Rovigo: sgomberi illegali di donne incinte e minori

marzo 14, 2014

Il direttore di Biancoenero denuncia alla Procura di Rovigo, in data odierna, i numerosi sgomberi illegali (sei) a cui sono stati sottoposti tre nuclei fami-liari rumeni nell’ultimo anno: da un edificio dismesso e fatiscente all’altro. Nuclei familiari di 10-12 persone tra cui minori e due donne incinte, che hanno condotto la gravidanza fra uno sgombero all’altro. Una denuncia rivolta ai mandanti (Questore Russo e Prefetto Provolo?), agli esecutori delle Forze dell’ordine e Polizia municipale (perché esiste anche l’obiezione di coscienza) ed al Sindaco di Rovigo Piva, responsabile della salute e sanità nel territorio comunale, che ha permesso che per un anno minori e due donne incinte vivessero in edifici abbandonati, senza servizi igienici, luce, acqua e riscaldamento. Perché se ci sono precise leggi che vietano l’occupazione abusiva di edifici pubblici e privati, anche se dismessi e fatiscenti e con il tetto cancerogeno (Baldetti-Maddalena) ci sono anche norme costituzionali  che prevedono la tutela dei Diritti Umani (Art.2-3), il diritto ad una infanzia dignitosa (Art.30-31), il diritto alla salute (Art.32). E ci sono anche direttive internazionali che vietano gli sgomberi, senza soluzioni alloggiative alternative, e che tutelano i diritti dell’infanzia. ercato coperto statue frontespizio

La sporta della speranza
Domenica 2 marzo 2014. Alla cancellata dell’ex Ospedale Maddalena, dimora di profughi di guerra stranieri, è stata appesa una sporta piena di alimentari, vestiario e qualche spicciolo. Davanti alla scalinata-entrata alcune biciclette e due passeggini per bambini. Alle finestre alcune donne guardano impaurite mentre un gruppo di uomini si reca a prelevare la sporta. Fra di loro anche Ilie, la cui moglie ha partorito da poco (il 24 febbraio) una bella bambina all’Ospedale civile di Rovigo. “Civile” sul serio, perché c’era riscaldamento, igiene, cure, due pasti nutrienti e regolari al giorno, per una donna che, si legge dalle cronache, nell’ultimo anno, con la sua famiglia, ha vissuto in edifici dismessi e fatiscenti di Rovigo, subendone sgomberi e denunce a volontà. Per una legge dei Diritti Umani violata dalla “maggioranza deviante”, che si rattrappisce e sterilizza  in una crisi che non è solo economica, c’è ancora una umana com-passione – che germoglia, ed alita il mondo, anche se non è ancora primavera. una sporta di umanità al maddalena

Sembrava di essere in tempo di guerra
Dal diario del direttore. Ilie, uno degli occupanti storici – figura nelle cronache del primo sgombero del padiglione Camerini di maggio 2013, l’ho conosciuto qualche tempo fa alla ex piscina Baldetti, che sembrava di essere in tempo di guerra. Tre nuclei famigliari di stranieri bivaccati dentro la piscina dismessa con donne e bambini, in pieno inverno: senza luce, acqua, riscaldamento, servizi igienici, televisione e libri. Per fortuna nessun ambientalista ha impedito ai “profughi di guerra” di trascinare col carrettino un po’ di legna secca dal vicino parco-dismesso Langer. Anche la Polizia, presente in forze quel giorno, pareva quella militare, mi ha fatto uscire e controllato i documenti per oltre mezz’ora impedendomi di rientrare a raccogliere testimonianza giornalistica delle famiglie e dei bambini, accampati dentro squallide stanze con due disegni attaccati allo stipite di legno. Ci sono andato un’altra volta, alla piscina, col Presidente del CSV, al quale ho chiesto se c’erano interventi del volontariato sociale nella vicenda di queste famiglie sgomberate e denunciate, sgomberate e denunciate. Sì sembrava una situazione di guerra con profughi stranieri a traslocare da un edificio sventrato all’altro tra l’ostilità delle famiglie dei residenti. Profughi e vittime di una vera e propria guerra di ingiustizia sociale: sarebbero più protetti e tutelati, a Rovigo, se fossero gatti, o platani nel centro storico.

Alesandra Dondoti, Ilie Ironim e Renata Ironim nata 24-2-14Renata Iroim, nata all’Ospedale Civile di Rovigo il 24 febbraio 2014, assieme alla mamma Alesandra Dondoti ed al papà Ilie, “che spesso chiedono l’elemosina davanti all’ospedale”. Da “La voce di Rovigo”, pagina della “Cicogna”. Tra i cinque nati e foto-grafati del giorno, il quotidiano riporta solo la “professione” dei genitori rumeni.

IL CENSIMENTO DEGLI EDIFICI DISMESSI
Il censimento degli edifici dismessi di Rovigo è stato fatto, gratuitamente, da aprile scorso, da tre nuclei familiari di profughi di guerra (economica, culturale e sociale) che vengono dalla Romania e non possono più tornarci perché ci morirebbero di fame e di discriminazione e di abbandono. Qua, possono cercare di sopravvivere con gli scarti, gli avanzi e qualche piccolo furto (non di quelli da mafia, da banca o da alta finanza). Di sopravvivere fra le proteste indignate dei cittadini di Rovigo, a cui puntualmente seguono gli sgomberi, identificazioni e denunce per invasione di terreni ed edifici con successiva muratura degli accessi. Da primavera 2013 a quella 2014 sono stati sgomberati da quattro edifici dismessi e fatiscenti di Rovigo.
                                     

IL GIRO DELL’OCA dei profughi rumeni negli degli edifici dismessi di Rovigo Il giro dell’oca è un gioco a percorso ostacolato, in cui il vincitore per raggiungere e vincere la CAS(ella)A centrale  è determinato e vincolato dalla sorte poliziesca che gestisce il lancio dei dadi. ragazza- cerchione

1 – CAS(ell)A 5 (con l’oca), si paga con una denuncia e si ripete l’occupa-zione (l’oca porta fortuna). L’inizio delle occupazioni avviene col padiglione Camerini dell’ex Ospedale Civile, qui, i profughi comunitari, vengono prima identificati e sgomberati. Ritornano e vengono sfollati di nuovo il 17 giugno 2013 con muratura di porte e finestre. padiglione camerini

2 – CAS(ell)A 19, l’osteria – accidenti, si passa al rudere. Dopo l’appello per una tenda si trasferiscono in un edificio ancora più fatiscente di vicolo Biscuola, proprio un rudere. Segue un primo sgombero con denuncia e la rioccupazione dell’edificio: 2a – CAS(ell)A 23, con l’oca, si ripete l’occupa-zione. Il 24 luglio 2013, avviene il definitivo  sgombero della Polizia Munici-pale con annessi muratori che murano e sigillano il pericolante fabbricato. vicolo biscuola

3 – CAS(ell)A 31, il pozzo – penalità, si passa alla piscina. I pericolosi profughi rumeni si trasferiscono, con donne anche incinte e bambini, alla dismessa piscina Baldetti per tutto l’inverno: 3a – CAS(ell)A 36, con l’oca, si paga con l’identificazione e si resta fermi tre turni. Ne scappano (allertati dalla polizia) all’alba del 10 febbraio, quando arrivano le ruspe della ditta proprietaria a demolire gli ingressi per rendere inagibile l’entrata all’edificio. piscina baldetti entrata

4 – CAS(ell)A 42, il labirinto – penalità, si passa all’ospedale. In un inverno per fortuna mite, i profughi si trasferiscono al dismesso ospedale Maddale-na. Un primo sgombero, con otto denuncie per invasione di terreni ed edifici, avviene all’alba del 26 febbraio. 4a – CAS(ell)A 50, con l’oca, si paga con denuncia e identificazione e si ripete l’occupazione. Ma ritornano il giorno dopo fra le proteste dei cittadini che gli si svaluta la casa. Dal Maddalena, per finire,  resta la CAS(ell)A 52, la prigione, comprese donne e bambini, oppure possono sperare di raggiungere la CAS(ell)A centrale come premio al travagliato e periglioso gioco, polizia permettendo. ex maddalena

In prefettura gli inventori del gioco (censimento edifici dismessi). La vicenda degli occupanti abusivi del “Maddalena” viene affrontata, martedì 11 marzo in prefettura, dal Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblici. Al summit – pare un vertice antiterroristico, sono presenti il Questore di Rovi-go, funzionari della prefettura, comandanti di Carabinieri, Guardia di finan-za, polizia stradale e municipale, Presidente Provincia, il Sindaco di Rovigo Bruno Piva e la proprietà rappresentata da Paolo Reale. Nessuna presa di coscienza o scrupolo morale, i titoli dei quotidiani dicono di imminenti sgomberi e di sbarre alle finestre dell’edificio per impedire nuovi rientri. [Nessuno sbarramento di porte ed inferriate alle finestre, del primo e secondo piano, e filo spinato sul tetto, nessun blocco o manifestazione all’entrata per impedire l’uscita a piede libero dei rappresentanti istituzionali. Istituzionali di chi?]. prefettura di rovigo

In Procura (il garante del gioco): speriamo nel palazzo di giustizia. Che venga impedito lo sgombero del Maddalena finché non viene trovato un alloggio regolare e alternativo, una CASA, ai nostri con-cittadini comunitari. palazzo di giustizia

oca torna indietro[°°°°] .

LA DENUNCIA procura rovigo .

Al Procuratore della Repubblica di Rovigo

OGGETTO: sgombero seriale di famiglie di profughi romeni,
              con 
donne donne incinte e bambini, da edifici
              dismessi di Rovigo senza alloggi alternativi.

Le modalità sembrano sempre le stesse. Assenza dell’ordinanza di sgombero, nessuna consultazione con le famiglie, offerta alloggiativa deficitaria. La pratica è quella di sgomberare in spregio dei Diritti Umani, e senza volontà di trovare soluzioni alternative e durature. Soprattutto per donne e minori.

Dalla primavera scorsa a Rovigo alcuni nuclei familiari di profughi rumeni sono sottoposti a sgomberi continui da diversi edifici fatiscenti. Si tratta di tre nuclei in cui sono comprese donne, donne incinte e minori. Ad ogni sgombero, fomentato anche dai quotidiani di Rovigo in spregio alla “Carta di Roma”, le famiglie hanno provveduto ad occupare un nuovo edificio, sempre dismesso, abbandonato da anni e fatiscente. Fra questi nuclei, con alcuni minori, anche due donne incinte che hanno gestito la gravidanza vivendo in stabili fatiscenti, senza luce, acqua e riscaldamento, anche per tutto l’inverno. I numerosi sgomberi sono avvenuti, tutti, senza concedere soluzioni alternative alloggiative agli occupanti, che hanno anche fatto una manifestazione pubblica, invano, per chiedere una tenda. E ci sono precise responsabilità da parte di chi ordina ed esegue gli sgomberi (Prefettura, Questura, Forze dell’ordine?), ma anche da parte del Sindaco del Comune di Rovigo che è responsabile sanitario del territorio, nel quale da un anno vivono in condizioni degradanti donne, donne incinte e minori.

OCCUPAZIONI E SGOMBERI IN SERIE

1 – 17 giugno 2013, sgombero dall’ex ospedale civile. La prima occupazione è quella del padiglione Camerini dell’ex Ospedale Civile a primavera 2013. Il 13 maggio avviene una prima segnalazione pubblica. Anche qui i giornali riportano di donne e bambini: “dopo accorate proteste dei residenti sono stati identificati e sgomberati”. Sono ritornati e sgomberati di nuovo con misure protettive il 17 giugno: «Siamo qui da circa quattro settimane – afferma Ilie giovane rumeno con la moglie incinta» (Rovigooggi.it). Subito murate porte e finestre del padiglione.

2 – Il 24 luglio 2013, sgombero da vicolo Biscuola. Dopo avere fatto, invano, un “appello per una tenda”, i nuclei familiari sono andati a dormire e sopravvivere in un edificio ancora più fatiscente di vicolo Biscuola, un vero e proprio rudere. Dalla cronaca quotidiana: «Mercoledì 24 luglio, su segnalazione di alcuni cittadini, gli agenti delle volanti della Questura di Rovigo sono intervenuti nell’edificio abbandonato, hanno identificato 13 cittadini rumeni, tra cui alcuni minorenni e una donna incinta. Li hanno portati in Questura, per identificarli ed è scattata la denuncia in stato di libertà in concorso per invasione di terreni ed edifici» (Rovigooggi.it 25 luglio 2013). Alla rioccupazione dell’edificio è seguito un nuovo sgombero della Polizia Municipale con annessi muratori che hanno murato e sigillato il pericolante fabbricato. Fra i resti del bivacco sono state trovate anche alcune biciclette rubate.

3 – L’inverno all’ex piscina con sgombero il 10 febbraio 2014inverno senza luce, acqua, riscaldamento, servizi igienici, televisione. il sopralluogo della Polizia, prima della demolizione, identifica tracce del passaggio di oltre dieci persone con donne e bambini.

A – Gravidanza fra gli sgomberi continui. 24 febbraio 2014: all’Ospedale civile nasce Renata Iroim, figlia di Alesandra Dondoti e Ilie. Da un anno a Rovigo si legge di sgomberi di nuclei familiari di rumeni da edifici dismessi e fatiscenti. Quando si leggeva di una donna incinta, che ha passato la gravidanza fra uno sgombero – con denuncia,  e l’altro, si trattava di Alesandra che ha dato, ora alla luce una bella bambina.

4 – All’ex ospedale Maddalena, primo sgombero 26 febbraio 2014. Dall’ex piscina, in un inverno per fortuna mite, i profughi rumeni si sono spostati al dismesso ospedale Maddalena fra le vibranti proteste indignate dei residenti che (solo queste e non pratiche di solidarietà) trovano ampio spazio sui quotidiani locali. Il 26 febbraio, l’ex ospedale Maddalena viene sgomberato all’alba e si legge di: “otto denunce per invasione di terreni agli occupanti che sono stati sorpresi all’interno” (Il gazzettino). Ma, pur denunciati, dopo poco più di 24 ore gli abusivi ritornano al Maddalena:  «Panni stesi al sole quasi si trattasse di gente tornata a casa da un viaggio: si presenta così l’ex Maddalena, sgomberato dalla polizia pochi giorni fa ma nuovamente rioccupato da irregolari e sbandati. Il tutto a due passi dallo stadio di rugby, motivo di orgoglio per la città di Rovigo», Rovigooggi.it 28 febbraio 2014. Dopo la rioccupazione si susseguono i controlli della Polizia, come quello del 3 marzo: «cinque persone controllate: vi abitano minori e neonati»; «sono segnalati minori sotto i 17 anni e una donna “ospite” dell’immobile ha appena avuto un bambino in ospedale» (Il gazzettino 4 marzo 2014). Dei minori ne scrive anche “La voce” ha proposito del prossimo incontro in Prefettura per mettere a norma l’area: «Peraltro si tratta anche di minori e di donne incinte, una delle quali ha partorito nei giorni scorsi» (La voce 6 marzo 2014).

B – Un’altra gravidanza fra gli sgomberi continui. Nella notte fra il 2-3 marzo è nato «il figlio di una giovane romena, senza fissa dimora, che trovava ospitalità tra le mura dell’ex ospedale rodigino fino al momento dello sgombero … oltre ad essere mamma di un’altra bambina, di circa 3 anni, infatti la donna prima di trovare rifugio all’ex Maddalena faceva parte del gruppo dei senzatetto che dormiva all’interno della ex piscina Baldetti, poi sgomberata, e dello stabile di vicolo Biscuola, in centro storico» (Il Resto del Carlino, 6 marzo 2014).

COMMISSIONE PER L’ORDINE PUBBLICO
(E per procurata ghettizzazione sociale?)
Dopo tante segnalazioni ed allarmi sociali, strombazzati dai quotidiani locali in spregio alla “Carta di Roma”, la vicenda degli occupanti abusivi del “Maddalena” viene affrontata in prefettura, martedì 11 marzo, dal Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblici. Al summit, sono presenti il Questore di Rovigo, funzionari della prefettura, comandanti di Carabinieri, Guardia di finanza, polizia stradale, polizia municipale, il Sindaco di Rovigo Bruno Piva e la proprietà rappresentata da Paolo Reale. I titoli dei quotidiani sono puntati sugli imminenti sgomberi e sullo sbarramento dell’edificio per impedire nuovi rientri: «Saranno murate tutte le porte e messe le sbarre alle inferriate … per provare a fermare la continua occupazione abusiva dell’ex ospedale del quartiere Commenda» e «non è escluso, inoltre, che nei prossimi giorni si decida di effettuare un nuovo sgombero dell’immobile. Nelle scorse settimane quando polizia e carabinieri erano entrati in azione dalle stanze del Maddalena erano state fatte uscire una decina di persone, fra questi anche un paio di minorenni» (La voce, 12 marzo). Dopo numerose evacuazioni, ancora si parla di sgomberare l’edificio senza fornire alloggi alternativi a donne e minorenni.

LEGGI VIOLATE
Ci sono precise leggi che vietano l’occupazione abusiva di edifici pubblici e privati, anche se dismessi e fatiscenti e con il tetto cancerogeno (amianto: ex piscina Baldetti), ma ci sono anche Direttive internazionali che vietano lo sgombero di famiglie da edifici abusivi senza procurare alloggi alternativi (soprattutto per donne e bambini); in particolare le linee guida sugli sgomberi forzati, adottate il 20 maggio 1997, dal Comitato delle Nazioni Unite per l’osservanza dei diritti economici, sociali e culturali, impongono alle autorità pubbliche di trovare soluzioni alternative di alloggio prima di sgomberare i campi, anche quando si tratti di costruzioni fatiscenti o di roulotte, e altrettanto stabilisce la Raccomandazione adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa adottata il 23 febbraio del 2005. Ci sono altre Direttive internazionali (ONU: Convenzione internazionale diritti dell’infanzia, approvata il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991) che tutelano i diritti dell’infanzia e c’è la legge del Primo Cittadino che è responsabile sanitario di tutto il Comune e quindi è responsabile (anche per omissione) che donne e minori vivano in condizioni sanitarie e igieniche inadeguate nel suo territorio: «il Sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio. Il Consiglio Comunale condivide questa responsabilità».

ESTREMI DI REATO
Tanto premesso, Le chiedo, signor Procuratore, di verificare l’eventuale sussistenza di estremi di reato, nei sei sgomberi effettuati dalle Forze dell’ordine senza soluzioni alternative e nella sopravvivenza in tragiche condizioni igieniche e sanitarie di donne incinte e minori in edifici situati nel territorio del Comune di Rovigo e, di conseguenza, di procedere con gli opportuni provvedimenti nei confronti dei responsabili.
Rovigo, 14 marzo 2014,
R. C. .
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AGGIORNAMENTI: NO SGOMBERI NO
Rovigo, 26 marzo. Da una nota su “Il gazzettino” di oggi si apprende che il Prefetto di Rovigo, nella riunione settimanale del Comitato per l’ordine pubblico del martedì (ieri), ha avvisato il Comune di Rovigo, prima di procedere a nuovi sgomberi al Maddalena,  di approntare alloggi alternativi, soprattutto tenendo conto di donne e minori:
«sarà necessaria una ordinanza del Sindaco che inibisca all’area gli estranei. Sarà poi indispensabile organizzare l’intervento tenendo conto che all’interno ci sono minori e famiglie. Quindi prendendo in considerazione eventuali sistemazioni alternative».

 

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