Il disagio dei ‘barboni’ di Rovigo

novembre 18, 2009

Rovigo,  18 novembre.  Il disagio  dei “barboni”  di  Rovigo viene, talvolta, lievitato da chi dovrebbe, invece, prestare loro soccorso. Una mappa dei “servizi” per i “senza dimora” rodigini e la testimonianza di Davide.

LA RETE TERRITORIALE PER I SENZA FISSA DIMORA
La rete territoriale per i senza fissa dimora, formalizzata nel 2003 con un protocollo d’intesa, nasce dalla collaborazione attiva tra soggetti non profit e istituzioni pubbliche. La rete offre aiuto a persone prive di alloggio o in condizioni di povertà estrema ed è composta di quattordici organizzazioni senza scopo di lucro e nove enti pubblici. La Rete territoriale per i senza dimora, che fa capo ai Servizi Sociali del comune di Rovigo, ha attivato un tavolo di coordinamento che è anche luogo di analisi, riflessione ed elaborazione per promuovere politiche di contrasto alla povertà ed alla disuguaglianza tra le persone. 

La Rete: Andos, Associazione “Portaverta”, Associazione “Raggio di sole”, Arci-solidarietà “Asilo notturno Arcobaleno”, Centro di solidarietà della Compagnie delle Opere, Caritas Diocesana, Centro Francescano d’Ascolto, Comunità Emmaus, Cooperativa sociale “Porto Alegre – CNCA”, Cooperativa sociale “Progetto ’81”, Croce Rossa Italiana, Piccola Casa di Padre Leopoldo, Società San Vincenzo de Paoli. Comune di Rovigo – Provincia di Rovigo, Comuni Solidali – Progetto della Conferenza dei Sindaci ULSS 18 di Rovigo. Con il contributo di Regione Veneto, Assessorato alle Politiche Sociali del Non Profit e Volontariato.
      

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IL CENTRO D’ASCOLTO DEL COMUNE DI ROVIGO
Punto d’orientamento per accedere ai servizi “essenziali”
Il Punto informativo e di coordinamento della Rete, in collaborazione con la Cooperativa sociale “Porto Alegre”, ha sede in via Gramsci n.62, allo sportello del “Centro d’ascolto” che, dopo audizione, indirizza ai vari servizi essenziali della città. E’ il primo punto di passaggio, obbligatorio, per persone indigenti ed in estrema povertà. E’ aperto due pomeriggi (martedì e giovedì) ed il sabato mattina. E’ condotto da operatori, stipendiati, di “Porto Alegre”, una cooperativa sociale che gestisce diversi servizi, in convenzione col Comune per una cifra intorno ai 130 mila euro. Mentre per i servizi in convenzione con la Provincia (tipo lo Sportello casa), non è stato possibile sapere, né dalla Cooperativa, nè dalla Amministrazione.
Dall’audizione al Centro di ascolto si può accedere sia alla mensa serale Ozanam che all’asilo notturno Arcobaleno, che all’”Emergenza freddo”.

Il dubbio per gli immigrati irregolari
Un dubbio di accesso ai servizi, per gli immigrati irregolari, può sorgere dalla nuova legge n.94 – 2009, “pacchetto sicurezza”, che vieta l’accesso a servizi pubblici (tipo registrazione all’ufficio anagrafe, all’acquedotto, alle graduatorie per la casa, al matrimonio, agli esami di scuola media superiore…) agli immigrati irregolari. «I servizi offerti non sono vincolati al permesso di soggiorno – spiega Anna. – Chiediamo nome e cognome per le pratiche e poi orientiamo ai servizi preposti».

La Convenzione Comune – Porto Alegre
Il comune di Rovigo stanzia una somma di € 34.722,21, alla cooperativa sociale Porto Alegre per la gestione interventi di accoglienza, orientamento ed accompagnamento rivolti a persone in povertà estrema e senza dimora nel periodo 29 settembre 2009 – 28 settembre 2010.
«Il Comune affida alla Cooperativa la gestione degli interventi socio educativi e assistenziali a favore delle persone in situazione di povertà estrema e senza dimora che si rivolgono al Centro d’ascolto e che sono ospitate presso il Centro interetnico d’accoglienza e presso gli appartamenti sociali di “Casa Mimma”».
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LA MENSA OZANAM
La mensa serale Ozanam, gestita dalla società San Vincenzo de’ Paoli, offre pasti pre-confezionati dal lunedì al sabato, con orario 18-19, in via Marconi 3/b, sotto il Centro don Bosco. E’ contigua allo sportello di “Porta amica”, sempre della San Vincenzo, che tre mattine alla settimana fornisce alimenti e vestiario ai bisognosi. La mensa, oltre ai contributi di Comune e Provincia, è sostenuta dalla Caritas, dal Centro Servizio Volontariato e da vari istituti privati. La mensa accoglie 15-20 persone a sera indirizzati dal Centro di ascolto. Da cinque mesi a questa parte, dopo una settimana di accoglienza, ci si accede solo con un progetto di inserimento sociale. Gli operatori sono volontari guidati dal professor Giuseppe Amato, presidente onorario della san Vincenzo di Rovigo.
«Da maggio abbiamo approntato un nuovo regolamento – spiega il professor Amato – perché la mensa era diventata ingestibile, per diverse “intemperanze” da parte degli ospiti. Adesso accettiamo solo persone che abbiano un programma di inserimento sociale. Così la situazione è diventata più tranquilla, nello spirito di accoglienza». A fare opera di dissuasione, c’è anche la Polizia municipale, in strada.

Il regolamento di accesso alla mensa Ozanam, specifica che l’autorizzazione passa attraverso il Centro di ascolto ed è necessario certificare una reale condizione di povertà economica. L’accesso è autorizzato per una settimana, rinnovabile per un’altra. Periodi superiori saranno concessi solo in presenza di un “programma personalizzato di assistenza” concordato con i Servizi Sociali di riferimento. Al termine dell’autorizzazione e in assenza di un programma sociale, non è possibile accedere nuovamente alla mensa prima di quattro mesi. L’accesso alla mensa è inoltre escluso per i minori di anni 18.
mensa ozanam
ASILO NOTTURNO ARCOBALENO
L’asilo notturno “Arcobaleno”, in via all’Ara 6, è gestito da Arci-solidarietà col contributo di Provincia, Comune e Centro Servizio Volontariato di Rovigo. E’ un servizio, nato nell’anno 2003, “per permanenze temporanee, massimo un mese, rivolto a soggetti, immigrati e non, con difficoltà economiche, per impedire che queste persone pernottino presso la stazione ferroviaria, all’aperto o in edifici non adeguati”. Il pernottamento avviene dalle ore 21 alle 8 del mattino successivo, per un massimo di otto posti letto, più due per donne. Con servizio doccia e prima colazione.
Responsabile del servizio è Donata Tamburin. Ella spiega che gli ospiti arrivano da tre strade: dal Centro d’ascolto, dalla Caritas e qualcuno per passaparola. Il 70% degli ospiti è rappresentato da immigrati. L’ospitalità è assicurata massimo
per un mese con orario rigoroso. Dopo questo periodo, qualche ospite può essere indirizzato, con progetto appropriato, alla seconda accoglienza: a Porta verta, alla Piccola casa di padre Leopoldo (per le donne), alla Casa della pace o alla Coccinella (donne).
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EMERGENZA FREDDO
(Per la soglia più bassa del disagio sociale). L’”Emergenza freddo” è un servizio che organizza il Comune per offrire riparo per la notte, nel periodo invernale, alle persone senza dimora che non possono accedere ai Centri di accoglienza. Ci si arriva attraverso il Centro di ascolto. E’ un appartamento situato nel quartiere Commenda: offre ospitalità notturna, dalle ore 21 alle 8 del mattino, a 8-10 persone. Il servizio sopperisce alle richieste del territorio che sono i senza dimora della stazione. E’ gestito dalla San Vincenzo De’ Paoli in collaborazione con Porto Alegre. L’anno scorso l’iniziativa è partita il 25 dicembre. Per quest’anno, a delibera comunale approvata, si è in attesa di partenza (il 15 dicembre).
Emergenza freddo: la delibera
Palazzo Comunale, 23 novembre 2009. Approvato il «Progetto emergenza freddo inverno 2009/2010 denominato “Casa Solidale 09/10”, con decorrenza dalla data di sottoscrizione fino al 30 aprile 2010».
Il Comune eroga la spesa di € 7.000,00 all’associazione “Società di San Vincenzo De Paoli” per l’uso dell’alloggio sito in via T. Tasso n. 29 per il progetto per l’emergenza freddo denominato “Casa Solidale 2009/10”.
Il Comune eroga la spesa di € 1.000,00 all’associazione “Comunità Emmaus” di Fiesso Umbertiano, che si rende disponibile ad effettuare minimo n. 2 presenze serali alla settimana per contattare le persone senza dimora ed offrire loro indicazioni sui servizi di sollievo a loro disposizione (mensa, asilo notturno, centro d’ascolto comunale), bevande calde e coperte. (Si tratta del servizio “Emmaus incontra” – vedasi più sotto).
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LA MENSA DAI FRATI (Cappuccini)
La “mensa per i poveri” apre tutti i giorni, presso il convento in via Cappuccini 18, in orario 11,30-12,00. Vengono serviti pasti caldi a sei tavolate da sei posti. Di solito bastano ad esaudire le richieste. In caso che sia pieno, si aspetta il proprio turno fuori. In questo periodo la mensa è frequentata da Marocchini, Nigeriani che stanno in gruppo, donne dell’Est (che rappresentano un terzo degli ospiti) e qualche italiano: di età media 35-40. Una certa dignità si nota nelle donne dell’Est che usano la mensa più come un servizio che non come una elemosina ai poveri.
(Il servizio dei Cappuccini non fa parte della “Rete territoriale per i senza dimora”, a cui confluiscono 14 organizzazioni e nove enti pubblici).
Il refettorio è gestito da padre Remigio con tre volontari, che si turnano, dell’associazione amici di s. Francesco. Fra’ Remigio risiede a Rovigo, da Verona, da un anno. «Facciamo servizio a tutti con spirito di accoglienza – spiega. – Non c’è casino. Riusciamo a gestire la situazione senza problemi. Operiamo senza finanziamento, né politico, né dalla Caritas. Solo provvidenza – ci tiene a precisare».
                         mensa frati cappuccini
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AVVOCATO DI STRADA
Ufficio legale nel servizio dei senza fissa dimora
Il progetto “Avvocato di strada” nasce a Bologna alla fine del 2000, “con l’obiettivo fondamentale di tutelare i diritti delle persone senza dimora. L’esperienza nasceva dalla necessità di poter garantire un apporto giuridico qualificato a quei cittadini oggettivamente privati dei loro diritti fondamentali”. Come i cittadini senza residenza (senza dimora) che non possono accedere neanche al “gratuito patrocinio”, previsto dalla Costituzione (art.24), per fornire assistenza legale gratuita a chi non è in grado di sostenere le relative spese legali. Gli sportelli legali di Avvocato di strada sono legati dall’Associazione Avvocato di strada Onlus, nata nel febbraio 2007 e sono presenti in 19 città italiane.
Lo sportello dell’Avvocato di strada di Rovigo, è aperto il martedì nelle ore 14,30-16,30, e giovedì alla stessa ora solo per servizio di segreteria, presso il centro Francescano d’ascolto in via Mure Soccorso 5. All’ufficio, attivo da tre anni (dal 2006), vi prestano servizio, a turno – una volta al mese, quindici avvocati. Coordinatore dello “sportello” è l’avvocato Francesco Caricato, che fa parte anche del Consiglio direttivo nazionale.
«L’80-90% delle persone che si rivolgono al nostro sportello – spiega – sono immigrati con problemi legati al permesso di soggiorno, espulsione, ricongiungimento dei familiari. Il resto sono italiani per problemi legati soprattutto allo sfratto. La frequenza degli utenti è di 3-4 persone a settimana. Il nostro lavoro è di ascoltare tutti e poi, di orientare, per esempio alla graduatoria degli avvocati che prestano “patrocinio gratuito” – per chi ne ha diritto, o di seguire noi stessi le pratiche, a spese dell’associazione, come il ricorso all’espulsione».

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EMMAUS INCONTRA
“Emmaus incontra” è un servizio del comune di Rovigo appaltato alla Comunità Emmaus. In questo periodo, di minima, il camper del servizio parcheggia di fronte alla stazione, una volta la settimana (il lunedì) in orario 19,30-21,30 a fornire bevande calde (come il thè) ma anche coperte ed informazioni. Angela Pasini, responsabile della Comunità Emmaus riferisce che d’inverno (e fino a maggio, il servizio dovrebbe venire potenziato a due-tre volte la settimana. “Dipende dai volontari”, spiega.
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CARITAS DI ROVIGO, NON M’INTRIGO
Del Centro d’ascolto, del Centro diurno e di altri servizi della Caritas dio-cesana non è possibile dare notizia per via dell’ostracismo dell’associazione clericale che perdura dal 7 aprile 2005. Silvio Berlusconi (Presidente del Consiglio) non risponde alle 10 domande di “Repubblica”, don Dante Bellinati (direttore Caritas diocesana di Rovigo) non risponde ad alcuna domanda di “Biancoenero, neanche su servizi, come lo “Sportello badanti”, che gli sono commissionati e pagati dallo Stato Italiano.

MEMORIA: Segnalazione (senza risposta) al Vescovo ed esposto alla Procura della Repubblica: > Segnalazione Vescovo – > Esposto Bellinati
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(piccole) RIFLESSIONI: alle due di notte
Regolare e controllare più che assistere
L’orientamento dei servizi “essenziali” offerto alle persone bisognose sembra indirizzato più al controllo che non all’assistenza e, a volte, crea nuove separazioni, aumentando il disagio e la conflittualità. I servizi sembrano creare più lavoro e bon ton alle associazioni e organizzazioni che non ai bisognosi.
La Rete territoriale per i senza fissa dimora, composta di quattordici organizzazioni e nove enti pubblici, “ha attivato un tavolo di coordinamento che è anche luogo di analisi, riflessione ed elaborazione per promuovere politiche di contrasto alla povertà ed alla disuguaglianza tra le persone”. Da questa analisi e riflessione nasce il nuovo regolamento alla mensa Ozanam che, con la scusa delle intemperanze, crea un’altra separazione fra gli ultimi escludendo dal servizio chi non ha un “progetto di inserimento”? Vallo a dire a Daniele ed Ahmed, che soggiornano a Rovigo da anni, che vadano ai loro comuni di origine (Co-senza e Casablanca) a farsi fare un progetto di inserimento sociale. Di fatto, il nuovo regolamento, nega 
l’accesso alla mensa Ozanam ai “barboni” stanziali di Rovigo, gli toglie un pasto su due. E così, per una mensa serale che produce esclusioni, resta solo quella da pranzo, libera, dei Frati, che, guarda caso, non fa parte della Rete territoriale e non fa analisi e riflessioni.
Riduce di più il danno, ed il disagio, ai senza dimora della stazione, attivarsi perché non vengano disturbati o scacciati (e che funzioni il riscaldamento nella sala d’aspetto), o offrire un thè e poi andare via fino alla prossima settimana?
Il progetto “Emergenza freddo” parte a dicembre anche se il freddo è arrivato ben prima? Quanto andrà avanti lo sportello dell’Avvocato di strada intanto che l’ultimo “pacchetto sicurezza”, legge n.94 – 2009, riduce ancora di più i pochi diritti di immigrati e senza dimora?
E gli operatori stipendiati, che qualifiche e che competenze hanno per lavorare in un settore così delicato? Fanno, come è buona prassi, una metodica super visione psicologica, per non ributtare i loro problemi a chi ne ha già troppi?
E la cosiddetta buona volontà, del volontariato, che sia, spesso, una scusa per sfogare manicheismi sociali? E quale trasparenza nei servizi della Caritas?
                                              
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TESTIMONIANZA
Davide per noi, per la dignità
Rovigo, 10 novembre. L’incontro con Davide, senza dimora di 60 anni, seduto su una panchina, avviene alle ore 12 sul piazzale dei “frati”.
«Dormo sotto le stelle», dice.
«Come si potrebbe definirla: clochard, barbone, senza fissa dimora, invisibile?», chiedo.
«Tutti e quattro», risponde.
«Sono stato a Rovigo sei mesi l’anno scorso – continua, – quest’anno ci sono da un mese. Abito in stazione, se si può dire così».
«Prima, tre mesi fa, sono stato a “Belèm”, la Casa del signore a Cazzago, fra Dolo e Mirano. Un mese (come) di prigione. Non ci si poteva allontanare, non si poteva uscire. Un mese di preghiera. Ogni sera un km. e mezzo a piedi di andata ed un altro km e mezzo al ritorno, per andare a messa, con una caviglia dolorante. Non ho amici, solo qualche conoscente, cosa devo fare? Dove devo andare? Dopo due settimane non mi danno più da mangiare alla mensa di Porta amica, mangio dai Frati una volta al giorno e poi vado in stazione».
«Sono nato a Ferrara ma a Ferrara ti danno “il foglio di via”, a Padova è ancora peggio, alla stazione di Rovigo, per adesso, chiudono un occhio perché fa freddo, ma alle sei di mattina devi uscire dalla sala. Sono stato anche all’Asilo notturno, ma dopo due giorni sono andato via. Russavo ed un altro mi ha svegliato dicendomi “Guarda che chiamo Donata”. Si mettevano a ridere, non ci credevano, invece sono andato via».
«Cosa le manca», domando.
«Quello che manca a noi in tutta Italia, un po’ di dignità. Un lavoro per guadagnare qualcosa, per stare impegnato. Una camera per poter dire “stasera vado a casa mia”. Questo non è vivere, è sopravvivere. Si incontra anche tanta malavita, ti minacciano. Cerco di prendere qualche spicciolo con l’elemosina ma ti cacciano via anche da questa chiesa qua, non un frate, un guardiano, uno cattivo».
«Dopo mangiato (si inizia alle 11,30), verso le quattro, vado in stazione. Ma anche in stazione non è facile: arriva la polizia e ci caccia via. Come se fossimo dei banditi, ma noi non facciamo del male a nessuno. Vengono anche 3-4 volte al giorno. Di notte si sta un po’ più tranquilli, un po’. Perché anche lì vengono a svegliarti, magari con spintoni e calcetti alle gambe. Uno col biglietto può dormire, io no. Perché ieri sera, alle due di notte, sono venuti in cinque poliziotti a fare piazza pulita, allora siamo usciti e dopo un po’ siamo tornati».
davide
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CONTINUA
> La vigilia di Natale a cena con i senza dimora
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Una Risposta to “Il disagio dei ‘barboni’ di Rovigo”

  1. Graziella said

    Il camper di Emmaus Incontra dà anche un piatto caldo, coperte e vestiti a chi è fuori dai “progetti” e cerca di fare un po’di orientamento.
    Certo è poco, ma se anche quel poco non ci fosse…?
    CIAO

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