Primavera per la Pace ed i Diritti Umani a Rovigo

giugno 10, 2011

La Cronaca delle manifestazioni di Primavera (dal 19 marzo di dichiara-zione di guerra alla Libia) – che è virata all’Estate, per la Pace ed i Diritti Umani, organizzate da Redazione Biancoenero a seguito della scompar-sa delle sedicenti associazioni pacifiste.
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> Al funerale del pacifismo di Rovigo
Rovigo, 23 marzo. Con patrocinio e presenza degli assessori Pace di Co-mune e Provincia, Giovanna Pineda e Tiziana Virgili, si celebra il funerale dei pacifisti rodigini al soldo dei partiti di centrosinistra: 10 persone in piazza a manifestare contro la guerra alla Libia. Con una voce di dissen-so, per una “no fly zone” a tutela dei Diritti Umani nel Polesine ed una esortazione a Pineda e Virgili: Go home!!!
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> Rovigo 2 aprile per la Pace contro le guerre
Rovigo, sabato 2 aprile. In adesione alla manifestazione nazionale per la Pace, Roma – piazza Navona, anche a Rovigo si tiene un presidio pub-blico in p.za Vittorio Emanuele – Gran Guardia, dalle ore 17. Questa convocazione unilaterale nasce all’ultimo momento proprio perché Biancoenero sperava di aderire ad una manifestazione locale – invece di andare a Bologna o a Vicenza, anche se promossa dai “pataccari” del pacifismo locale legati e subordinati dei partiti amministrativi di centro-sinistra. Tipo: Tavolo Provinciale della Pace, Consulta per la Pace del Comune di Rovigo, Emergency, Arci, AssoPace (?)… Forse si stanno ancora rimettendo dalla manifestazione del 23 marzo scorso, di cui si è documentato in queste pagine.
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> Biancoenero per la Pace ed i Diritti dei Migranti
Rovigo, sabato 9 aprile. Presso la gran Guardia, in piazza Vittorio Ema-nuele dalle ore 17, presidio contro la guerra in Libia, a difesa dei Diritti Umani dei migranti e della Costituzione. La manifestazione è promossa da Biancoenero, a significare una “pedagogia dell’umanità”, col progetto “Adotta la Pace, ospita un migrante”.
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> Per la pace, i Diritti Umani e per Vittorio Arrigoni
Rovigo, sabato 16 aprile29° giorno di guerra. Presso la gran Guardia, in piazza Vittorio Emanuele dalle ore 17, Biancoenero invita ad un “presi-dio” contro la guerra alla Libia ed ai migranti: a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti del-l’Uomo (Art.1). Col progetto “Adotta la Pace, ospita un migrante”.
Una manifestazione contro tutte le guerre, a portare anche ricordo del pacifista Vittorio Arrigoni morto assassinato per il suo impegno civile.
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> Presidio per la Pace e per i Diritti Umani
Sabato 23 aprile, 36° giorno di guerra alla Libia, Biancoenero organizza il consueto presidio, dalle ore 17, davanti alla gran Guardia in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Un sabato nel villaggio globale a testimoniare che i Diritti Umani ci riguardano tutti, perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana.

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I sabato della Pace e dei Diritti Umani
I sabato della pace e dei Diritti Umani
Campagna elettorale, apocrifa, per la Pace ed i Diritti Umani, rimossi da tutti i programmi degli undici candidati sindaci di Rovigo
Sabato 7 maggio.
Nel 50° giorno di guerra alla Libia, Biancoenero in presi-dio, dalle ore 17, davanti alla gran Guardia in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Un sabato di campagna elettora-le, a cui sono stati invitati tutti gli interessati – i Pacifisti e i Costituziona-listi, a testimoniare che i Diritti Umani ci riguardano tutti, perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana.
Una manifestazione aperta anche ai candidati sindaco a confrontarsi, proprio in una campagna elettorale che ne è scevra e monca ed orba, sui valori della pace, uguaglianza e giustizia sociale che si coniugano con la pratica della libertà e della democrazia.
E’ stata un’occasione importante per rilanciare proposte di Pace nella recrudescenza della guerra italiana alla Libia, che costa circa cento mi-lioni di euro al mese – l’equivalente in denaro pubblico, dei salari annui lordi di 4 mila insegnanti, ma anche per rilanciare la questione dei Diritti degli Im-migrati segnalando che la Corte di giustizia dell’Unione europea ha bocciato il reato di clandestinità (ed il carcere per gli irregolari) intro-dotto dall’Italia nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” dell’11 luglio 2009.
Contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza so-ciale. Per una “pedagogia dell’umanità”, che tenga attiva l’area della coscienza e della com-passione.                       
                                     
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I sabato della Pace e dei Diritti Umani
A Rovigo con Biancoenero, per la Pace, i Diritti Umani dei migranti
Intanto che la “campagna” elettorale si fa sempre più calda, la “cam-pagna” di Libia resta celata e rimossa. In un tragico ricorso storico. Il primo bombardamento aereo della storia avvenne sulla Libia, a sgan-ciare le bombe fu un aviatore italiano, Giulio Gavotti, l’1 novembre 1911.
Sabato 14 maggio. Nel 57° giorno di guerra alla Libia, Biancoenero in pre-sidio, dalle ore 17, davanti alla gran Guardia in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Un sabato di significazione pubblica a cui si sono invitati gli interessati – i Pacifisti e i Costituzionali-sti, a testimoniare che i Diritti Umani ci riguardano tutti, perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana. Contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’u-manità”, che tenga attiva l’area della coscienza e della com-passione.
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I sabato della Pace e dei Diritti Umani
Campagna elettorale, apocrifa, per la Pace ed i Diritti Umani,
rimossi da tutti i programmi delle elezioni amministrative 2011

Rovigo, sabato 21 maggio, 64° giorno di guerra alla Libia. I manifestanti per la pace ed i Diritti Umani, Graziella, Nicoleta, Maria Angela e Roberto, si sono spostati ai giardini delle Due Torri, per la concomitanza della fe-sta di Polizia in piazza Vittorio Emanuele.
Nel 64° giorno di guerra alla Libia, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che ci riguardano tutti perché facciamo parte di una sola razza, quella Uma-na. Per rilanciare proposte di Pace nella recrudescenza della guerra ita-liana alla Libia, che costa circa cento milioni di euro al mese – l’equiva-lente in denaro pubblico, dei salari annui lordi di 4 mila insegnanti, ma anche per rilanciare la questione dei Diritti degli Immigrati segnalando che la Corte di giustizia dell’Unione europea ha bocciato il reato di clandestinità (ed il carcere per gli irregolari) introdotto dall’Italia nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” dell’11 luglio 2009.
Per una gestione creativa dei conflitti che metta la guerra fuori dalla storia e contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)co-scienza sociale. Per una “pedagogia dell’umanità”, che tenga attiva l’area della coscienza e della com-passione.        
                                      
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I sabato della Pace e dei Diritti Umani
Primavera di Pace ed uguaglianza: campagna elettorale apocrifa
Continuano i presidi di manifestazione-testimonianza contro la guerra e per i Diritti Umani in una “campagna” di Primavera per la pace ed i Diritti di uguaglianza, promossi da Biancoenero dal 19 marzo di guerra alla Li-bia ed irrigidimento sulle norme di uguaglianza per gli immigrati.
Sabato 28 maggio, manifestazione per la Pace ed i Diritti Umani davanti alla Gran Guardia, in piazza Vittorio Emanuele, dalle ore 17.
Nel 71° giorno di guerra alla Libia, a difesa della Costituzione (Art.11: L’Italia ripudia la guerra) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che ci riguardano tutti perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana.
Per rilanciare proposte di Pace nella recrudescenza della guerra italiana alla Libia, che costa circa cento milioni di euro al mese – l’equivalente in denaro pubblico, dei salari annui lordi di 4 mila insegnanti, ma anche per rilanciare la questione dei Diritti degli Immigrati segnalando che la Corte di giustizia dell’Unione europea ha bocciato il reato di clandestinità (ed il carcere per gli irregolari) introdotto dall’Italia nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” dell’11 luglio 2009.
Per una gestione creativa dei conflitti che metta la guerra fuori dalla sto-ria e contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’umanità”, che tenga attiva l’area della coscienza e della com-passione.
                                       
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> 2 giugno: la bandiera della Pace alla festa delle Forze Armate
Rovigo, 2 giugno. In piazza Vittorio Emanuele per la cerimonia ufficiale della Festa della Repubblica, nel 65° anniversario, anche i pacifisti a ri-cordare il 76° giorno di guerra alla Libia. Sfilano in piazza le Forze Arma-te ma presidiano, con la bandiera, anche gli ultimi pacifisti rodigini, ricor-dando che : «l’Italia ripudia la guerra. Articolo 11 della Costituzione». Con un saggio di antropologia culturale sulla successiva Festa della “ghenga” in Prefettura: una pagina per il museo della memoria della partitocrazia polesana.
                                      
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I sabato della Pace e dei Diritti Umani
Primavera di Pace ed Uguaglianza
Sabato 4 giugno. Continuano i presidi di manifestazione-testimonianza contro la guerra e per i Diritti Umani in una “campagna” di Primavera per la pace ed i Diritti di uguaglianza, promossi da Biancoenero, sabato dopo sabato, dal 19 marzo di guerra alla Libia ed irrigidimento sulle norme di uguaglianza per gli immigrati. Pace e Diritti Umani che dovrebbero esse-re trasversali – e non rimossi da tutti i partiti, ed avere riguardato anche la passata campagna elettorale e quella, attuale, per i referendum.
Dopo la manifestazione del 2 giugno alla Festa della Repubblica, e delle Forze Armate, ci si ritrova in piazza Vittorio Emanuele, per manifestare nel 78° giorno di guerra alla Libia, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che ci riguardano tutti perché facciamo parte di una sola razza, quella Uma-na. Sono oltre duemila i morti “aggiunti” annegati nel Canale di Sicilia per fuggire alla guerra della Nato alla Libia. Una vera e propria tragedia umana: profughi di guerra che continuano a morire nel Mediterraneo presidiato  accuratamente dalle navi Nato che bombardano con precisio-ne chirurgica Tripoli, per non causare vittime civili, ma lasciano passare  e affondare barconi di civili che sfuggono anche ai loro bombardamenti .
In piazza per rilanciare proposte di Pace nella recrudescenza della guer-ra italiana alla Libia, che costa circa cento milioni di euro al mese – l’equi-valente in denaro pubblico, dei salari annui lordi di 4 mila insegnanti, ma anche per rilanciare la questione dei Diritti degli Immigrati segnalando che la Corte di giustizia dell’Unione europea ha bocciato il reato di clan-destinità (ed il carcere per gli irregolari) introdotto dall’Italia nel cosid-detto “pacchetto sicurezza” dell’11 luglio 2009.
Per una gestione creativa dei conflitti che metta la guerra fuori dalla storia e contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’umanità”, che tenga attiva l’area della coscienza e della com-passione.
                                      

Nella foto di “costume” si nota la maglietta indossata nell’occasione dal Direttore di Biancoenero a ricordare l’anniversario dei 50 anni di Zagor-te-nay, lo spirito con la scure: «Perché ormai le battaglie e le vittorie per i Diritti Umani si trova-no solo nei fumetti o nei film come l’ultimo Robin Hood, con Russel Crowe che esorta a ”Resistere, resistere, resistere, finchè le pecore diventeranno leoni”».
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I sabato della Pace e dei Diritti Umani – 85°
Campagna di Primavera di Pace ed Uguaglianza
Sabato 11 giugno – 85° giorno di guerra, ancora in piazza Vittorio Ema-nuele a manifestare-testimoniare contro la guerra e per i Diritti Umani in una “campagna” di Primavera per la Pace ed i Diritti di uguaglianza, promossi da Biancoenero, sabato dopo sabato, dal 19 marzo di guerra alla Libia ed irrigidimento sulle norme di uguaglianza per gli immigrati. Pace e Diritti Umani che dovrebbero essere i pilastri su cui si fonda la società ma che sono stati, invece, rimossi, in modo trasversale, anche dalla passata campagna elettorale.
In piazza, nell’85° giorno di guerra alla Libia, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti del-l’Uomo, che ci riguardano tutti perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana. Anche se la guerra, in piena recrudescenza, non fa più notizia, non vogliamo assuefarci ai morti che si “consumano” giorno dopo giorno, sotto i bombardamenti e sotto le acque del Mediterraneo. L’8 di giugno il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, è tornato ad accusare gli Stati membri per i mi-granti che muoiono nelle acque del mediterraneo. Sono oltre duemila i “morti civili” annegati nel Canale di Sicilia per fuggire alla guerra promossa dalla Nato alla Libia proprio per salvaguardare i “civili”. Ancora in piazza per rilanciare proposte di Pace e di salvaguardia dei Diritti Umani, per una gestione creativa dei conflitti che metta la guerra fuori dalla storia e contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’umanità”, che tenga attiva l’area della coscienza e della com-passione. Perché è l’empatia (coi neuroni specchio) e non l’entropia che sta alla base dell’umanità!
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I sabato della Pace e dei Diritti Umani – 92°
Campagna di Primavera di Pace ed Uguaglianza – appello locale
Sabato 18 giugno – 92° giorno di guerra, ancora in piazza Vittorio Ema-nuele a manifestare-testimoniare contro la guerra e per i Diritti Umani in una “campagna” di Primavera per la Pace ed i Diritti di uguaglianza, pro-mossi da Biancoenero, sabato dopo sabato, dal 19 marzo di guerra alla Libia ed irrigidimento sulle norme di uguaglianza per gli immigrati. Perché la guerra divora le coscienze e uccide i diritti umani. E manifestare contro la guerra è prodromo di ogni indignazione civile.
In piazza, nel 92° giorno di guerra alla Libia, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti del-l’Uomo, che ci ri-guardano tutti perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana. Anche se la guerra, in piena recrudescenza, non fa più notizia, non vogliamo assuefarci ai morti che si “consumano” giorno do-po giorno, sotto i bombardamenti e sotto le acque del Mediterraneo. Ormai sono di più i “morti civili” lasciati affondare su miseri barconi dalla flotta NATO nel Mediterraneo, dei “morti civili” sotto i bombardamenti NATO a Tripoli per cercare di uccidere Gheddafi. Occorre ricordare che l’8 di giugno il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Tho-mas Hammarberg, è tornato ad accusare gli Stati membri per i migranti che muoiono nelle acque del Mediterraneo.
Con la guerra di Libia si fa più aspra anche la guerra all’immigrazione fatta diventare “clandestina” ed ai Diritti Umani degli Immigrati. Il Gover-no Berlusconi ha appena varato un decreto legge che prevede l’incarce-ramento fino a 18 mesi per immigrati irregolari in attesa di identificazio-ne. Che vuol dire 18 mesi di galera per mancanza di documenti!
Ancora in piazza per rilanciare proposte di Pace e di salvaguardia dei Diritti Umani, per una gestione creativa dei conflitti che metta la guerra fuori dalla storia e contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’umanità”, che tenga attiva l’area della coscienza a salvaguardia dei Diritti Umani e della com-passio-ne. Perché è l’empatia (coi neuroni specchio) e non l’entropia che sta alla base dell’umanità. Adesioni red.biancoenero@teletu.it
                                      
La manifestazione per la Pace ed i Diritti Umani si è spostata ai giardini delle Torri per “occupazione” della Protezione Civile di piazza Vittorio Emanuele.

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BASTA CON LA GUERRA DI LIBIA – appello nazionale
«Ora fermiamo l’aggressione»
Appello distribuito alla manifestazione del 18 giugno. La nostra guerra di Libia continua, nella piena illegalità con cui è cominciata. L’abbiamo fatta sulla base di una risoluzione del Consiglio di Sicu-rezza delle Nazioni Unite che viola la Carta delle Nazioni Unite, perché la Libia non stava affatto minacciando la pace e la sicurezza internazionale. L’abbiamo fatta sulla base di un’ondata di informazioni false che non sono state mai verificate: non c’erano i 10 mila morti, non c’erano le fosse comuni; non ci sono mai stati bombardamenti su manifestazioni civili.
Migliaia di missioni di bombardamento della Nato, cui noi partecipiamo, hanno già prodotto centinaia di morti di civili. Noi uccidiamo e non pro-teggiamo. Siamo intervenuti in una guerra civile sostenendo una parte contro l’altra senza nemmeno sapere chi sono quelli che diciamo di so-stenere. E finanziamo la rivolta con decine di milioni di euro. Tutto que-sto non è nemmeno scritto nella risoluzione dell’Onu.
Senza nessuna legittimità noi puntiamo all’uccisione del capo di uno Sta-to sovrano. E questo assassinio, già eseguito contro uno dei suoi figli, viene pubblicamente auspicato e conclamato dai capi delle potenze occi-dentali di cui siamo alleati. Stiamo assistendo inerti a un ritorno alla bar-barie. La vergogna di questo atteggiamento infame deve essere distri-buita equamente tra tutte le forze politiche italiane. Solo rare voci si levano a protestare. Il pacifismo è inerte e tace anch’esso.
Ma noi non possiamo accettare in silenzio tutto ciò.
Non è in nostro nome che si uccide, violando ancora una volta la nostra Costituzione. Noi non abbiamo voce, ma vogliamo parlare a chi è ancora in grado di ascoltare. Questa aggressione deve finire.

Per adesioni segreteria@giuliettochiesa.it
Primi firmatari
: Angelo Del Boca, Giulietto Chiesa, Massimo Fini, Maurizio Pal-lante, Fernando Rossi, Roberto Savio, Luigi Sertorio, Nicola Tranfaglia, France-sco Badalini, Marino Badiale, Monia Benini, Pier Paolo Dal Monte, Ermes Drigo…
                                      
Manifestazione per la pace ed i Diritti Umani giardini Due torri, Rovigo 18 giugno
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I sabato della Pace e dei Diritti Umani – 99°
Campagna di Primavera- Estate di Pace ed Uguaglianza
Sabato 25 giugno – 99° giorno di guerra, ancora in piazza Vittorio Ema-nuele a manifestare-testimoniare contro la guerra e per i Diritti Umani in una “campagna” di Primavera – che è virata all’Estate, per la Pace ed i Diritti di uguaglianza, promossa da Biancoenero, sabato dopo sabato, dal 19 marzo di guerra alla Libia ed irrigidimento sulle norme di ugua-glianza per gli immigrati. Perché la guerra divora le coscienze e uccide i diritti umani. E manifestare contro la guerra è prodromo di ogni indi-gnazione civile.
In piazza, nel 99° giorno di guerra alla Libia, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti del-l’Uomo, che ci ri-guardano tutti perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana. Anche se la guerra, in piena recrudescenza, non fa più notizia, non vogliamo assuefarci ai morti che si “consumano” giorno dopo giorno, sotto i bombardamenti e sotto le acque del Mediterraneo. Ormai sono di più i “morti civili” lasciati affondare su miseri barconi dalla flotta NATO nel Mediterraneo, dei “morti civili” sotto i bombardamenti NATO a Tripoli per cercare di uccidere Gheddafi. Occorre ricordare che l’8 di giugno il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, è tornato ad accusare gli Stati membri per i migranti che muoiono nelle acque del Mediterraneo.
Con la guerra di Libia si fa più aspra anche la guerra all’immigrazione, fatta diventare “clandestina”, ed ai Diritti Umani degli Immigrati. Il Gover-no Berlusconi, il 16 giugno, ha varato un decreto legge che prevede l’in-carceramento fino a 18 mesi per immigrati irregolari in attesa di iden-tificazione. Che vuol dire 18 mesi di galera per mancanza di documenti!
Ancora in piazza per rilanciare proposte di Pace e di salvaguardia dei Diritti Umani, per una gestione creativa dei conflitti che metta la guerra fuori dalla storia e contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’umanità”, che tenga attiva l’area della coscienza a salvaguardia dei Diritti Umani e della com-pas-sione. Perché è l’empatia (coi neuroni specchio) e non l’entropia che sta alla base dell’umanità!
                                      
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Rimossi gli striscioni pacifisti alla “festa del rifugiato”
I sabato della Pace e dei Diritti Umani – 106°
La guerra produce anche flussi di rifugiati e di richiedenti asilo ma l’Assessore Piscopo
fa staccare gli striscioni contro la guerra nella manifestazione per la Giornata mondiale del rifugiato
Rovigo, 2 luglio – comunicato stampa in data 3 luglio. La consueta manife-stazione per la Pace ed i Diritti dei Migranti del sabato – nel villaggio globale, dal 19 marzo scorso in una Primavera di Pace che è virata all’E-state, si è spo-stata il 2 luglio da piazza Vittorio ai giardini Due Torri in adesione alla manifestazione promossa da diverse associazioni, per la Giornata mon-diale del Rifugiato. Perché la guerra divora le coscienze, uccide i diritti umani e aumenta anche il flusso dei rifugiati e dei richie-denti asilo. E manifestare contro la guerra è prodromo di ogni indigna-zione civile. In piazza, nel 106° giorno di guerra alla Libia, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che ci riguardano tutti perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana. Anche se la guerra, in piena recrudescenza, non fa più notizia, non vogliamo assuefarci ai morti che si “consumano” giorno dopo giorno, sotto i bombardamenti e sotto le acque del Mediterraneo.
Ma, se dal 19 di marzo, sabato dopo sabato, appendiamo senza pro-blemi i nostri striscioni, con il cambio di Giunta comunale cambiano anche le regole per manifestare. Perché l’assessore ai Lavori Pubblici Aniello Piscopo fa staccare dal solerte vigile, per ora non armato, gli striscioni pacifisti che non possono essere appesi ai “monumenti” anche se, in verità si tratta di ringhiera ferrata soprastante i bagni pubblici che però, sono rigorosamente chiusi, nonostante il solerte Piscopo. E così, per salvare i “civili”, cittadini e manifestanti, dai pericolosi messaggi sovver-sivi dei soliti e noti 3-4 pacifisti, l’assessore invia il solerte vigile – per ora non armato che minaccia pesanti contravvenzioni. Per fuggire ai “bom-bardamenti” amministrativi e pecuniari, e ci manca poco che arrivi anche la Polizia – come la settimana scorsa, i soliti e noti 3-4 pacifisti, per non turbare i cittadini che gli va bene la guerra e i manifestanti per la Giorna-ta mondiale del Rifugiato, quatti quatti rimuovono i “pericolosi” striscioni affissi su ringhiera soprastante i bagni pubblici – che però sono chiusi e di sabato, e lemme lemme si allontanano per rientrare nella anonima conformità sociale del solito tran tran quotidiano (nel senso anche gior-nalistico). “I tempi ormai stanno cambiando” cantava Bob Dylan nel 1964, oggi, all’incontrario – ed allora Bob Nalyd, direbbe che stanno cambiando sì,  ma verso il peggio.  (Redazione Biancoenero)
                                      
N.B. Cari colleghi giornalisti, Embé o Embedded?
Noto che dalle numerose fotografie pubblicate oggi sulla manifestazione per la Giornata mondiale del Rifugiato, manca una sola immagine della nostra esposi-zione, in verità molto visibile, tanto da attirare il solerte assessore. E’ stata ri-mossa anche dalle vostre balaustre soprastanti i gabinetti pubblici, che però sono chiusi anche di sabato? 

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I sabato della pace e dei Diritti Umani – 120°
Campagna di Primavera- Estate di Pace ed Uguaglianza-120°
Sabato 16 luglio – 120° giorno di guerra, ancora in piazza a manifestare-testimoniare contro la guerra e per i Diritti Umani in una “campagna” di Primavera – che è virata all’Estate, per la Pace ed i Diritti di uguaglianza, promossi da Biancoenero, sabato dopo sabato, dal 19 marzo di guerra alla Libia ed irrigidimento sulle norme di uguaglianza per gli immigrati. Perché la guerra divora le coscienze e uccide i diritti umani. E manifesta-re contro la guerra è prodromo di ogni indignazione civile. In piazza, nel 120° giorno di guerra alla Libia, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’I-talia ripudia la guerra”) e della Di-chiarazione dei Diritti dell’Uomo, che ci riguardano tutti perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana. Anche se la guerra non fa più notizia, non vogliamo assuefarci ai morti che si “consumano” giorno dopo giorno, sotto i bombardamenti e sotto le acque del Mediterraneo. Ormai sono più i “morti civili” lasciati affonda-re su miseri barconi dalla flotta NATO nel Mediterraneo, dei morti civili sotto i bombardamenti NATO a Tripoli per cercare di uccidere Gheddafi. L’8 di giugno il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, è tornato ad accusare gli Stati membri per i migranti che muoiono nelle acque del Mediterraneo.
Con la guerra di Libia si fa più aspra anche la guerra all’immigrazione, fatta diventare “clandestina”, ed ai Diritti Umani degli Immigrati. Il Gover-no Berlusconi il 16 giugno ha varato un decreto legge che prevede l’in-carceramento fino a 18 mesi per immigrati irregolari in attesa di identifi-cazione. Che vuol dire 18 mesi di galera per mancanza di documenti! Secondo il rapporto presentato, l’11 luglio, dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Italia è scesa al settimo posto – su 47 Stati (il primo Paese dell’Europa Occidentale), per quanto riguarda la violazione dei diritti Umani e paga sanzioni di 8 milioni di euro.
Per questi motivi siamo ancora in piazza a rilanciare proposte di Pace e di salvaguardia dei Diritti Umani, per una gestione creativa dei conflitti che metta la guerra fuori dalla storia e contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’uma-nità”, che tenga attiva l’area della coscienza a salvaguardia dei Diritti Umani e della compassione. Perché è l’empatia (coi neuroni specchio) e non l’entropia che sta alla base dell’umanità! 
                                      

N.P. Abuso di potere o fanatico zelo?
Sembra che l’assessore Nello Piscopo abbia promossa una guerra unilaterale e privatistica ai manifestanti per la pace ed i Diritti Umani che ogni sabato, alle cinque della sera, testimoniano della loro attività. Con controlli assidui in piazza Vittorio Emanuele e la rimozione degli striscioni per la pace e per i Diritti Umani proprio alla “festa dei rifugiati e richiedenti asilo” di due settimane fa ai giardini Due Torri. Per la manifestazione del 16 luglio l’Ufficio Gabinetto del Comune ri-lascia debita autorizzazione all’associazione Biancoenero e ne dà comunicato al-la Questura, al Comando Carabinieri, alla Prefettura, al Comando Polizia Loca-le, all’Ufficio Tributi, all’Ufficio Immagine. Quindi sabato 16 luglio, in una piazza svuota e smemorata dalla calura, nessun problema di ordine pubblico per i ma-nifestanti – nè per i pochi cittadini, dalle ore 17 alle 19. Passa la Polizia di Sta-to, passa la Polizia Municipale (Prefettura e Ufficio Immagine e Tributi non per-venuti), mentre la Digos staziona a controllare il pacifico svolgimento. Ma alle 19 passa l’assessore Piscopo e, invece di informarsi in Comune, chiama una macchina di Vigili Urbani che, dopo essere stati ben bene da colui “ordinati”, vengono al “presidio” a chiedere l’autorizzazione. Coloro, col permesso in mano telefonano al Comando per chiedere conferma: “Ma certo che è autorizzata la manifestazione!”. In uscita dalla piazza la macchina dei solerti Urbani Vigili si ferma a fare rapporto all’assessore Piscopo sull’esito dell’iniziativa.
E allora ci si chiede, retoricamente, se è in servizio permanente l’assessore Piscopo e se i Vigili Urbani invece di scattare come marionette ai suoi ordini per questa “emergenza sociale” – vedasi fotografia, non avevano altro da fare o non potevano verificare prima di muoversi il permesso della manifestazione.
La petizione è rivolta anche a eventuali Consiglieri comunali che nel caldo torri-do estivo avessero voglia di verificare se c’è stato un abuso di potere da parte dell’Assessore, un eccesso di zelo (dicasi servilismo) da parte dei Poliziotti Muni-cipalizzati e uno spreco di risorse pubbliche (compresa benzina, telefoni, logorio delle attrezzature ed utensili, usura delle divise…), in tempi di crisi economica, per una questione che bastava una telefonata.

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A dieci anni dal Genoa Social Forum per i Migranti
Campagna di Primavera- Estate  di Pace ed Uguaglianza-120°
In piazza nel decennale del Genoa Social Forum, in comunanza con la più grande e numerosa manifestazione per i Diritti dei Migranti – il Corteo Internazionale, fino ad allora tenutasi. Quella del 19 luglio 2001 poi di-menticata e rimossa per per la “sovversione” allo Stato delle forze di Polizia del giorno dopo e di quello dopo ancora.

Sabato 23 luglio – 127° giorno di guerra, ancora in piazza – stavolta in piazza Garibaldi, dalle ore 17, a manifestare-testimoniare contro la guer-ra e per i Diritti Umani in una “campagna” di Primavera – che è virata all’Estate,  per la Pace ed i Diritti di uguaglianza, promossi da Biancoene-ro, sabato dopo sabato, dal 19 marzo di guerra alla Libia ed irrigidimen-to sulle norme di uguaglianza per gli immigrati. Perché la guerra divora le coscienze e uccide i diritti umani. E manifestare contro la guerra è pro-dromo di ogni indignazione civile. In piazza, nel 127° giorno di guerra alla Libia, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che ci riguardano tutti perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana. Anche se la guerra non fa più notizia, non vogliamo assuefarci ai morti che si “consumano” gior-no dopo giorno, sotto i bombardamenti e sotto le acque del Mediterra-neo. Con la guerra di Libia si fa più aspra anche la guerra all’immigrazione, fatta diventare “clandestina”, ed ai Diritti Umani degli Immigrati. Il Gover-no Berlusconi il 16 giugno ha varato un decreto legge che prevede l’in-carceramento fino a 18 mesi per immigrati irregolari in attesa di identifi-cazione. Che vuol dire 18 mesi di galera per mancanza di documenti! Secondo il rapporto presentato, l’11 luglio, dalla presiden-za del Consiglio dei Ministri, l’Italia è scesa al settimo posto – su 47 Stati (il primo Paese dell’Europa Occidentale), riguardo la violazione dei diritti Umani e paga sanzioni di 8 milioni di euro. Intanto il Parlamento continua a violare la Costituzione, che “ripudia la guerra”, con il voto a favore dei bilanci militari e delle missioni belliche all’estero. E’ una vera e propria voragine quella delle spese militari, dei costi per i cacciabombardieri F35 e per le missioni di guerra in Afghanistan e Libia. Basterebbe il taglio del 10% di queste voci per coprire l’intera manovra finanziaria.
Per questi motivi siamo ancora in piazza a rilanciare proposte di Pace e di salvaguardia dei Diritti Umani, per una gestione creativa dei conflitti che metta la guerra fuori dalla storia e contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’uma-nità”, che tenga attiva l’area della coscienza a salvaguardia dei Diritti Umani e della compassione. Perché è l’empatia (coi neuroni specchio) e non l’entropia che sta alla base dell’umanità!
                                       
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I sabato della Pace e dei Diritti Umani – 134°
Campagna di Primavera- Estate di Pace ed Uguaglianza
Sabato 30 luglio – 134° giorno di guerra, ancora in piazza Vittorio Ema-nuele, dalle ore 17, a mani-festare-testimoniare contro la guerra e per i Diritti Umani in una “campagna” di Primavera – che è virata all’Estate, per la Pace ed i Diritti di uguaglianza, promossi da Biancoenero, sabato dopo sabato, dal 19 marzo di guerra alla Libia ed irrigidimento sulle norme di uguaglianza per gli immi-grati. Perché la guerra divora le co-scienze e uccide i diritti umani. E manifestare contro la guerra è prodro-mo di ogni indignazione civile. In piazza, nel 134° giorno di guerra alla Libia, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che ci riguardano tutti perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana. Anche se la guerra non fa più notizia, non vogliamo assuefarci ai morti che si “consumano” gior-no dopo giorno, sotto i bombardamenti e sotto le acque del Mediterra-neo. Ormai sono più i “morti civili” lasciati affondare su miseri barconi dalla flotta NATO nel Mediterraneo, dei morti civili sotto i bombardamenti NATO a Tripoli per cercare di uccidere Gheddafi.
L’8 di giugno il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, è tornato ad accusare gli Stati membri per i mi-granti che muoiono nelle acque del Mediterraneo. Con la guerra di Libia si fa più aspra anche la guerra all’immigrazione, fatta diventare “clande-stina”, ed ai Diritti Umani degli Immigrati. Il Governo Berlusconi il 16 giugno ha varato un decreto legge che prevede l’incarceramento fino a 18 mesi per immigrati irregolari in attesa di identificazione. Che vuol dire 18 mesi di galera per mancanza di documenti!
Secondo il rapporto presentato, l’11 luglio, dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Italia è scesa al settimo posto – su 47 Stati (il primo Paese dell’Europa Occidentale), per quanto riguarda la violazione dei diritti Uma-ni e paga sanzioni di 8 milioni di euro. Intanto il Parlamento continua a violare la Costituzione, che “ripudia la guerra”, con il voto a favore dei bilanci militari e delle missioni belliche all’estero. E’ una vera e propria voragine quella delle spese militari, dei costi per i cacciabombardieri F35 e per le missioni di guerra in Afghanistan e Libia. Basterebbe il taglio del 10% di queste voci per coprire l’intera manovra finanziaria.
Il 20 di luglio il Giudice Lorenzo Miazzi, di Adria, ha chiesto alla Corte di Giustizia europea se la Legge Bossi-Fini, con il reato di clandestinità, è in linea o viola le norme comunitarie. Quella stessa Bossi-Fini del Governo Berlusconi attiva dall’anno 2002, che Doudou Diène, Relatore Speciale per i Diritti Umani dell’ONU, giudicò “ispirata dalla filosofia di scontro della civiltà” e che “incita alla di-scriminazione ed alla criminalizzazione degli immigrati”. In questa linea, di discriminazione governativa, il 28 luglio è stato approvato il permesso di soggiorno a punti per immigrati (due anni di tempo per conoscere la lingua italiana ed adeguarsi – con crediti ai processi di integrazione forzata) che può essere revocato per manifesta-zioni di rivendicazione sociale, ma illegali, tipo quelle di Rosarno.
Per questi motivi siamo ancora in piazza a rilanciare proposte di Pace e di salvaguardia dei Diritti Umani, per una gestione creativa dei conflitti che metta la guerra fuori dalla storia e contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’uma-nità”, che tenga attiva l’area della coscienza a salvaguardia dei Diritti Umani e della compassione. Perché è l’empatia (coi neuroni specchio) e non l’entropia che sta alla base dell’umanità!
                                      
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I sabato della Pace e dei Diritti Umani – 141°
Campagna di Primavera- Estate di Pace ed Uguaglianza
Sabato 6 agosto – 141° giorno di guerra, ancora in piazza Vittorio Ema-nuele, dalle ore 17, a manifestare-testimoniare contro la guerra e per i Diritti Umani in una “campagna” di Primavera – che è virata all’Estate, per la Pace ed i Diritti di uguaglianza, promossi da Biancoenero, sabato dopo sabato, dal 19 marzo di guerra alla Libia ed irrigidimento sulle norme di uguaglianza per gli immigrati. Perché la guerra divora le co-scienze e uccide i diritti umani. E manifestare contro la guerra è prodro-mo di ogni indignazione civile. In piazza, nel 141° giorno di guerra alla Libia, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che ci riguardano tutti perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana. Anche se la guerra non fa più notizia, non vogliamo assuefarci ai morti che si “consumano” gior-no dopo giorno, sotto i bombardamenti e sotto le acque del Mediterra-neo. Ormai sono più i “morti civili” lasciati affondare su miseri barconi dalla flotta NATO nel Mediterraneo, dei morti civili sotto i bombardamenti NATO a Tripoli per cercare di uccidere Gheddafi.
L’8 di giugno il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, è tornato ad accusare gli Stati membri per i mi-granti che muoiono nelle acque del Mediterraneo. Con la guerra di Libia si fa più aspra anche la guerra all’immigrazione, fatta diventare “clande-stina”, ed ai Diritti Umani degli Immigrati. Il Governo Berlusconi il 16 giugno ha varato un decreto legge che prevede l’incarceramento fino a 18 mesi per immigrati irregolari in attesa di identificazione. Che vuol dire 18 mesi di galera per mancanza di documenti!
Secondo il rapporto presentato, l’11 luglio, dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Italia è scesa al settimo posto – su 47 Stati (il primo Paese dell’Europa Occidentale), per quanto riguarda la violazione dei diritti Uma-ni e paga sanzioni di 8 milioni di euro. Intanto il Parlamento continua a violare la Costituzione, che “ripudia la guerra”, con il voto a favore dei bilanci militari e delle missioni belliche all’estero. E’ una vera e propria voragine quella delle spese militari, dei costi per i cacciabombardieri F35 e per le missioni di guerra in Afghanistan e Libia. Basterebbe il taglio del 10% di queste voci per coprire l’intera manovra finanziaria.
Il 20 di luglio il Giudice Lorenzo Miazzi, di Adria, ha chiesto alla Corte di Giustizia europea se la Legge Bossi-Fini, con il reato di clandestinità, è in linea o viola le norme comunitarie. Quella stessa Bossi-Fini del Governo Berlusconi attiva dall’anno 2002, che Doudou Diène, Relatore Speciale per i Diritti Umani dell’ONU, giudicò “ispirata dalla filosofia di scontro della civiltà” e che “incita alla di-scriminazione ed alla criminalizzazione degli immigrati”. In questa linea, di discriminazione governativa, il 28 luglio è stato approvato il permesso di soggiorno a punti per immigrati (due anni di tempo per conoscere la lingua italiana ed adeguarsi – con crediti ai processi di integrazione forzata) che può essere revocato per manifesta-zioni di rivendicazione sociale, ma illegali, tipo quelle di Rosarno.
Il 5 agosto il ministro degli Esteri Franco Frattini, riguardo i morti affogati in mare, ha chiesto un’inchiesta internazionale sulla NATO e che venga-no ampliati gli incarichi NATO anche per quanto riguarda il soccorso in acque internazionali dei profughi su barconi a rischio di vita.
Rimuovere le cause non i sintomi. Le “ribellioni” dell’1 agosto degli Immi-grati davanti ai “Centri di accoglienza” di Bari e Crotone, per chiedere tempi più rapidi per il rilascio del permesso di soggiorno, sono il sintomo di una vera e propria tragedia sociale, quella che vivono i rifugiati e ri-chiedenti asilo nei cosiddetti “Centri di accoglienza” in Italia. Lo sciopero dei braccianti immigrati dell’1 agosto a Nardò (Lecce), per chiedere an-che acqua calda, gabinetti ed alloggi decenti, paghe regolari e il rispetto dei loro diritti, è un altro segnale di come sono “schiavizzati” i lavoratori immigrati in Italia, stagionali e no.
Per questi motivi siamo ancora in piazza a rilanciare proposte di Pace e di salvaguardia dei Diritti Umani, per una gestione creativa dei conflitti che metta la guerra fuori dalla storia e contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’uma-nità”, che tenga attiva l’area della coscienza a salvaguardia dei Diritti Umani e della compassione. Perché è l’empatia (coi neuroni specchio) e non l’entropia che sta alla base dell’umanità
                                      
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I sabato della Pace e dei Diritti Umani – 148°
Campagna di Primavera- Estate di Pace ed Uguaglianza
Sabato 13 agosto – 148° giorno di guerra, ancora in piazza Vittorio Ema-nuele, dalle ore 17, a manifestare-testimoniare contro la guerra e per i Diritti Umani in una “campagna” di Primavera – che è virata all’Estate, per la Pace ed i Diritti di uguaglianza, promossi da Biancoenero, sabato dopo sabato, dal 19 marzo di guerra alla Libia ed irrigidimento sulle norme di uguaglianza per gli immigrati. Perché la guerra divora le co-scienze e uccide i diritti umani. E manifestare contro la guerra è prodro-mo di ogni indignazione civile. In piazza, nel 148° giorno di guerra alla Libia, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che ci riguardano tutti perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana. Anche se la guerra non fa più notizia, non vogliamo assuefarci ai morti che si “consumano” gior-no dopo giorno, sotto i bombardamenti e sotto le acque del Mediterra-neo. Ormai sono più i “morti civili” lasciati affondare su miseri barconi dalla flotta NATO nel Mediterraneo, dei morti civili sotto i bombardamenti NATO a Tripoli per cercare di uccidere Gheddafi.
L’8 di giugno il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, è tornato ad accusare gli Stati membri per i mi-granti che muoiono nelle acque del Mediterraneo. Con la guerra di Libia si fa più aspra anche la guerra all’immigrazione, fatta diventare “clande-stina”, ed ai Diritti Umani degli Immigrati. Il Governo Berlusconi il 16 giugno ha varato un decreto legge che prevede l’incarceramento fino a 18 mesi per immigrati irregolari in attesa di identificazione. Che vuol dire 18 mesi di galera per mancanza di documenti!
Secondo il rapporto presentato, l’11 luglio, dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Italia è scesa al settimo posto – su 47 Stati (il primo Paese dell’Europa Occidentale), per quanto riguarda la violazione dei diritti U-mani e paga sanzioni di 8 milioni di euro. Intanto il Parlamento continua a violare la Costituzione, che “ripudia la guerra”, con il voto a favore dei bilanci militari e delle missioni belliche all’estero. E’ una vera e propria voragine quella delle spese militari, dei costi per i cacciabombardieri F35 e per le missioni di guerra in Afghanistan e Libia. Basterebbe il taglio del 10% di queste voci per coprire l’intera manovra finanziaria.
Il 20 di luglio il Giudice Lorenzo Miazzi, di Adria, chiede alla Corte di Giu-stizia europea se la Legge Bossi-Fini, con il reato di clandestinità, è in linea o viola le norme comunitarie. Quella stessa Bossi-Fini del Governo Berlusconi attiva dall’anno 2002, che Doudou Diène, Relatore Speciale per i Diritti Umani dell’ONU, giudicò “ispirata dalla filosofia di scontro della civiltà” e che “incita alla di-scriminazione ed alla criminalizzazione degli immigrati”. In questa linea, di discriminazione governativa, il 28 luglio viene approvato il permesso di soggiorno a punti per immigrati (due anni di tempo per conoscere la lingua italiana ed adeguarsi – con crediti ai processi di integrazione forzata) che può essere revocato per manifesta-zioni di rivendicazione sociale, ma illegali, tipo quelle di Rosarno.
Il 5 agosto il ministro degli Esteri Franco Frattini, riguardo i morti affogati in mare, chiede un’in-chiesta internazionale sulla NATO e che vengano ampliati gli incarichi NATO anche per quanto riguarda il soccorso in ac-que internazionali dei profughi su barconi a rischio di vita.
Rimuovere le cause non i sintomi. Le “ribellioni” dell’1 agosto degli Immi-grati davanti ai “Centri di accoglienza” di Bari e Crotone, per richiedere tempi più rapidi per il rilascio del permesso di sog-giorno, sono il sintomo di una vera e propria tragedia sociale, quella che vivono i rifugiati e ri-chiedenti asilo nei cosiddetti “Centri di accoglienza” in Italia. Lo sciopero dei braccianti immigrati dell’1 agosto a Nardò (Lecce), per chiedere an-che acqua calda, paghe, alloggi decenti e il rispetto dei loro più elemen-tari diritti, è un altro segnale di come sono “schiavizzati” i lavoratori immigrati in Italia, stagionali e no.
Il 6 agosto la Direzione distrettuale antimafia apre un’inchiesta, sui brac-cianti-immigrati nei campi salentini, per associazione per delinquere fina-lizzata alla riduzione e mantenimento in schiavitù.
8 agosto: all’Angelus il Papa si schiera contro la guerra in Libia.
Per questi motivi siamo ancora in piazza a rilanciare proposte di Pace e di salvaguardia dei Diritti Umani, per una gestione creativa dei conflitti che metta la guerra fuori dalla storia e contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’uma-nità”, che tenga attiva l’area della coscienza a salvaguardia dei Diritti Umani e della compassione. Perché è l’empatia (coi neuroni specchio) e non l’entropia che sta alla base dell’umanità!
                                      
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I sabato della Pace e dei Diritti Umani – 155°
Campagna di Primavera- Estate di Pace ed Uguaglianza
Sabato 20 agosto – 155° giorno di guerra, ancora in piazza Vittorio Ema-nuele a manifestare-testimoniare contro la guerra e per i Diritti Umani in una “campagna” per la Pace ed i Diritti di uguaglianza, promossa da Biancoenero, sabato dopo sabato, dal 19 marzo di guerra alla Libia ed irrigidimento sulle norme di uguaglianza per gli immigrati. Perché la guer-ra divora le coscienze e uccide i diritti umani. E manifestare contro la guerra è prodromo di ogni indignazione civile. In piazza, nel 155° giorno di guerra alla Libia, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, che ci riguardano tut-ti perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana. Anche se la guerra non fa più notizia, non vogliamo assuefarci ai morti che si “consu-mano” giorno dopo giorno, sotto i bombar-damenti e sotto le acque del Mediterraneo. Ormai sono più i “morti civili” lasciati affondare su miseri barconi dalla flotta NATO nel Mediterraneo, dei morti civili sotto i bombar-damenti NATO a Tripoli per cercare di uccidere Gheddafi.
L’8 di giugno il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, torna ad accusare gli Stati membri per i migranti che muoiono nelle acque del Mediterraneo. Il 20 di giugno il rapporto an-nuale del Consiglio d’Europa contro il razzismo e la xenofobia, segnala che  sono in aumento i casi di intolleranza e razzismo contro i migranti in genere, essendo i richiedenti asilo e i rifugiati i più esposti.
Con la guerra di Libia si fa più aspra anche la guerra all’immigrazione, fatta diventare “clandestina”, ed ai Diritti Umani degli Immigrati. Il Gover-no Berlusconi il 16 giugno vara un decreto legge che prevede l’incarcera-mento fino a 18 mesi per immigrati irregolari in attesa di identificazione. Che vuol dire 18 mesi di galera per mancanza di documenti!
Secondo il rapporto presentato, l’11 luglio, dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, l’Italia è scesa al settimo posto – su 47 Stati (il primo Paese dell’Europa Occidentale), per quanto riguarda la violazione dei diritti Umani e paga sanzioni, per le violazioni, di 8 milioni di euro.
Intanto il Parlamento continua a violare la Costituzione, che “ripudia la guerra”, con il voto a favore delle missioni militari all’estero (vota contro solo l’Idv). E’ una vera e propria voragine quella delle spese militari, dei costi per i cacciabombardieri F35 e per le missioni di guerra in Afghani-stan e Libia. Basterebbe il taglio del 10% di queste voci per coprire l’intera manovra finanziaria.
Il 20 di luglio il Giudice Lorenzo Miazzi, di Adria, chiede alla Corte di Giu-stizia europea se la Legge Bossi-Fini, con il reato di clandestinità, è in linea o viola le norme comunitarie. Quella stessa Bossi-Fini del Governo Berlusconi attiva dall’anno 2002, che Doudou Diène, Relatore Speciale per i Diritti Umani dell’ONU, giudicò “ispirata dalla filosofia di scontro della civiltà” e che “incita alla di-scriminazione ed alla criminalizzazione degli immigrati”. In questa linea, di discriminazione governativa, il 28 luglio viene approvato il permesso di soggiorno a punti per immigrati (due anni di tempo per conoscere la lingua italiana ed adeguarsi – con crediti ai processi di integrazione forzata) che può essere revocato per manifesta-zioni di rivendicazione sociale, ma illegali, tipo quelle di Rosarno.
Il 5 agosto il ministro degli Esteri Franco Frattini, riguardo i morti affogati in mare, chiede un’inchiesta internazionale sulla NATO e che vengano ampliati gli incarichi NATO anche per quanto riguarda il soccorso in ac-que internazionali dei profughi su barconi a rischio di vita. 
Rimuovere le cause non i sintomi. Le “ribellioni” dell’1 agosto degli Immi-grati davanti ai “Centri di accoglienza” di Bari e Crotone, per richiedere tempi più rapidi per il rilascio del permesso di sog-giorno, sono il sintomo di una vera e propria tragedia sociale, quella che vivono i rifugiati e ri-chiedenti asilo nei cosiddetti “Centri di accoglienza” in Italia. Lo sciopero dei braccianti immigrati dell’1 agosto a Nardò (Lecce), per chiedere an-che acqua calda, paghe, alloggi decenti e il rispetto dei loro più elemen-tari diritti, è un altro segnale di come sono “schiavizzati” i lavoratori immigrati in Italia, stagionali e no.
Il 6 agosto la Direzione distrettuale antimafia apre un’inchiesta, sui brac-cianti-immigrati nei campi salentini, per associazione per delinquere fina-lizzata alla riduzione e mantenimento in schiavitù.
8 agosto: all’Angelus il Papa si schiera contro la guerra in Libia.
Per questi motivi siamo ancora in piazza a rilanciare proposte di Pace e di salvaguardia dei Diritti Umani, per una gestione creativa dei conflitti che metta la guerra fuori dalla storia e contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’uma-nità”, che tenga attiva l’area della coscienza a salvaguardia dei Diritti Umani e della compassione. Perché è l’empatia (coi neuroni specchio) e non l’entropia che sta alla base dell’umanità!
                                      
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I sabato della Pace e dei Diritti Umani – 162°
Campagna di Primavera- Estate di Pace ed Uguaglianza
Sabato 27 agosto – 162° giorno di guerra, ancora in piazza Vittorio Ema-nuele a manifestare-testimoniare contro la guerra e per i Diritti Umani in una “campagna” per la Pace ed i Diritti di uguaglianza, promossa da Biancoenero, sabato dopo sabato, dal 19 marzo di guerra alla Libia ed irrigidimento sulle norme di uguaglianza per gli immigrati. Perché la guer-ra divora le coscienze e uccide i diritti umani. E manifestare contro la guerra è prodromo di ogni indignazione civile.
                                       
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Manifestazione per la Pace ed i Diritti degli Immigrati
Rovigo 11 settembre piazza Garibaldi, in adesione alla “processione” per la Pace Pezzoli-Rovigo,  dalle ore 17, al 177° giorno di guerra.
CHE COSA ASPETTA L’ONU A PROPORRE UNA TREGUA IN LIBIA?
Ancora in piazza per quello che si spera sia l’ultimo presidio per la Pace e contro la recrudescenza di discriminazione verso gli Immigrati. Perché la guerra aumenta il flusso dei “profughi” creando “emergenza” e restrizio-ne dei Diritti Umani anche per gli immigrati regolari, e non, presenti in Italia. Il recente Rapporto annuale dell’ECRI (Commissione del Consiglio d’Europa contro il Razzismo e la Xenofobia) sulla crescita del fenomeno del razzismo in Europa segnala che sono in aumento i casi di intolleran-za e razzismo contro i migranti in genere, essendo i richiedenti asilo e i rifugiati particolarmente esposti, poiché vengono percepiti come soggetti che competono per entrare nel mercato del lavoro e per ricevere i bene-fici del welfare. Forse non ci crederete ma continuiamo a testimoniare e significare la nostra contrarietà alla Guerra – ed a tutela dei Diritti Uma-ni,  sabato dopo sabato dal 19 di marzo. A rilanciare proposte di Pace e di salvaguardia dei Diritti Umani, per una gestione creativa dei conflitti che metta la guerra fuori dalla storia e contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’u-manità”, che tenga attiva l’area della coscienza a salvaguardia dei Diritti Umani e della compassione. Perché è l’empatia (coi neuroni specchio) e non l’entropia che sta alla base dell’umanità!

                                     

Microfono bloccato alla manifestazione pacifista
Rovigo, 11 settembre. Pratica del pacifismo dovrebbe essere quella di at-tivare percorsi di democrazia diretta in ogni propria manifestazione. Co-me quella di dare il diritto di parola a chi è attivo proprio contro la guerra e per i Diritti Umani nel territorio. Invece così non è stato alla fine della marcia per la pace “Pezzoli-Rovigo” in piazza Garibaldi l’11 settembre pomeriggio. Dopo l’intervento di don Giuliano – che ha invitato gli Italiani a svegliarsi e dell’assessore di centro-destra Saccardin che si è detto attivo per la giustizia sociale (basti vedere l’ultima “finanziaria”), la paro-la è passata ai soliti noti del pacifismo polesano retorici ed ipocriti anzi-chenò. Alla fine di questi interventi di maniera e drasticamente, pur se ci sarebbe stata possibilità di fare un “microfono aperto”, in sintonìa con le sventagliate pratiche di pacifismo libera-tutti, il microfono è stato chiuso. Cosicchè, pur manifestando per la Pace, contro la guerra di Libia e per i Diritti Migranti, sabato dopo sabato dal 19 di marzo e in “solitaria” dal centinaio di persone convenute in piazza Garibaldi a manifestare “paci-fismo” dopo ben sei mesi di entrata in guerra dell’Italia, non cì è stato possibile fare un intervento pubblico che riportiamo qui di seguito.

Due invocazioni ed un atto d’accusa, alla maniera di Fabrizio De Andrè.
1 – L’invisibilità dei pacifisti contro la guerra
Forse non ci crederete ma è vero, siamo al 177° giorno di guerra. Con la dichiarazione di guerra alla Libia, del 19 marzo scorso, la prima effettiva guerra dello Stato Italiano dal 1945 ad oggi e che dovrebbe essere as-sunta a priorità proprio dal Pacifismo, è avvenuta anche la scomparsa, dopo alcune comparsate pubbliche, dei sedicenti pacifisti, come si sia propagato un virus chimico, una sorta di Alzheimer sociale, una dimenti-canza collettiva, non dovuta all’età dei “vecchi pacifisti”. Cosicché è toc-cato impropriamente solo a noi di Biancoenero – a tutela dei Diritti Uma-ni, impropriamente perché non siamo una associazione pacifista, porta-re avanti testimonianze pubbliche contro la guerra, sabato dopo saba-to, dal 19 di marzo – con l’esclusione di tutti i presenti. A fare una vera e propria resistenza – di trincea, alla guerra che non dovrebbe riguardare solo noi ma dovrebbe coinvolgere tanti. Aderiamo alla pratica pacifista di questa manifestazione ma non vorremmo fosse il solito falso problema, la solita lucciola per lanterna, a distogliere l’attenzione dall’Italia che dal 19 marzo viola l’art.11 della Costituzione. E la guerra alla Libia, come si è visto, restringe ancora di più i pochi diritti degli Immigrati in Italia, già ridotti ad una sorta di schiavitù del lavoro. Si chiama “linearità circolare” della guerra: una fuori ed una dentro i confini dello Stato ma, anche, dentro i residui di coscienza. Perché c’è un’altra guerra che si chiama Razzismo di Stato, che ha prodotto una Italia di “apartheid” per cinque milioni di immigrati. E la guerra alla Libia aumenta il flusso di rifugiati e richiedenti asilo procurando una sorta di circolo in cui si affrontano i sintomi e non le cause. La guerra che riduce l’uomo alla servitù dei pre-potenti, la guerra che produce l’”emergenza” e riduce i diritti degli Im-migrati, la guerra che costringe alla fuga le persone, la guerra che pro-duce una vera e propria narcotizzazione sociale, allineando e mettendo in fila i contribuenti e censurando e discriminando i dissidenti.
2 “Recitativo”, interpretazione gestualizzata ed adattata, da “Due invocazioni e un atto di accusa”, di Fabrizio de Andrè, 1968.
                                     

GUERRA, COSA SI SAREBBE DOVUTO FARE E NON SI E’ FATTO
“Libia, il silenzio dei pacifisti ha ucciso” 30 agosto 2011, Marinella Correggia. Mentre gli alleati locali della Nato (i cosiddetti ribelli) qualificano di “atto di aggressione” l’accoglienza che l’Algeria avrebbe dato a moglie e alcuni figli e nipoti di Gheddafi, e mentre tutte le foto della famiglia sterminata dalla Nato in luglio a Sorman e diventata un simbolo dei crimini di guerra sono sparite dagli hotel e sono state sostituite dalla bandiera monarchi-ca, e mentre a Tripoli NON si contano i morti degli ultimi giorni (sotto i bombardamenti che hanno spianato la strada agli alleati locali, e per l’eliminazione fisica di lavoratori africani con il pretesto che erano “mer-cenari”, e con l’epurazione di libici vicini all’ex regime e di quelli in pre-cedenza fuggiti dall’Est), e mentre nessuno conterà mai i morti civili di 20.000 raid aerei condotti da piloti mercenari occidentali (mercenari, visto che appoggiavano una fazione libica) sulla base di un mandato  Onu per proteggere i civili stessi …
…e meno che mai nessuno conterà i morti fra i soldati, nel tiro al piccione dai cieli, e mentre l’Italia NON accoglierà e mentre prosegue una medioe-vale caccia all’uomo degna del miglior far west (di nuovo il “wanted” sul-la porta del saloon, ha ricordato il presidente del Venezuela) adesso mi rendo conto che l’unica cosa utile da fare in tutti i modi sarebbe stata una campagna A MARZO per appoggiare la proposta di Chavez e dei paesi dell’Alba, accettata dalla Libia: MEDIAZIONE FRA LE PARTI E INVIO DI OSSERVATORI ONU i quali avrebbero visto che non c’erano affatto i diecimila morti fra i manifestanti (mesi dopo, Amnesty International par-lava di 209 morti accertati, su entrambi i fronti visto che molti poliziotti e custodi erano stati uccisi dai manifestanti) togliendo la scusa per l’inter-vento. Invece non si è fatto.
Dopo che un giorno il Manifesto forse solo casualmente non mi aveva pubblicato un pezzo su appunto questa iniziativa venezuelana (e anzi aveva pubblicato un pezzo di Wallerstein in cui praticamente qualificava di idiota il povero Chavez), agli inizi di marzo, sdegnata mi sono allonta-nata da loro non scrivendo quasi più in merito. Idiota. Occorreva insiste-re. Se il Manifesto – l’unico quotidiano che dal 1991 è sempre stato con-tro le guerre – avesse fatto una simile campagna, dicendo qualcosa ogni giorno in merito, appoggiato da altri media alternativi e trascinando per esempio gli antiguerra superstiti che non sapevano che fare, l’iniziativa di Chavez avrebbe avuto qualche chance, come chiedeva Fidel ai paesi e ai popoli del mondo.
Un’altra guerra, e niente di efficace da parte dei pacifisti. Che comunque non esistono più. Non parlerei più di pacifisti; meglio usare il termine “oppositori alla guerra”. Arci, Acli, Cgil e componenti (mai un minuto di sciopero contro nessuna guerra dal 1991 in avanti), Tavola della Pace, per non dire di Attac Francia, dei vari aderenti di punta al Forum Sociale Mondiale, dei vari Sullo, delle Ong varie e di chi aveva sempre altre urgenze umanitarie da seguire. Urgenze più urgenti dei massacri della Na-to e dei loro alleati libici.
All’ipocrita Marcia Perugia Assisi che si svolgerà il 25 settembre avrei vo-glia di andare con un cartello: “Libia. Il silenzio dei pacifisti ha ucciso”. 
Molti del “movimento” e della “società civile” adesso arriveranno, a fare il business umanitario laggiù, parallelamente al business della ricostruzio-ne e del petrolio. Vincono sempre gli scrocconi di guerra che sono tanti e su tutti i fronti. Ce n’è di che voler stracciare il passaporto e non rifarlo. Marinella Correggia, attivista socio-ambientale e per i Diritti Umani
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