Un pittore nel manicomio di Rovigo

febbraio 3, 2015

Sabato 7 febbraio, alle ore 17 presso il Centro Servizio Volontariato – viale Tre Martiri 67/F, si tiene la presentazione (con video e fotografie) della pubblicazione “Un pittore nel manicomio di Rovigo 1931-1962”, a cura di Roberto Costa per le edizioni Biancoenero.

un pittore nel manicomio di rovigoSe c’è una storia rimossa – cancellata, dall’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rovigo (1930-1997), è quella di un internato che, negli anni ’50 ha pitturato 48 dipinti murali (soprattutto orizzontali, 3×2 metri) nei reparti I-II-III uomini (agitati, semi-agitati, tranquilli) e nel III reparto donne (tranquille), aprendo “finestre” di “vedute” prospettiche in una piatta monoforme e dolorosa quotidianità. Un pittore che dà luce singolare, anche nel panorama dei manicomi nazionali, alla tragedia dell’O.P.P. di Rovigo, sbarrato dal 1997, che dovrebbe conservare e testimoniare alla società un padiglione, per un museo della sua stessa memoria. Ma le stesse “istituzioni totali”, Ulss e Amministrazione Provinciale, responsabili del lager manicomiale, ora ne occultano e seppelliscono la storia.
Centro documentazione manicomio di Rovigo

LA PUBBLICAZIONE
Si tratta di un dvd che contiene due libelli in formato pdf dal titolo:
1 – Un pittore nel manicomio di Rovigo, 42 pagine in formato A4 con la contestualizzazione storica del periodo di internamento del pittore, 
foto-grafie d’epoca, mappe del manicomio, descrizione e planimetrie dettagliate dei reparti dove sono pitturati i dipinti, stato di visibilità e conservazione …
2 – Album dipinti murali, 48 pagine con una buona riproduzione di 42 dei 48 dipinti murali). 

un pittore nel manicomio di rovigo dvd pittore manicomio di rovigo
Copertina del libro-dvd                                Etichetta del disco

Altre informazioni. red.biancoenero@teletu.it

 

ARCHIVIO
> I tesori del manicomio di Rovigo
Fra i (tre) “tesori”, esclusivi e caratteristici del manicomio di Granzette, ci sono i dipinti murali realizzati nelle “corti” di alcuni reparti uomini. Si tratta di una testimonianza culturale ed artistica unica fra tutti i manicomi d’Italia e perciò da tutelare e rendere visibile alla collettività. Che si deve fare comunità per rivendicare e riappropriarsi di questa memoria visiva, che resta sprangata e murata con tutta la memoria e le testimonianze del Manicomio, Olocausto istituzionale dei malati di mente. Una tragedia sociale che si è consumata a Rovigo dal 1930 al 1997.


FESTAZIONE

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