Le politiche per l’immigrazione a Rovigo*

novembre 27, 2009

Cronaca ragionata, ed illustrata, sulle politiche per l’immigrazione a Rovi-go e Provincia. Per favorire l’integrazione degli immigrati. O no?

                                 IMMIGRATI: QUALE FUTURO?
              
Manifestazione (concerto-dibattito-mostra) a Badia Polesine, 30 giugno 1990. La tragedia che siamo diventati, nelle politiche di accoglienza agli immigrati, nostri con-cittadini, sta tutta in questa immagine-manifesto di 19 anni fa.
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Immigrati in Polesine
La provincia di Rovigo conta 248 mila abitanti. Gli immigrati registrati a fine 2008 sono 15.470, di cui il 51% di donne, per una quota del 6,2% sui residenti autoctoni – la media nazionale degli immigrati é del 7%.
La prima comunità è il Marocco 3248 persone = 21%, seguita da Cina 2784 = 18%, Romania 2393 = 14%, Albania 2011 residenti = 13%, U-craina, Moldova e Nigeria a parità con 618 persone = 4%. A livello na-zionale è prima la Romania con 800 mila residenti, seguita da Albania – 440 mila, Marocco – 400 mila, Cina – 170 mila e Ucraina – 154 mila.
                       
    20 dicembre 1990. Il primo corso di Italiano in Polesine, alla Cgil di Rovigo
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LA REGIONE VENETO PER GLI IMMIGRATI
L’Accordo di Programma tra Regione Veneto e Province Venete, per la realizzazione di programmi formativi propedeutici locali all’integrazione degli immigrati regolari, nasce nell’anno 2001 ed in quell’anno, la pro-vincia di Rovigo riesce ad accedere ai finanziamenti triennali grazie ai tre coordinatori della Consulta Provinciale per l’Immigrazione (Donata Tam-burin, Pieralberto Colombo e Roberto Costa) che in piena estate, in data 20 agosto (a scadenza 31 agosto), si presentarono in Provincia ad ela-borare, per i giorni successivi, il progetto di ammissione. L’accesso ai fondi regionali nasce dai coordinatori volontari della Consulta ma viene gestito dallo stipendiato Presidente Consulta ed assessore Immigra-zione, nonché Presidente Arci Polesano, Pietro Callegarin.
I finanziamenti sono divisi per settore e per numero di immigrati resi-denti nella provincia. A Rovigo, la cifra annuale erogata, per il 2002 ed il 2003, è di € 51.645,00 per l’Area Formazione e di € 129.114,00 per l’A-rea Alloggio. L’Accordo di Programma Regionale per le Politiche sull’Im-migrazione viene rinnovato a scadenza triennale.

La torta da spartire. Da lì, dall’erogazione dei fondi regionali – del mal-loppo da dividere, inizia una vera e propria lotta partitica di approvvigio-namento per i propri gruppi e iscritti: nascono cooperative e nuove pro-fessioni di tesserati della partitocrazia ed inizia l’esclusione delle associa-zioni di ideali e di giustizia sociale, attive da dieci anni sul territorio.
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PROVINCIA DI ROVIGO: l
’Accordo di Programma 2009
I fondi regionali per programmi di integrazione rivolti agli immigrati nella provincia di Rovigo, per l’anno 2009, fanno parte dell’Accordo di Pro-gramma Regionale 2007-2009. Scomparsa l’Area Alloggio, restano le ini-ziative di informazione e comunica-zione, per le quali sono concessi eu-ro 52.000,00. Così suddivisi: euro 45.400,00 per progetti di formazione, euro 7.200,00 per iniziative di informazione e comunicazione.

Programma Formativo Provinciale 2009-2010
1- CTP di Rovigo. Corso di lingua e cultura italiana, € 5.000,00;
2- CTP di Adria. Corso di avviamento all’imprenditoria nel settore della ri-storazione, con l’istituto Alberghiero, € 5.000,00;
3- CTP di Castelmassa. Corso lingua italiana + panificazione, € 4.000,00;
4- Società Dante Alighieri. Corso di lingua italiana, € 4.100,00;
5- Az. ULSS n° 19 Adria. Corso di formazione per badanti, € 5.000,00;
6- Comune di Villadose. Progetto “Insieme in Italia”, indirizzato alle so-le donne, € 1.800,00;
7- CGIL – Rovigo. Corso di formazione (lingua, legislazione e sicurezza nel lavoro), € 3.000,00;
8- Caritas Diocesana. Progetto “Vivere in Italia”, per donne. € 3.000,00;
9- Arci – Rovigo. Corso di lingua italiana, € 5.000,00;
10- Centro Documentazione Polesano. Corso per mediatori linguistico-culturali, € 9.500,00.
Note. Tutti i progetti presentati sono, in media, finanziati per metà della cifra richiesta. Ad eccezione del CTP di Rovigo che chiede 20 mila euro per tre corsi di lingua italiana (a Ceregnano, Crespino, Polesella), ma riceve solo 5 mila euro. Ad eccezione dell’Arci che chiede 16 mila euro e ne riceve 5 mila. Ad eccezione del Centro Doc. Polesano che chiede 10.710 euro e ne riceve 9.500.

Iniziative di informazione e comunicazione 2009-2010
1- For you. Realizzazione di due numeri della rivista e implementazione del sito internet, € 7.200,00. 

APPROFONDIMENTI
Di seguito l’approfondimento su due corsi finanziati dalla provincia di Rovigo, con la segnalazione che sono agibili solo per immigrati regolari con permesso di soggiorno valido.

Corso formativo per badanti ad Adria
17 novembre. L’Ulss 19 organizza (per la prima volta) un corso di forma-zione gratuito per l’integrazione delle badanti nella rete dei servizi del basso Polesine, della durata di 78 ore. Le iscrizioni sono state chiuse il 13 novembre con 25 domande di ammissione. Giovanna Bedeschi, respon-sabile del servizio assistenza domiciliare dell’Ulss 19, spiega che le iscrizioni superano le aspettative e che il corso partirà presto.
“Scopo del corso è fornire alle badanti, che generalmente si occupano di anziani e di disabili, le conoscenze di base atte a garantire una corretta gestione delle necessità primarie della persona non autosufficiente e a condividere, con gli operatori dell’assistenza, il linguaggio socio sanita-rio. Il corso prevede lezioni di lingua italiana, nozioni fondamentali di igiene della persona e dell’ambiente, le procedure corrette per la mobi-lità, l’accompagnamento e il trasporto dei non autosufficienti, gli elementi per l’uso in sicurezza degli elettrodomestici e dei presidi per la mobiliz-zazione in ambito domestico, la giusta alimentazione e la preparazione di piatti tradizionali, il primo soccorso in caso di incidente domestico, la conoscenza delle strutture di pubblica utilità e degli usi e costumi del luogo in cui si opera”.

Corso di formazione per mediatori linguistico – culturali
Periodo novembre 2009 – maggio 2010
Il mediatore linguistico-culturale è un operatore che facilita la comunica-zione tra cittadini immigrati e istituzioni pubbliche, valorizzando le diver-sità e favorendo integrazione e comprensione reciproca. Il corso è pre-visto per un totale di 30 persone e per 60 ore di lezione. Il corso inizia sabato 28 novembre per una durata complessiva di 60 ore con fre-quenza settimanale di tre ore.
Nota bene. E’ dal 2003 che, annualmente, la Provincia organizza corsi per me-diatori culturali, in appalto al Centro Doc. Polesano. Quindi siamo al numero sette della Provincia ed al numero dieci per il CDP che ne aveva già realizzati tre per il Comune. Ci si chiede se è il caso di spendere ulteriori 9.500 euro per un corso che serve solo a mantenere l’associazione CDP piuttosto che creare posti di lavoro. Come se la Provincia spendesse soldi ad organizzare corsi di formazione per operai, con specifica cerchioni in lega, per la Bassano – Grime-ca, quando l’azienda ne sta licenziando la metà per una grave crisi economica.

                       

                Al corso per mediatori del CDP. Rovigo, 27 settembre 2003
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RAITO E GLI IMMIGRATI, PER UN PERCORSO CONDIVISO (?)
Rovigo, 12 novembre. Dal sito della Provincia.
Alcuni rappresentanti delle comunità di immigrati presenti in Polesine, sono stati incontrati dall’assessore Leonardo Raito per affrontare i problemi che questi vivono nel nostro territorio.
“Un incontro prolifico, che mi ha permesso un primo orientamento sulle problematiche delle comunità degli immigrati residenti in Polesine e che ci aiuterà a impostare un lavoro sinergico utile per il territorio”, queste le parole con cui l’assessore all’Immigrazione ha commentato l’incontro tenutosi a Palazzo Celio nel pomeriggio di mercoledì. Raito ha apprez-zato la disponibilità delle comunità e ha concordato una prima strategia operativa per coinvolgere al tavolo provinciale il maggior numero possi-bile di persone. “Abbiamo deciso, di concerto, di scrivere una lettera a tutti i comuni della provincia per renderci conto delle realtà organizzate già esistenti sul territorio. Una volta identificate le persone e i gruppi, provvederemo a convocare la consulta, alla quale dovremo cercare di restituire una maggiore funzionalità dato che i problemi delle comunità possono essere affrontati solo da un organo in grado di tradurre discussioni e confronto in azioni”.
Raito, a tal proposito, ritiene che “la costituzione di un tavolo ristretto, composto solo da immigrati e dove le comunità possano avere i propri rappresentanti, possa essere da supporto all’azione amministrativa. Questo non significa esautorare il ruolo delle associazioni che tanto stanno facendo in termini di accoglienza e integrazione, ma favorire i punti di vista e gli approcci diversi ai problemi. In questo modo, rispet-tando il ruolo di tutti, potremo avere delle strategie supportate da più pareri”. L’assessore, infine, ha voluto sottolineare come lavorando sull’integrazione e la cooperazione c’è anche la possibilità di trasformare la percezione che i cittadini polesani hanno del fenomeno migratorio, comunicando che il tavolo ha deciso di riaggiornarsi a breve per un nuovo confronto, supportato dalle risposte del territorio.

Dalla Consulta alla “tavolata” dell’Immigrazione (del “si buana”)
Rovigo 13 novembre. L’assessore provinciale alla Pubblica Istruzione e Sport, Leonardo Raito, dopo avere dimenticato la Consulta Immigrazione (vedi articolo seguente) istituisce un più ristretto tavolo per immigrati di tipo colonialista, detto anche il tavolo del “si buana, assessore”.
Al cosiddetto “tavolo”, Raito partecipa per lavoro (a duemila euro il me-se), gli immigrati per volontariato, Raito vota, gli immigrati no, Raito ha nome e cognome e qualifica, gli immigrati no (sono chiamati generica-mente “comunità di immigrati”), Raito fa analisi ed esprime il suo pensie-ro fra virgolette, gli immigrati no
, anche se l’idea di scrivere ai Comuni per conoscere le realtà presenti nel territorio è di Solomon Osahenrum-wen. E, per finire, Raito può decidere quali fondi provinciali investire, e come, nel settore immigrazione, gli immigrati no, possono solo mendica-re e sperare nell’assessore.
Altra cosa, pur con tanti limiti, è la Consulta dove possono partecipare anche associazioni di Italiani, attive da vent’anni nel territorio, che, dal-l’esperienza e conoscenza, possono fare analisi, che, in teoria, possono pure promuovere azioni ed idee anche se non condivise dal nuovo as-sessore Immigrazione che non si era mai visto nei progetti e manife-stazioni del settore immigrazione, prima dell’incarico ben remunerato.
                         
Rovigo, 15 luglio 2006. “Manifestazione dei cittadini migranti per il diritto ad esi-stere”, la più coraggiosa e numerosa manifestazione di migranti in Polesine.
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Regolarizzazione “badanti” in Polesine
Rovigo, 10 novembre. Allo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefet-tura di Rovigo. Sono 1066 le domande di regolarizzazione “badanti” inoltrate nel periodo 1-30 settembre (la cosiddetta “sanatoria” per colf e badanti). Si prevedeva un massimo di 500 domande, quelle escluse dall’ultimo decreto flussi, ma si è registrato un aumento esponenziale soprattutto nell’ultima settimana. Lo spoglio è iniziato il 20 ottobre, in ordine cronologico e si presume venga completato entro dicembre.

Nota. Chiunque presenta una falsa dichiarazione di emersione, al fine di eludere le disposizioni in materia di immigrazione, è punito con la reclusione da due a nove mesi, salvo che il fatto costituisca più grave reato.
                       
Consegna degli attestati di frequenza corso al CTP di Rovigo, 31 maggio 2004
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> Dove è finita la Consulta provinciale immigrazione?
Rovigo, 18 ottobre. La Consulta è finita in coda, e dimenticata, alle prio-rità dell’assessore provinciale, Leonardo Raito, il numero uno: allo sport, alle politiche giovanili, all’università, all’istruzione e alle politiche (abban-donate) dell’immigrazione.
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Il 17 ottobre a Roma con gli Immigrati 
Roma, 17 ottobre. “Niente da perdere, questo ci vuole”, cantava Giovan-na Marini in tempi ribelli. Oggi sono gli Immigrati che scendono in piazza, con dignità e orgoglio, a lottare per la civiltà, i diritti umani, l’uguaglian-za sociale. Forse gli italiani sono troppo imbambolati dal consumismo che ha narcotizzato la loro residua capacità di reagire.  Immagini e note dalla manifestazione nazionale degli Immigrati a Roma il 17 ottobre, per una società più equa, per tutti.
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REGOLARIZZAZIONI FACILI, LA CARITAS ALL’ERTA
Don Dante Bellinati, della Caritas, segnala e “denuncia” irregolarità
Da “La voce” di Rovigo 1 ottobre. Scade il termine necessario per la rego-larizzazione delle badanti. Nella provincia di Rovigo le domande inol-trate risultano essere 1024 (Rovigo è al penultimo posto, prima di Bel-luno, nelle domande inoltrate per la regolarizzazione delle badanti e colf). Ed affiorano le prime polemiche.
La denuncia della Caritas
Don Dante Bellinati, della Caritas polesana, sempre in pole position as-sieme alle istituzioni, denuncia palesi irregolarità e strane anomalie che fanno sorgere punti interrogativi: “Ci sono false regolarizzazioni a va-langa. Ne stiamo vedendo di tutti i colori; il fatto più eclatante è vede-re arzille vecchiette con giovani badanti ‘maschili’ extracomunitari. E non mancano altri trucchi per agevolare le regolarizzazioni”.
La Caritas, rassicura il parroco, continuerà a svolgere in maniera ino-pinabile queste evidenti irregolarità, facendo da tramite tra famiglie ed istituzioni solo nella reale necessità. L’obiettivo è quindi di smascherare questo giochino che prende sempre più piede. Don Dante solleva un altro episodio: “Capita addirittura di assistere ad anziani che vengano a richiedere una badante alta, bella e possibilmente bionda”.

Il prete nero e le “segnalazioni” razziali
Don Dante Bellinati, prete nero della Caritas, forse è rimasto all’epoca delle “segnalazioni” degli Ebrei alle autorità fasciste del 1938. Sappia, colui, che la “sanatoria” è l’unico strumento legale dall’anno 2002 (della Bossi-Fini) per mettere in regola persone che lavorano magari da 10 anni in Italia senza essere riusciti ad entrare negli annuali, stringati, decreti “flussi d’ingresso”. E ci sono persone che rischiano anni di galera per dare “protezione umanitaria” a intere famiglie condannate alla clan-destinità ed alla “morte civile”. Quella assistenza umanitaria, nell’ottica della “teologia della liberazione”, che sta dalla parte dei poveri e degli oppressi. In linea con la disobbedienza civile di parroci come don Vita-liano della Sala o padre Alez Zanotelli…
Ma di queste tematiche altruistiche – dalla parte degli ultimi, il parroco temporale che amministra in modo partitocratico, senza alcuna traspa-renza, i fondi regionali per lo “sportello badanti” della Caritas, nulla sa. 
                        
                            “Badanti” alla sede Caritas. 30 marzo 2005
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Clandestino day – Rovigo 25 settembre
Rovigo, il 25 settembre, ore 21 presso il Csv in viale Trieste 23, “Serata di in-formazione sul cosiddetto pacchetto sicurezza“, legge n.94 2009, che condannando la clandestinità mette fuori legge anche la coscienza e la solidarietà. Con la partecipazione di Solomon Osahenrumwen Obazee, Informaimmigrati del comune di Rovigo e Roberto Costa,  direttore di Biancoenero. Verso   la  manifestazione nazionale per i Diritti dei Migran-ti, del 17 ottobre, il 25 settembre è la giornata di sensibilizzazione sui “clandestini”, per lo Stato Italiano, nostri con-cittadini, per chi vuole ancora conservare umanità.  
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Consiglio territoriale per l’immigrazione senza immigrati
Rovigo, 27 agosto. Ieri in tarda mattinata, presso la Prefettura di Rovigo, si è tenuto il Consiglio territoriale per l’immigrazione. Che dovrebbe coinvolgere le associazioni e le istituzioni del territorio sulle tematiche legate all’immigrazione. Coordinati dal Prefetto Aldo Adinolfi, hanno partecipato i rappresentanti istituzionali, come gli assessori immigra-zione di Comune e Provincia Giovanna Pineda e Leonardo Raito, i rap-presentanti dei Sindacati, di Cna, della Questura, della Caritas – don Dante, della Cna… «Presente anche un rappresentante dell’Inps che normalmente non fa parte del Consiglio territoriale, ma che è stato invitato – spiega il dottor Vitetti, Capo di Gabinetto del Prefetto, – per la tematica della riunione basata sulla emersione dal lavoro irregolare».
Quindi note tecniche (come sarà effettuata la domanda, il contributo di 500 euro…) sulla cosiddetta “regolarizzazione” che coinvolge le lavo-ratrici familiari (badanti, colf e collaboratrici domestiche) e che entra in vigore nel periodo 1-30 settembre. Se a livello nazionale si ipotizza una cifra di circa 700 mila domande, a livello provinciale il dottor Vitetti con-siglia di attendere il 30 settembre per indicazioni precise, ma ricorda che nella regolarizzazione dell’anno 2007-2008 sono rimaste escluse più di 500 domande di “badanti”. A margine occorre segnalare la significativa, con sorpresa dello stesso assessore Raito, mancanza totale dei quattro rappresentanti delle associazioni degli Immigrati: Nigeriani, Marocchini, Cinesi, ass. Immigrati nel Polesine. > Verso il 17 ottobre dei migranti
                        
              Rappresentanti immigrati dal Prefetto. Rovigo, 24 febbraio 2007
 
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Immigrati clandestini, 9 espulsi in una mattina
Rovigo, 19 agosto. Nove immigrati clandestini espulsi in un solo giorno dalla Questura di Rovigo. Dei nove stranieri tre di nazionalità sene-galese, quattro marocchina, un tunisino ed un bosniaco. Alcuni stranieri sono arrivati negli uffici di via Donatoni dopo essere stati scoperti dai carabinieri, altri dalla polizia locale, altri dagli agenti delle “volanti”, sono finiti tutti ai Centri di identificazione ed espulsione prima di essere e-spulsi. (I tre senegalesi sono probabilmente venditori ambulanti, fino a poco tempo fa conosciuti e tollerati – Jao, Mustafà, Giorgio -, ora perseguitati). 

Morti di fame. Il reato è quello di essere nati un Paese povero e di avere cercato la sopravvivenza in uno più ricco. Con la “legge razziale” n.94 2009, la clandestinità è diventata un reato: punito con una sanzione amministrativa, da 5 a 10 mila euro e l’espulsione (in caso di non ottem-perata espulsione c’è il carcere da uno a quattro anni). Ed allora ven-gono perseguiti per legge persone che davanti alla legge sono diventate disuguali, in violazione dell’articolo 3 della Costituzione. E così, di fronte alle ferie ed alla vacanze estive (anche dei cervelli e dell’indignazione) scattano le retate ed i rastrellamenti dei poveri, degli immigrati irregolari. Occorre ricordare che il 90% dei quattro milioni di immigrati regolari pre-senti attualmente in Italia è passato attraverso la clandestinità. 
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Clandestino
Salve, il mio nome è clandestino
A dire la verità ce l’avevo un nome, un luogo, una casa ed anche parenti, amici, avevo dei sogni. Da dove vengo? Fate voi, sono tanti i posti da cui si fugge: dalla guerra, dalla fame, dai massacri, dalle persecuzioni, dalla disperazione, dalla morte. Vengo dal Kosovo, dalla Bosnia, dal Kurdi-stan, dal Ruanda, dalla Cina, dall’Eritrea, dalla Sierra Leone, dalla Soma-lia, dallo Zaire, dall’Iraq, dal Pakistan, dall’Albania, dal Marocco, dalle Filippine, dalla Tunisia. Ho tanti nomi, tanti volti, sono uomo, donna, ragazzina, bambino. Sbarco di notte sulle vostre coste, il viaggio è stato pericoloso, a volte la nave, o il gommone, affonda ed io annego. Ho pa-tito il freddo, la fame, le minacce di chi ci ha trasportato e poi abbando-nato, non conosco la vostra lingua e vengo rinchiuso in una prigione, che chiamano “centro di identificazione ed espulsione”. Perdo il mio nome, non sono più una persona, sono diventato un clandestino, un invasore, un pericoloso criminale, un problema di ordine pubblico. A volte penso che se fossimo bestie avreste più pietà di noi e qualche animalista insorgerebbe in nostro favore. (Da Biancoenero, anno 10 – luglio 2002)
                                            seck, 25 aprile 1990
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> Politiche partitiche sull’immigrazione a Rovigo
Rovigo, 7 agosto.   A difesa (sic!) di  Giovanna Pineda, assessore immi-grazione del comune di Rovigo, accusata dai capogruppo dell’opposizio-ne di fare propaganda di partito. Con una nota storica sulle politiche “partitocratiche” sull’immigrazione del comune di Rovigo. A partire dal-l’istituzione Informa-immigrati nel 1996, per arrivare, attraverso la giunta Avezzù, alla giunta partitocratica Merchiori.
                        
Rovigo, Gran guardia, aprile 2003. Oltre cento immigrati, di diverse nazio-nalità, fondano l’Associazione Immigrati nel Polesine.
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1665 euro dal Comune per tre incontri sul “pacchetto sicurezza”
Un avvocato pagato a peso d’oro, 555 euro a relazione
Rovigo 6 agosto. Dal sito del Comune di Rovigo, alla voce “Incarichi di consulenza e collaborazioni esterne”, si viene rimandati alla pagina “Elenco degli incarichi professionali del comune di Rovigo”.  A lato del nome “Cirillo Andrea”, si legge: «Realizzazione di n. 3 incontri di for-mazione sul “pacchetto sicurezza”, ricongiungimenti familiari e prote-zione umanitaria per operatori e volontari dei servizi rivolti a persone immigrate. €1.665,00». E’ utile ricordare che l’avvocato Cirillo gestisce lo sportello legale per immigrati alla Cgil di Rovigo.
Il primo dei tre incontri si è svolto in data 6 agosto presso la Sala Con-siliare del Comune di Rovigo. Ma, poiché nel sito del comune di Rovigo il “pacchetto sicurezza” – Legge 15 luglio 2009, n. 94, viene esauriente-mente descritto e spiegato da Carlo Zagato, che gestisce lo sportello Informaimmigrati del Comune medesimo, ci si chiede se non era possibile risparmiare la consistente cifra sborsata all’avvocato per fare tenere le tre lezioni al già pagato e competente Carlo Zagato.
                        
              Giugno 1996. Apre l’Informa-immigrati del comune di Rovigo
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15 luglio 2009 delle “leggi razziali”
Roma, 15 luglio. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato e promulgato – e sarà ricordato per questo, una “legge razzia-le” (il “pacchetto sicurezza” Ddl 733-B) che scava un baratro di profonda depravazione e deprivazione nella società italiana. Una fossa di malva-gità sociale da cui non sarà possibile risalire se non in tempi lunghi, una pietra tombale sui Diritti Umani, una croce anche sulla Costituzione.
> Napolitano firma: è discriminazione di Stato
                       
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Il Comune offre 400 euro agli immigrati: che emigrino!
L’assessora di Rifondazione vara politiche di espulsione da Lega Nord
Rovigo, 8 luglio. Il Comune di Rovigo, su promozione dell’assessore al-l’Immigrazione Giovanna Pineda, offre 400 euro agli immigrati regolari purché tornino al loro Paese. Un viaggio di sola andata, perché saranno immediatamente cancellati dall’anagrafe per impedire che ritornino. Il “bonus”, secondo l’assessore Pineda, servirebbe a favorire il rientro in Patria di tutti gli immigrati che, a causa della crisi economica, hanno per-so il lavoro. «Anche altre amministrazioni di diverso schieramento come Treviso (guidata dalla lega Nord), hanno adottato questo provvedimento – spiega l’assessore di Rifondazione Comunista -, segno che questo fe-nomeno va affrontato a prescindere dall’appartenenza politica». Il prov-vedimento è criticato anche da don Dante, direttore della Caritas: «Un modo per liberarsi di queste persone».

Espulsione guidata
Il “bonus” sembra un incitamento all’espulsione più che una facilitazione al rientro in Patria. La cancellazione immediata dall’anagrafe, serve ad impedire un eventuale ripensamento. Ed inoltre il “bonus” è un provve-dimento singolo, che non è inserito in una serie di proposte per miglio-rare l’integrazione. A Rovigo sarebbe necessario che il Comune promuo-vesse un appello alla Questura perché proroghi ad un anno, l’attesa di nuova occupazione, come ha già fatto la Questura di Treviso. Perché in questo periodo di crisi del lavoro, gli attuali sei mesi – pena l’espulsione, per trovare un nuovo impiego, in caso di perdita di quello precedente, sono veramente pochi.
                        

      Immigrati senza parola. Consiglio comunale di Rovigo, 15 marzo 2003
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> I candidati immigrati alle elezioni europee
4 giugno 2009. Gli immigrati regolari in Italia sono ormai il 6,5% della popolazione (4 milioni) ma non hanno equivalente, rappresentazione politica. Alle Elezioni per il Parlamento Europeo su 792 candidati, quelli immigrati – naturalizzati italiani, sono appena 5.
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> Andrea Cirillo, un avvocato per gli immigrati
Rovigo, 27 maggio. Da dicembre 2006 l’avvocato Andrea Cirillo, ogni mar-tedì pomeriggio, gestisce lo “sportello gratuito di consulenza legale per lavoratori migranti” presso la CGIL di Rovigo. Uno sportello successiva-mente attivato anche presso le sedi CGIL di Adria e di Porto Viro.
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Decreto flussi 2009
Aprile. Circa 1200 immigrati regolari è la quota di ingresso per extraco-munitari possibile nel 2009 in provincia di Rovigo. I permessi per assun-zioni di lavoratori a tempo determinato sono 607. Di questi 416 per la-voro domestico e assistenziale, le cosiddette badanti: il resto, di 191, è per altre tipologie di lavoro subordinato, con quote riservate a seconda della nazione: 69 dalla Moldova, 38 dal Marocco, 25 dall’Albania, 24 dalla Nigeria, 22 dalla Tunisia, 7 dal Bangladesh, 2 da Algeria e Sri Lanka, 1 da Pakistan e Senegal. Oltre a queste quote ce ne sono altre 600 per lavo-ro stagionale (legato soprattutto all’agricoltura ed al turismo).
                        
                           Sportello unico per l’immigrazione di Rovigo
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Sportelli Unici per l’Immigrazione
Gli Sportelli Unici per l`Immigrazione, istituiti presso le Prefetture – Ufficio Territoriale del Governo – sono competenti a ricevere le istanze per: l´assunzione dei lavoratori stranieri; ricongiungimenti familiari; assunzione di lavoratori neo-comunitari; assunzione lavoratori stranieri.
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                                          MEMORIA DI FUTURO 

                       
Prie, Osama, Joel (Nigeria, Marocco, Corea). “Giornata contro il razzi-smo”, manifestazione in piazzetta Annonaria, domenica 10 ottobre 2004.
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