Il Resto del Carlino e l’ossessione zingara

gennaio 8, 2015

La denuncia de “Il resto del Carlino Rovigo”, per uno dei soliti articoli di discriminazione etnica e violazione della “Carta di Roma”, pubblicato sul Carlino di Rovigo in data 5 gennaio 2015.

.                      La denuncia alla Procura della Repubblica  

Alla Procura della Repubblica di Rovigo,
all’Ordine dei Giornalisti del Veneto,
e per competenza a:
UNAR, Ufficio nazionale antid-iscriminazioni razziali,
Ordine Nazionale dei Giornalisti,
Federazione Nazionale Stampa Italiana

OGGETTO: invenzione allucinatoria di reato ascritto ad una “zingarella” “di etnia rom”, diffusione di sentimenti di ostilità e criminalizzazione nei riguardi di etnia rom a mezzo stampa, violazione Carta di Roma – con declinazione sui Rom, mancanza di verifica di notizia.

Egregio Procuratore della Repubblica,
a pag. 2 del Resto del Carlino Carlino di Rovigo, di lunedì 5 gennaio 2015, titolata “Sicurezza e controlli”, compare la notizia di un «Furto con destrezza»  di una “ragazza” che nel parcheggio auto «Ha fatto finta di essere preoccupata per un uomo che stava uscendo dopo aver fatto shopping alla Comet» e lo ha avvisato di avere una gomma a terra. In effetti non si tratta di una semplice “ragazza”, perché la cronista Caterina Zanirato specifica subito dopo: «Peccato che le buone intenzioni della zingarella puntassero in realtà a volerlo alleggerire del portafoglio». La cronista spiega che «Il fatto è successo sabato pomeriggio nel parcheggio della Comet, in zona centro commerciale ‘La Fattoria’». Il rodigino è stato avvicinato «da una giovane donna di bell’aspetto, che l’ha messo in guardia» avvisandolo di avere forato una gomma. L’uomo si è abbassato per verificare lo stato della ruota ma «mentre si piegava, la donna ha subito colto l’occasione per sfilargli il borsello e scappare con il portafoglio del malcapitato». L’articolo finisce con la denuncia alla polizia e la descrizione della donna: La donna era di etnia rom, alta circa 1,65 metri. Indossava un giubbotto scuro, aveva cappelli chiari e un berretto in testa».

L’INVENZIONE DELLA ZINGARELLA – DI ETNIA ROM
Si fa presente che nessuna nota o descrizione somatica, etnica, di lingua o anche di abbigliamento, è data nell’articolo, a spiegare il fatto che la presunta autrice del «Furto con destrezza» definita  «ragazza», ma anche «giovane donna di bell’aspetto», diventi una  «zingarella», per finire con «La donna era di etnia rom». È evidente, a parere dello scrivente, che i termini “zingarella” e “di etnia rom”, visto che non è specificato in alcun modo da dove sia tratta questa deduzione, sono di carattere spregiativo – zingarella, ed incitano alla criminalizzazione di una etnia – quella rom, senza che ne sia fornita alcuna prova. L’unica cosa che traspare chiara da questo fatto di cronaca è che se c’è una donna sconosciuta che ruba, allora deve essere una «zingarella» e di «etnia rom», come se le “zingarelle” e le “donne di etnia rom” fossero tutte ladre. Cos’è, un rigurgito storico del nazi-fascismo degli anni ’30 del secolo scorso quando gli zingari erano considerati tutti «geneticamente ladri, truffatori, nomadi»?

IL GAZZETTINO INVECE
A supplemento, ed a confronto di diversa etica professionale e di “ossessione zingara” probatoria al Resto del Carlino, si riporta articolo de Il Gazzettino di Rovigo, stessa data, 5 gennaio pag.II, che descrive lo stesso avvenimento. Nella notizia, ben sviscerata, non si trova alcun riferimento etnico riguardo i Rom né tanto meno spregiativo («zingarella») della donna, «gentile sconosciuta», probabile autrice del raggiro, nonostante il 63enne, preso di mira abbia «anche fornito una descrizione abbastanza dettagliata della donna che lo ha avvertito della gomma a terra».

VIOLAZIONE DELL’ETICA PROFESSIONALE
Ora si ritiene che nell’articolo riportato l’uso arbitrario del termine «zingarella» e «di etnia rom», inventato a de-scrivere una perfetta sconosciuta, sia in evidente infrazione del codice deontologico professionale giornalistico, sia per quanto riguarda la verifica della notizia da parte del cronista, sia in violazione della “Carta di Roma – con declinazione sui Rom” (2008-11”) che tutela il diritto di in-formazione di soggetti svantaggiati come Immigrati, Rifugiati, Rom. Con l’aggravante dell’invenzione del reato per criminalizzare e diffondere ostilità a mezzo stampa verso i Rom/Sinti.

ESTREMI DI REATO
A seguito di quanto esposto si denunciano l’articolista del Resto del Carlino c.z. (Caterina Zanirato), il capo-cronista di Rovigo Carlo Cavriani ed il direttore responsabile Andrea Cangini, per violazione del codice deontologico (mancata verifica di notizia e violazione “Carta di Roma”) ed incitamento all’odio razziale (verso le popolazioni Rom/Sinte) mediante invenzione di notizia.
In fede,
Roberto Costa, direttore di Biancoenero,
periodico polesano di immigrati e minoranze – 1993

ALLEGATI
Copia dell’articolo del Resto del Carlino Rovigo del 5 gennaio 2015.
Copia dell’articolo de Il Gazzettino di Rovigo del 5 gennaio 2015.
 

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