello), sia stata indagata all’uopo dalla Procura di Rovigo o archiviata, ignorata o messa da parte e nel caso, se la procedura sia consona alle normative vigenti che permettono, invece, di sequestrare uno stesso identico cartello a Vicenza  con la Procura di Vicenza che dopo soli due giorni ha fatto rimuovere il cartello ed ha aperto un fascicolo per ipotesi di discriminazione razziale indagando il Sindaco in base alla Legge Mancino.

Rovigo, 13 aprile 2015,
in fede, Roberto Costa, direttore di Biancoenero
(periodico polesano di immigrati e minoranze – 1993)

ALLEGATI
1 Articolo Corriere del Veneto del 10 aprile 2015 con notizia della rimozione del cartello;
2 articolo de Il gazzettino del 10 aprile 2015 con notizia di indagine sul sindaco di Albettone;
3 segnalazione alla Procura di Rovigo (ed all’UNAR) per cartello “divieto di sosta ai nomadi” nel comune di Occhiobello, fatta in data 26 ottobre 2014.
procura rovigo targhetta1

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