Urlo ad Allen Ginsberg dal manicomio di Rovigo

ottobre 4, 2010

In prima mondiale. Il 13 ottobre, alle ore 16, al “manicomio” di Rovigo, in via Chiarugi numero 135, Roberto Costa interpreta l’”Urlo” edipico di (a) Allen Ginsberg, a 55 anni dalla prima lettura pubblica del poema a San Francisco. Alla sera, alle ore 21, la presentazione del video-film.

                 
                     L’entrata del residuo manicomiale, in via Chiarugi 135
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L’URLO EDIPICO AD ALLEN GINSBERG
Con questa rappresentazione Roberto Costa completa il ciclo dedicato al poeta della “beat generation”, con interpretazione alla festa del Primo maggio a Stienta e la “cartolina” del 3 giugno scorso, nell’anniversario della nascita del poeta.

> L’Urlo edipico di Allen Ginsberg a Rovigo
Rovigo, 3 giugno. “Urlo” – per Allen Ginsberg, di e con Roberto Costa, con Marta Marcello e Valter Tessaris, a Rovigo il 3 giugno, in occasione dell’anniversario della nascita del poeta della “beat generation”.

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URLO 2: IL VIDEO
Rovigo, 13 ottobre. Alle ore 21 presso il Centro servizio volontariato, in viale Trieste 23, viene presentato il video-filmato “L’Urlo edipico ad Allen Ginsberg dal manicomio (dismesso) di Granzette”, di e con Roberto Costa e Redazione Biancoenero.

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ESORCIZZAZIONE DEL MANICOMIO
L’Urlo al manicomio di Granzette fa parte di un progetto di esorcizzazione che la Redazione Biancoenero porta avanti dal 2000 con “Visita guidata al manicomio di Rovigo”.
E’ nostra convinzione (della Redazione) che l’Ospedale Psichiatrico Pro-vinciale sia stato un “campo di concentramento” prodotto dall’”Istituzione totale” per richiudervi i diversi, gli “altri”. Migliaia e migliaia di persone provate della libertà, sottoposte a costrizioni e torture, fisiche, chimiche (tipo insulinoterapia), ed elettriche: basti pensare ad alcuni pazienti sottoposti ad addirittura duemila elettrochoc con apposite mordacchie a soffocare le loro urla in un silenzio cristallizzato di tragedia.
Le sofferenze, il dolore, le urla dei disperati, impregnate fra le mura dei padiglioni, col passare del tempo si sciolgono dalla fissità e, in momenti particolari di “naturalezza”, lievitano e prendono voce.
Il manicomio resterà un luogo di spiriti e di fantasmi urlanti finché non verrà esorcizzato, in modo adeguato, il dolore di questi martiri sacrificati come capri espiatori dalla nostra conforme società. Finché non ne verrà elaborato il lutto. Come Redazione Biancoenero si è già fatta una manifestazione di esorcizzazione con la “Visita guidata al manicomio di Rovigo” del 9 settembre 2000, con Cristiano Cattin che, a latere della “visita” e accompagnato da due percussionisti, vociava per ore i nomi dei ricoverati dell’anno 1975. Ma non basta. Occorre istituire, almeno in un padiglione, una sorta di museo della memoria, dove conservare anche i nomi dei degenti incarcerati, organizzare visite guidate di parenti e conoscenti, manifestazioni liberatorie, rituali sociali di “riconoscimento” di questo carcere dove è stata rinchiusa anche una parte della nostra coscienza collettiva e umana. Liberare finalmente il manicomio, e la sua memoria, per liberare anche la nostra umanità.

Cristiano Cattin grida i nomi dei ricoverati nell’Ospedale Psichiatrico

VEDASI > Visita guidata al manicomio di Rovigo
Sabato 9 settembre, anno 2000. “Ai confini della società: visita guidata al manicomio di Rovigo”, è il titolo della rap-presentazione della compagnia Biancoenero, inserita nel festival teatrale Opera Prima di Rovigo.

                   La “corte” del III reparto uomini
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IL MANICOMIO IN “URLO” ED IN GINSBERG
“Urlo”, del 1955, è dedicato a Carl Solomon che Ginsberg incontrò in un istituto psichiatrico. Fu il poeta che introdusse Ginsberg alla lettura dei surrealisti. Un girovago instancabile che aveva scoperto i dadaisti e i surrealisti in un viaggio in Europa, ma soffre contemporaneamente di ossessioni identificandosi col personaggio di Kafka e decide di farsi ricoverare in un ospedale psichiatrico, dove appunto conosce Ginsberg, colpendolo con le sue invenzioni linguistiche.
Per quanto riguarda “Urlo”, le citazioni manicomiali sono:
«che parlavano settanta ore di seguito dal parco alla stanza al bar al Bellevue Hospital al museo al ponte di Brooklyn,
… che al CCNY buttavano patate in insalata ai conferenzieri sul dadaismo (si tratta proprio di Carl Solomon) e poi si presentavano sui gradini di pietra del manicomio con teste rapate e discorsi arlecchineschi di suicidio, chiedendo una immediata lobotomia,
e invece venivano sottoposti al vuoto concreto o insulina metrasol elettricità idroterapia psicoterapia terapia educativa ping pong e amnesia,
… fetidi corridoi di Pilgrim State Rockland e Greystone, litigando con gli echi dell’anima, rock rollando nella mezzanotte solitudine-panca dolmen-reami dell’amore, sogno della vita un incubo, corpi ridotti pietra pesanti come la luna».
“Urlo” è completato da due brevi poesie, la seconda è una litania in 19 frasi: «Carl Solomon! Sono con te a Rokland (manicomio) dove sei più matto di me… Sono con te a Rokland dove venticinquemila compagni pazzi tutti insieme cantano le ultime strofe dell’Internazionale…».
La madre di Allen Ginsberg, impazzì e morì in un ospedale psichiatrico a 62 anni. Per lei il figlio scrive “Kaddish per Naomi Ginsberg 1894-1956”.
RIFERIMENTI
> “Il giorno dell’Urlo” di Ginsberg a Rovigo

Rovigo 13 ottobre 2010
. A 55 anni dalla prima lettura pubblica, la Redazione Biancoenero manifesta il “Giorno dell’Urlo”, poema di Allen Ginsberg. Con rap-presentazione dal manicomio dismesso di Granzette alle ore 16 e presentazione del video-film alle 21.

> Cronache dal manicomio di Granzette, Rovigo
Granzette, 25 novembre 2008. Cronache manicomiali, sotto forma di ap-punti di viaggio illustrati, degli interventi sociali nell’Ospedale Psichiatrico di Rovigo dai primi anni settanta ai primi anni novanta. Un pezzo di storia rimossa anche dai pochi documenti ufficiali proprio perché gli interventi stavano dalla parte dei vinti. Cronache: – il Centro Atomico al manicomio, primi anni settanta; – la Festa di Liberazione, I maggio 1979; – la Tribù Scaronge, anni ottanta; – Tutti i colori della festa, I maggio 1991; e altro ancora, fino al 2004. Con epiloghi vari.
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