Porrajmos – lo sterminio dimenticato, 2013

gennaio 18, 2013

Mercoledì 30 gennaio, alle ore 21presso il  Circolo Auser -via Bonatti 10 Rovigo, in occasione delGiorno della memoria”, si rappresenta “Il Porrajmos dimenticato”. Con video-documentario dell’Opera Nomadi Nazio-nale sullo sterminio dei Rom/Sinti e (In) Canto Rom n.1, canti e musiche dai campi di concentramento ai “campi nomadi”, con Marta Marcello e Fabio Foca Rossi. Conduce Roberto Costa, direttore di Biancoenero.

porrajmos locandina 2013

 IN-CANTO ROM N.1 
Con Marta Marcello, Fabio Rossi e Roberto Costa 

1 – C’e’ un paio di scarpette rosse. Di Joyce Lussu.
2 – Daleko (lontano). Musica Klezmer di Lisei Haardt-Spaeth.
3 – Andro’da taboris,
campo di lavoro. Canto di Rom slovacchi internati in
   un campo di concentramento nazista.
4 – Tsigaynerlid, canzone zingara. Di David Beyglman, dal ghetto di Lodz,
     il secondo della Polonia, 1941
5 – La canzone del bambino nel vento (Auschwitz).
    Di Francesco Guccini, anno 1964.
6 – A forza di essere vento. Di Fabrizio De Andrè, 1996.
7 – Khorakhanè. Da “Anime salve”, di Fabrizio De Andrè, 1996.
8 – Sulle strade del desiderio. Da Raffaele Mantegazza.
9 – E’ stato molto tempo fa. 
Vite parallele dall’Ungheria 1:
    Marta Sebestyen e Muzsikas, folk ungherese di Transilvania.
10 – Il mio canto zingaro: 
Vite parallele dall’Ungheria 2.
11 – Gelem gelem. Inno del popolo Rom. Versione
La manouche.
12 – La favola della creazione – dalla Nuova Zelanda.
13 – Drita drita – afer dita, una
conta Rom.  Con allegro finale…

RIFERIMENTI
> Il Porrajmos dimenticato, Rovigo 2012

> Il Porrajmos dimenticato, Rovigo 2011.

> Il “Porrajmos dimenticato” del 2010

> 2 agosto:  il “Giorno della memoria” rom
Adria, 2 agosto 2010.  Alle ore 21, in via Cavallotti n.13, manifestazione per portare memoria di “Porrajmos”, lo sterminio dimenticato dei Rom. Con video-documentario sul Porrajmos e (In) Canto Rom n.1 con Marta Marcello, Valter Tessaris e Roberto Costa. Se c’è un “Giorno della memoria” delle popolazioni rom, potrebbe essere il 2 di agosto: non il 27 gennaio (della Shoah ebraica), perché quando, quel giorno di gennaio del 1945, l’Armata Rossa sovietica liberò il campo di sterminio di Auschwitz, i Rom/Sinti non c’erano più. Gli ultimi tremila erano infatti stati assassinati l’estate precedente, la notte del 2 agosto 1944.

> “Canzone zingara”, dal ghetto di Lodz, 1941

> Porrajmos, lo sterminio dimenticato dei Rom

I TRENI DELLA MEMORIA
A proposito di celebrazioni show che appaltano la memoria ad applausi di convenienza retorica – soporiferi della mente, fisiologiche e concusse alla rimozione delle attuali persecuzioni razziali intessute di Shoah: che se il 27 gennaio è il “Giorno della memoria” il 28 gennaio diventa il “Giorno della dimenticanza”.
“Dopo Auschwitz non si possono più scrivere poesie”, scrive Adorno. E se, senza tante fanfare a suon di Rosamunda, si vogliono veramente fare i treni della memoria, invece che alle pietre solitarie di Auschwitz con cellulari ipad e distributori di merendine e bevande calde, allora la destinazione dovrebbe essere quella dei “campi nomadi”, dei cantieri edili, delle campagne del Sud, dei parchi d’inverno, dei Centri di identificazione ed espulsione, dove Rom/Sinti, immigrati e “badanti” testimoniano di moderne discriminazioni e persecuzioni, a memoria presente di regime nazi-fascista.

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