Cartello “divieto sosta nomadi” in Procura

ottobre 26, 2014

La Giunta del comune di Occhiobello (Ro) è segnalata per discriminazione razziale alla Procura di Rovigo ed all’UNAR per un cartello stradale, “divieto sosta ai nomadi”, affisso al parco Rotta Po. divieto sosta nomadi

“DIVIETO DI SOSTA AI NOMADI” AL PARCO “ROTTA PO”
Percorrendo la SS 16 da Rovigo verso Ferrara, all’incrocio del ponte che attraversa il fiume Po ad Occhiobello, girando a destra e seguendo l’argine del fiume si arriva, dopo 3 km, ad un’ampia golena dove si trova il parco “Rotta Po”. Un parco attrezzato – un’oasi nel verde naturalistico, con panchine e caminetti per grigliate, due spiazzi cementati per attività sportive e un sentiero che conduce a un successivo argine minore su cui sta una torretta di osservazione e, soprattutto, un cippo di sassi e marmo, a ricordo della rotta del Po del 14 novembre 1951 che da lì, alluvionò mezzo Polesine. Un’area di intrattenimento e di svago ma anche di memoria di una tragedia che però, e in stile omeopatico, ne propone un’altra e più moderna: la tragedia della discriminazione razziale. Perché al Parco non possono accedere i “nomadi”. Infatti, un apposito cartello stradale autorizza il parcheggio dell’automobile, la “sosta consentita”, per poter accedere al parco, a tutti ad eccezione dei “nomadi”. Che, nel caso, avranno l’automobile rimossa forzatamente. E, quindi, ai “nomadi” viene impedito il parcheggio e l’accesso al parco consentito, invece, a tutti gli altri cittadini, creando una disuguaglianza che si configura come discriminazione razziale!

parco Rotta Po Occhiobello RovigoL’entrata sbarrata del parco Rotta Po in comune di Occhiobello con il divieto di parcheggio ai “nomadi”.

TUTTI I CITTADINI SONO UGUALI…
“Divieto di sosta ai nomadi” è discriminatorio e razzista perché viola i diritti costituzionali sanciti, per esempio, dall’Art. 3 «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge…» e dall’Art.16 «Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale…».

… MA QUELLI DI NOMADOLANDIA NO!
L’entrata del parco, che si trova lontano dai centri abitati, è sbarrata e cinta da palizzata e quindi, i visitatori, che vi giungono in automobile, per entrare parcheggiano la vettura nello spiazzo antistante. Non si tratta di un’area attrezzata per la sosta di camper e roulottes, ma di un semplice parcheggio, uno stretto spiazzo rettangolare, dove, affiancate, possono sostare una ventina di autovetture. E, quindi, possono entrare al parco a fare la passeggiata e la grigliata ai ferri, i milanisti, i ferraresi, gli idraulici, gli handicappati, i crespinesi, i senegalesi, i senza fissa dimora, i camperisti svizzeri, i moldavi, le femministe, i disobbedienti ma non i “nomadi”, neanche per recuperare memoria del luogo da dove iniziò l’alluvione del Polesine del 1951 che causò decine di migliaia di emigranti-nomadi.
Resta da capire come possa la Polizia Municipale locale stabilire se i probabili visitatori in automobile del parco possano essere o non essere “nomadi” visto che Nomadolandia non esiste su nessuna carta geografica. Come esiste invece Occhiobello che, a seguito di questa tragedia discriminatoria dell’umanità, dovrebbe essere eliminato da qualsiasi mappa territoriale.
umanità

L’UCRONÌA – premessa
L’ucronìa (anche detta storia alternativa, allostoria o fantastoria) è un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale.

OCCHIOBELLO SPROFONDATA NELLA MELMA
Dove c’era un paese razzista ora c’è un’ansa del fiume
Occhiobello, sopravvissuta alla II guerra mondiale rimanendo legata per storia e cultura sociale alle leggi razziali del fascismo del 1938 è tragicamente scomparsa, ma nessuno ne ha sentito la scomparsa, nella rotta del Po del 1951 che alluvionò il Polesine rompendo l’argine a Malcantone e distruggendo, con furia incontenibile, tutto il paese contiguo di Occhiobello prima di esondare in mezzo Polesine. La ricostruzione del Polesine alluvionato rinforzò l’argine a lato della rotta creando una insenatura detta di Occhiobello a ricordare i resti del paese sottostante, seppellito nella melma e nella fanghigia sua caratteriale, con le sue ordinanze razziali compiaciute da tutta la popolazione.
occhiobello nella mappa geografica occhiobello scomparso da mappa geografica
Occhiobello nella geografia locale – Occhiobello cancellato dalla mappa geografica  

L’ESCALATION DEL RAZZISMO ITALIANO – primi i rom
La vicenda del cartello “divieto sosta ai nomadi” si inserisce in un’epoca di tragedia sociale, che deriva da vent’anni di sottocultura berlusconiana,  con la crisi economica che ha lievitato, invece che il conflitto contro le banche responsabili e profittatrici proprio della crisi, ondate di razzismo e discriminazione verso i poveri, gli emarginati, i poveri cristi. Fra tutte le etnie, al solito, al primo posto ci sono sempre i Rom.

Cronache di ordinario razzismo
“Cronache di ordinario razzismo. Terzo Libro Bianco sul razzismo in Italia” è stato presentato a Roma lo scorso 16 ottobre da Lunaria, un’associazione di promozione sociale nata nel 1992 che svolge attività di ricerca, formazione e comunicazione sui temi dell’economia solidale e del terzo settore, delle migrazioni e della globalizzazione, della democrazia e della partecipazione e promuove iniziative di volontariato internazionale.
Proseguendo il lavoro avviato nel 2007, il testo racconta le discriminazioni e le violenze razziste quotidiane che attraversano i comportamenti sociali, i discorsi della politica, gli interventi delle istituzioni e i messaggi dei media, grazie all’analisi di duemilacinquecentosessantasei casi di discriminazioni e violenze razziste documentati in un database on-line tra l’1 settembre 2011 e il 31 luglio 2014. Casi di razzismo (come violenza razzista, che include quelle scritte e orali, quelle fisiche, i danni contro la proprietà o cose, le discriminazioni, tra cui rientrano anche le ordinanze di alcune autorità) e che riguardano tutti gli ambiti della società: perché lo spazio del razzismo quotidiano non ha confini e gli anticorpi culturali, sociali, politici e istituzionali per restringerlo sono ancora del tutto insufficienti e inadeguati.
I casi sono aumentati di anno in anno: 511 nel 2012, 901 nel 2013, 998 nei primi mesi del 2014. Tra i casi di violenza razzista e discriminazione, la maggior parte si è verificata nell’ambito della informazione – 767, subito dopo in quello della vita pubblica -727 e in quello dei rapporti con le istituzioni -306. Nel solo settore dell’informazione si è passato dai 128 casi del 2012 ai 317 del 2014. Ed è proprio tra gli attori istituzionali che si individuano i principali autori di atti razzisti e discriminatori -1063. A seguire sembrano essere gli operatori dei media di cui  è riconosciuta la responsabilità in 504 casi e ben 399 sono  imputati in casi giudiziari.
I bersagli più frequenti di discriminazione razziale sono i rom [detti volgarmente “zingari” o “nomadi” – Ndr], seguiti da mussulmani ed ebrei.
cronache di ordinario razzismo Lunaria
                         > Cronache di ordinario razzismo
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LA DENUNCIA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
La Giunta del comune di Occhiobello, per il cartello “divieto di sosta ai nomadi”, è segnalata-denunciata alla Procura della Repubblica di Rovigo per discriminazione razziale, assieme al segretario della Lega Nord di Occhiobello, Daniele Margotti, denunciato per incitamento all’odio razziale poiché, plaudendo all’iniziativa del cartello stradale, ha dichiarato: «… che la presenza dei nomadi crea solo degrado e danneggia l’immagine del territorio».

Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Rovigo all’UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali

OGGETTO: “vietato l’accesso ai nomadi” – anti costituzionale,
al parco Rotta Po di Occhiobello

“DIVIETO DI SOSTA AI NOMADI” AL PARCO “ROTTA PO”
Percorrendo la SS 16 da Rovigo verso Ferrara, all’incrocio del ponte che attraversa il fiume Po ad Occhiobello, girando a destra e seguendo l’argine del fiume si arriva, dopo 3 km, ad un’ampia golena dove si trova il parco “Rotta Po”. Un parco attrezzato – un’oasi nel verde naturalistico, con panchine e caminetti per grigliate, due spiazzi cementati per attività sportive e un sentiero che conduce a un successivo argine minore su cui sta una torretta di osservazione e, soprattutto, un cippo di sassi e marmo, a ricordo della rotta del Po del 14 novembre 1951 che da lì, alluvionò mezzo Polesine. Un’area di intrattenimento e di svago ma anche di memoria di una tragedia che però, e in stile omeopatico, ne propone un’altra e più moderna: la tragedia della discriminazione razziale. Perché al Parco non possono accedere i “nomadi”. Infatti, un apposito cartello stradale autorizza il parcheggio dell’automobile, la “sosta consentita”, per poter accedere al parco, a tutti ad eccezione dei “nomadi”. Che, nel caso, avranno l’automobile rimossa forzatamente. E, quindi, ai “nomadi” viene impedito il parcheggio e l’accesso al parco consentito, invece, a tutti gli altri cittadini, creando una disuguaglianza che si configura come discriminazione razziale.

TUTTI I CITTADINI SONO UGUALI
L’entrata del parco, che si trova lontano dai centri abitati, è sbarrata e cinta da palizzata e quindi, i visitatori, che vi giungono in automobile, per entrare parcheggiano la vettura nello spiazzo antistante. Non si tratta di un’area attrezzata per la sosta di camper e roulottes, ma di un semplice parcheggio dove, affiancate, possono sostare una ventina di autovetture. Da quanto esposto risulta evidente che per non poter parcheggiare l’automobile i cosiddetti “nomadi” non possono, di conseguenza, visitare il parco per una gita in famiglia o anche per recuperare memoria del luogo da dove iniziò l’alluvione del Polesine del 1951. Ora si chiede se nell’apposizione del cartello stradale all’entrata del parco “Rotta Po” sull’argine del fiume, in località di Occhiobello, voluto dall’amministrazione comunale e sul quale c’è proprio il logo del comune di Occhiobello, ci sia la violazione di diritti costituzionali quali, ad esempio, l’Art.3 «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge…», e l’Art.16 «Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale…».

ESTREMI DI REATO
Tanto premesso, Le chiedo, signor Procuratore, di verificare l’eventuale sussistenza di estremi di reato, dicasi discriminazione razziale, nel cartello “divieto sosta nomadi” situato nel comune di Occhiobello e, nel caso, di procedere con gli opportuni provvedimenti nei confronti dei responsabili che si identificano nei panni della Giunta del comune di Occhiobello con la complicità della Polizia Municipale. E di verificare gli estremi di reato, dicasi discriminazione e incitamento all’odio razziale, anche del responsabile della Lega Nord di Occhiobello, Daniele Margotti, che, plaudendo all’iniziativa ha dichiarato: «… che la presenza dei nomadi crea solo degrado e danneggia l’immagine del territorio».
Rovigo, 26 ottobre 2014,
Roberto Costa,  direttore di Biancoenero,
periodico polesano di immigrati e minoranze – 1993,

ALLEGATI: immagini fotografiche del cartello, articolo del Resto del Carlino con le dichiarazioni del segretario della Lega Nord Daniele Margotti. parco vietato ai nomadi carlino rovigo 24-10-14Il Resto del Carlino di Rovigo, del 24 ottobre 2014 con le dichiarazioni del segretario della Lega Nord di Occhiobello, Daniele Margotti, ritratto in un’immagine di stile lombrosiano, denunciato per incitamento all’odio razziale.

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                      aggiornamenti
LA RISPOSTA DELL’UNAR
> L’UNAR tarocca (le denunce)
Rovigo, 2 aprile 2015. Sembra proprio un taroccamento istituzionale quello dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) che su un cartello di discriminazione razziale scrive una nota al Sindaco di Occhiobello ed in mancanza di risposta – che Daniele Chiarion non gliene frega una mazza (vedi foto), archivia,  come se niente fosse, il caso.
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