Basta stragi migranti, manifestazione a Rovigo

ottobre 10, 2013

Appello per l’apertura di un canale umanitario europeo per il diritto d’asilo
Come in tante altre città d’Italia, anche a Rovigo, sabato 12 ottobre, dalle ore 16 in piazza Matteotti, si tiene una manifestazione in solidarietà con i migranti dopo l’ultima tragica traversata del Mediterraneo. Con un appello, firmato da centinaia di associazioni, rivolto ai Ministri della Repubblica, alle istituzioni europee, alle organizzazioni internazionali, per fermare le stragi, aprire un canale umanitario europeo e garantire il diritto d’asilo. Che a Lampedusa non sia naufragata anche la nostra residua solidarietà, già minata dalla crisi economica. Per una sola Umanità, Migranti tutti!

L’APPELLO
Basta Stragi! Per un canale umanitario europeo
Appello per l’apertura di un canale umanitario fino all’Europa
per il diritto d’asilo europeo

Ai Ministri della Repubblica, ai presidenti delle Camere,
alle istituzioni europee, alle organizzazioni internazionali
A cadenza ormai quotidiana la cronaca racconta la tragedia che continua a consumarsi nel mezzo del confine blu: il Mar Mediterraneo. L’ultima del 3 ottobre 2013, a Lampedusa, con centinaia di cadaveri raccolti in mare, ragazzi, donne e bambini rovesciati in acqua dopo l’incendio scoppiato a bordo di un barcone diretto verso l’Europa. Si tratta di richiedenti asilo, donne e uomini in fuga da guerra e persecuzioni, così come gli altri inghiottiti da mare nel corso di questi decenni: oltre 20.000.
Lo spettacolo della frontiera Sud ci ha abituato a guardare l’incessante susseguirsi di queste tragedie con gli occhi di chi, impotente, può solo sperare che ogni naufragio sia l’ultimo. Come se non vi fosse altro modo di guardare a chi fugge dalla guerra che con gli occhi di chi attende l’approdo di una barca, a volte per soccorrerla, altre per respingerla, altre ancora per recuperarne il relitto. Per questo le lacrime e le parole dell’Europa che piange i morti del confine faticano a non suonare come retoriche.
Perché l’Europa capace di proiettare la sua sovranità fin all’interno del continente africano per esternalizzare le frontiere, finanziare centri di de-tenzione, pattugliare e respingere, ha invece il dovere, a fronte di que-sta continua richiesta di aiuto, di far si che chi fugge dalla morte per raggiungere l’Europa, non trovi la morte nel suo cammino.
Si tratta invece di mettere al centro i diritti, di mettere al bando la legge Bossi-Fini e aprire invece, a livello europeo, un canale umanitario affinché chi fugge dalla guerra possa chiedere asilo alle istituzioni europee senza doversi imbarcare alimentando il traffico di essere umani e il bollettino dei naufragi.
Nessun appalto dei diritti, nessuna sollevazione di responsabilità ai governi europei, piuttosto la necessità che l’Europa cambi profondamente la sua politica di controllo delle frontiere, di gestione delle crisi umanitarie, la sua politica comune in materia di diritto d’asilo: convertendo le operazioni di pattugliamento in operazioni volte al soccorso delle imbarcazioni, gestendo in maniera condivisa le domande di protezione superando le gabbie del regolamento Dublino, aprendo canali umanitari che permettano di presen-tare le richieste di protezione direttamente alle istituzioni europee presenti nei Paesi Terzi per ottenere un permesso di  ingresso nell’Unione, dove le domande vengano esaminate con le stesse garanzie previste dall’attuale normativa europea, senza per questo affievolire in alcun modo il diritto di accesso diretto al Vecchio continente e gli obblighi degli Stati Membri.

Alle Istituzioni italiane, ai Presidenti delle Camere,
ai Ministri della Repubblica,
chiediamo di farsi immediatamente carico di questa richiesta.
Alle Istituzioni europee di mettersi immediatamente al lavoro per rendere operativo un canale umanitario verso l’Europa. Alle Associazioni tutte, alle organizzazioni umanitarie, ai collettivi ed ai comitati, rivolgiamo l’invito di mobilitarsi ora ed in futuro per affermare
                            IL DIRITTO D’ASILO EUROPEO

Prime sottoscrizioni: Progetto Melting Pot Europa, Campagna LasciateCIEntrare, Medici per i Diritti Umani, Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), Libera, Rifondazione Comunista, SEL (Sinistra Ecologia e Libertà), Un Ponte Per, Legambiente, Attac Italia, Associazione Lunaria, Associazione A Sud, Associazione Articolo 21, Gruppo Abele, European Alternatives – Alternative Europee,  Terre des Hommes, Associazione NAGA – Milano, ADL Cobas, Associazione Razzismo Stop Padova, Associazione Avvocato di Strada Onlus, Associazione Ya Basta! Bologna, Movimento Migranti e Rifugiati, Osservatorio Diritti Umani,  ALBA – Alleanza Lavoro Beni Comuni Ambiente, Opera Nomadi di Padova Onlus, Comitato Primo Marzo Firenze, C.S. Tpo Bologna, Cso Pedro, AMM – archivio memorie migranti, Associazione Afroitaliani/e,  Osservatorio contro le discriminazioni razziali “Noureddine Adnane” Palermo, Comitato No Tav Pinerolo e Valli, Orchestra Multietnica Mediterranea, Laici Missionari Comboniani, Associazione Asilo in Europa, Mani Tese Ong-Onlus, Associazione Insieme per Pace-Milano, Rete Antirazzista Fiorentina, Associazione Gruppo Lavoro Rifugiati Onlus, Associazione Condivisi Roma, Osservatorio antimafie Pavia, Centro Culturale Teatro Camuno, Terra del fuoco, Centro di Accoglienza Autogestito per richiedenti asilo e rifugiati Pisa…

.        logo benero

Lampedusa, morti di Stato: della Bossi-Fini e di Maroni
”Vergogna!” è il monito del Papa sulla strage di
Lampedusa del 3 ottobre 2013.  368 migranti morti in mare a circa 500 metri dalla riva: una vera e propria Strage di Stato. Morti annegati per mancanza di soccorso (le leggi vigenti vietano il soccorso ai migranti irregolari in mare), per mancanza di rilevamento satellitare, per mancanza di leggi sul riconoscimento d’asilo politico. Rifugiati e perseguitati che hanno diritto all’accoglienza (secondo la Convenzione di Ginevra del 1951) ed alla richiesta di asilo politico ma vengono trattati come immigrati irregolari e quindi delinquenti, secondo lo Stato Italiano. Come se un profugo che scappa da una guerra civile avesse tempo e possibilità di fare domanda di assunzione presso una ditta italiana per fare regolare ingresso nel Paese.
Di fronte a questa tragedia il Presidente del Consiglio Letta modifica la legge sulla cittadinanza, «Sono cittadini italiani!», dallo “Jus sanguinis” (diritto di sangue) allo “Jus mortis” (diritto di morte): cittadinanza agli immigrati solo dopo la morte. É tutta l’Italia dei Diritti umani costituzionali che è sprofondata a terra: stesi a terra i morti annegati di Lampedusa, stesi a terra a dormire i sopravvissuti (indagati pure per immigrazione clandestina). Perché si tratta di una ennesima “Strage di Stato”, il prodotto consapevole e voluto, nell’ultimo decennio, di vari Governi, dal Centro-destra propositore al Centro-sinistra avvallante

1- Italia senza asilo politico. 14-4-2003, Governo Berlusconi di Centro-destra. L’Italia è l’unico Paese europeo senza una legge organica sul diritto d’asilo ed ”è urgente” porre rimedio a questo vuoto. Questa la sollecitazione del delegato dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) dell’Ufficio di Roma, Augustine Mahiga, fatta alla commissione Affari costituzionali della Camera nel corso di una audizione.
2- Legge Bossi-Fini sull’immigrazione, del 2002, con Governo Berlusconi di centro-destra. Una legge che Doudou Diène, Relatore Speciale per i Diritti Umani dell’ONU, giudica “ispirata dalla filosofia di scontro della civiltà” e che “incita alla discriminazione ed alla criminalizzazione degli immigrati”. Una legge che introduce la schiavitù dal lavoro per tutti gli immigrati: oggi si tratta di 4 milioni di schiavi.
3- Anno 2006-2008. Il Governo Prodi di centro-sinistra non modifica ne revisiona la legge Bossi-Fini.
4- 16 luglio 2009, Governo Berlusconi di centro-destra. Il Presidente della Repubblica (Giorgio Napolitano)  firma la legge Maroni sulla “sicurezza”, 733-B, che istituisce il reato di immigrazione clandestina (punito con  carcerazione ed espulsione) e conseguente reato di favoreggiamento per chi aiuta gli immigrati, reato invano bocciato, successivamente, anche dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea.
5- Febbraio 2012. La Corte Europea dei Diritti Umani condanna ancora  l’Italia per la pratica dei respingimenti in mare, contestando al nostro Paese la violazione di due articoli della Convenzione europea per i diritti dell’uomo: dell’articolo 3, che proibisce trattamenti inumani e degradanti, e
dell’articolo 4, relativo al divieto delle espulsioni collettive.
Perché la tragedia di Lampedusa non si risolva in un inutile e vuoto e retorico battimano alle bare dei morti occorre:
– Abolire la legge Bossi-Fini;
– Cancellare il reato di
clandestinità ed abolire i CIE (Centri identificazione ed espulsione);
– promulgare una Legge organica sull’asilo;
– Aprire immediatamente un corridoio umanitario per il Diritto di asilo europeo, al fine di permettere a tutte le persone che hanno diritto alla protezione internazionale, e verso cui gli stati europei hanno dei precisi doveri, di raggiungere l’Europa in maniera sicura.
siamo tutti clandestini brescia 24-11-2001
                                             Brescia 24 novembre 2001
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.foto cronaca 
BASTA STRAGI A LAMPEDUSA: LA MANIFESTAZIONE A ROVIGO

basta stragi per un canale umanitario  manifestazione rovigo
Rovigo, 12 ottobre – I soliti tre moschettieri dei Diritti Umani a Rovigo
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.Appello per l’apertura di un canale umanitario europeo per il diritto d’asilo
Basta stragi migranti, manifestazione 2 a Rovigo
Appello per l’apertura di un canale umanitario europeo per il diritto d’asilo
Rovigo, II settimana di mobilitazione umanitaria, a cura di Biancoenero.
Come in tante altre città d’Italia, anche a Rovigo, sabato 19 ottobre, dalle ore 16 in piazza Matteotti, si tiene una manifestazione in solidarietà con i migranti e profughi dopo l’ultima tragica traversata del Mediterraneo, del 3 ottobre 2013 con 368 morti affogati. Con un appello, firmato da centinaia di associazioni, rivolto ai Ministri della Repubblica, alle istituzioni europee, alle organizzazioni internazionali, per fermare le stragi, aprire un canale umanitario europeo e garantire il diritto d’asilo. Per abolire la Bossi-Fini ed il decreto Maroni del 2009 (che istituisce il reato di immigrazione clandestina e di favoreggiamento alla quale) che sono sistemici e propedeutici alle tragedie in mare. Che a Lampedusa non sia naufragata anche la nostra residua solidarietà, già minata dalla crisi economica. Per una sola Umanità, Migranti tutti!

Minculpop rodigino
Al solito, nessuno dei tre quotidiani di Rovigo (Il resto de La voce del Gazzettino) ha dato nota della manifestazione umanitaria, in spregio alle norme deontologiche della professione, violando anche la “Carta di Roma”, in un tragico rigurgito di “Minculpop” da regime fascista, con gli Immigrati al posto degli Ebrei.

.LA MANIFESTAZIONE 
.foto-cronaca

BA
STA STRAGI A LAMPEDUSA: MANIFESTAZIONE 2 A ROVIGObasta stragi migranti angela zerbinati e graziella baratella
Maria Angela Zerbinati e Graziella Baratella in manifestazione umanitaria. 

basta stragi migranti in fiera d'ottobre a rovigoRovigo, 19 ottobre 2013 di fiera. Grande visibilità alla manifestazione umanitaria.
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La pubblicità è arbitraria.

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