Firenze No al razzismo: per una sola Umanità

dicembre 18, 2011

Sabato 17 dicembre, Firenze. 20 mila persone si ri-trovano a Firenze in piazza Dalmazia – luogo dell’aggressione, per manifestare in corteo fino alla piazza di S. Maria Novella. A ricordo ed in onore di Samb Modou e Diop Mor assassinati martedì scorso da un razzista di destra, espressio-ne di una società che crea discriminazione. Un corteo che con una sola voce chiede diritti e democrazia, a partire dall’abolizione della legge Bossi-Fini sull’immigrazione, pilastro di un razzismo che si è fatto Stato.

> Firenze, spari contro i senegalesi
la Repubblica, 13 dicembre
> Firenze, fa strage di senegalesi e si uccide
Firenze, 13 dicembre (Adnkronos/Ign)
> A Firenze è follia xenofoba, uccisi due senegalesi
Diritto di critica, 14 dicembre

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APPELLO
                Per Mor e Samb e per tutti noi, in piazza a Firenze

                                           
I nostri fratelli Mor Diop e Samb Modou sono stati assassinati e Mousta-pha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike gravemente feriti da una ma-no armata dall’odio xenofobo, lucido e determinato. Tutti sono vittime della manifestazione estrema di un razzismo quotidiano che umilia si-stematicamente la nostra dignità.
                                          
La strage del 13 dicembre a Firenze necessita di una risposta ampia e plurale, che esprima lo sdegno per i barbari assassinii e la ferma volontà di operare concretamente perché simili fatti non si ripetano. 
                                          
È necessario che non ci si limiti all’abbraccio solidale verso la nostra co-munità colpita e alla partecipazione al nostro dolore solo per un giorno.  
                                         
Occorre andare più a fondo e individuare tutte e tutti insieme come si è costruito nel tempo il clima che rende possibile l’esplodere della violenza razzista come è avvenuto a Firenze e solo due giorni prima a Torino con il pogrom contro un insediamento Rom.  
                                           
Bisogna interrogarci su come siano stati dati spazi, per disattenzione e/o per complicità, ai rigurgiti nazi-fascisti di gruppi come Casa Pound, quale ruolo abbiano avuto in questa escalation non solo i veleni sparsi dalle forze “imprenditrici” del razzismo, ma anche gli atti istituzionali che, a livello nazionale e locale, hanno creato, in nome dell’ordine e della si-curezza, discriminazioni e ingiustizie.  

                                         
Chiediamo l’impegno di tutte e tutti per cambiare strada, intervenendo sul piano culturale e della formazione del senso comune, promuovendo il rispetto della dignità di ogni persona. 
                                         
È necessario avere come punto di riferimento costante il riconoscimento dei diritti sociali, civili e politici delle persone immigrate, dei rifugiati e ri-chiedenti asilo e dei profughi, eliminando i molti ostacoli istituzionali che contribuiscono a tenere in condizione di marginalità la vita di molti mi-granti in Italia. 
                                         
Occorre dare piena applicazione al dettato costituzionale e alle leggi or-dinarie che consentono la chiusura immediata dei luoghi e dei siti come Casa Pound, dove si semina l’odio e si incita alla violenza xenofoba. Bisogna che tutte le energie positive, che credono nella costruzione di una città e di un Paese della convivenza e della solidarietà, si mobilitino unite per fare barriera contro l’inciviltà, il razzismo, l’intolleranza. 
                                         
Nel 1990 Firenze fu teatro di spedizioni punitive contro gli immigrati e vi fu una reazione popolare, che dette luogo ad una grande manifestazio-ne di carattere nazionale. Facciamo un appello rivolto a tutte le persone di buona volontà, nella società e nelle istituzioni, ad unirsi a noi, in una manifestazione ampia, partecipata, pacifica, non violenta e contro la violenza, di carattere nazionale. 
                                         
Una manifestazione che segni una svolta e l’inizio di un cammino nuovo, onorando le persone uccise e ferite in quella tragica giornata e capace di affermare in modo inequivocabile: mai più atti di barbarie come la strage del 13 dicembre. 
                                         
L’appuntamento è a Firenze sabato 17 dicembre alle ore 15, partenza da Piazza Dalmazia, arrivo Piazza Santa Maria Novella. 
                                         
                       Coordinamento Regionale dei Senegalesi in Toscana
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COMUNICATO STAMPA
A Firenze contro il razzismo: per una sola Umanità
Rovigo, 18 dicembre. Invece di fare la passerella con gli studenti in Corso del Popolo o in piazza Vittorio a raccogliere firme per dare visibilità all’as-sociazionismo pappa-e-ciccia locale [Arcisolidarietà - ndr], o di partecipa-re al pranzo antirazzista di un partito partitocratico [Rifondazione Comu-nista -ndr], che è un ossimoro [ci scusi l’arditezza culturale Carlo Cavriani capocornista del Carlino che ne potrà chiedere conto a Sergio Garbato che potrà consultare la Tre-cani in Acca-demia, perché, come il "matto"
(dietro ogni scemo c’è un villaggio) di Fabrizio De Andrè non l’ha ancora imparata a memoria], come la cena per lo sviluppo del Polesine del Ba-varolo o la cena per i bam-bini obesi del Rotaract, abbiamo preferito rac-cogliere l’invito dei fratelli senegalesi e partecipare alla grande manife-stazione di Firenze anche se, in periodo di crisi economica, 45 euro – ca-dauno, per parteciparvi sono una bella spesa, che ci precluderà la possi-bilità di partecipare a qualche cena dei solidarietà per i senzafissadimora o per i bambini che muoiono di fame dell’Africa…
Una grande manifestazione, la più partecipata e propositiva degli ultimi anni, che ha rilanciato un’idea di solidarietà e di uguaglianza, e di per-corsi di comunanza per uscire dal tunnel di un razzismo che si è incistato nella società. Per abbattere le mura ed i divisori sociali che hanno pro-dotto un vero e proprio “apartheid” sociale.
Il razzismo, la discriminazione sociale, la xenofobia, sono sostenuti da tre pilastri fondamentali: dalla legge Bossi-Fini del 2002 che ha istitu-zionalizzato un vero e proprio razzismo di Stato (verso 5 milioni di Im-migrati e 160 mila Rom), dalla Lega Nord che è stata – fin dalla nascita, più e più volte “bacchettata” dalla Comunità Europea per propaganda razzista (chi si ricorda di Borghezio condannato per l’incendio di un dormitorio rom a Torino? Chi si ricorda del Sindaco Tosi condannato per incitamento all’odio razziale?) e dai mass-media di “regime” che hanno propagandato la discriminazione razziale (secondo il monitoraggio di Freedom House l’Italia, negli ultimi due anni, è scesa-sprofondata a Paese “parzialmente libero” per la libertà di stampa, al pari del Benin e del Tonga): basti vedere come le categorie più disprezzate dai mass-media (i Rom, gli Albanesi, i Romeni, Musulmani al quarto posto) coin-cidano esattamente con quelle più disprezzate, secondo le statistiche, dalla società: Rom, Albanesi, Romeni.
Se c’è una lezione propedeutica che nasce dalla manifestazione di Firen-ze è che non si potrà uscire da alcuna crisi economica (e dall’inquina-mento ambientale), se non partendo dai Diritti Umani-pertutti (che vuol dire giustizia sociale ed uguaglianza), se non mettendoci assieme agli ultimi, ai più discriminati: ai nostri fratelli Immigrati e Rom, alle Donne emarginate, ai detenuti torturati, ai disoccupati depressi, agli anziani abbandonati, ai giovani privati del futuro…
Perché è solo attraverso la costruzione di percorsi di con-divisione, di vi-vere comune e di emancipazione che ci si può liberare – assieme, dalle avversità di un potere – sempre più potentato economico e bancario, che si basa e si sostiene proprio sulla disuguaglianza e sulla discrimina-zione sociale e che produce razzismo e xenofobia.
Per una sola Umanità!
                                
. (costituende) Brigate Biancoenero per i Diritti Umani
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2 Risposte to “Firenze No al razzismo: per una sola Umanità”

  1. Graziella detto

    Lo sai bene Roberto che “Italia sono anch’io” non serve a dar lustro ad Arcisolidarietà…..o, almeno, non solo a lei……ciao

  2. Biancoenero detto

    Avendo tentato di costituire, per primi, il comitato rodigino di “L’Italia sono anch’io”, noi di Biancoenero ne siamo stati esclusi in modro discriminatorio e razzista, a scapito di associazioni fisiologiche al regime partitocratico come Arci-solidarietà e Ramatlan-che-lavora-all’arci e di personaggi dell’associazionismo servile partitocratico come Tommasi (di qualsiasi tavolata per la pace)…
    Nei quotidiani locali si legge che Donata Tamburin di Arcisolidarietà raccoglieva, sabato 17 in piazza Vittorio, firme per l’”Italia sono anch’io”, con tanto di dichiarazioni di Colei a sostegno e difesa dell’iniziativa.
    Se c’erano altri gruppi, oltre l’Arci, a fare passerella di Natale, non ne è stata data notizia e noi si era a Firenze… – Biancoenero

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