Il “Porrajmos dimenticato”, Rovigo 2011
gennaio 25, 2011
Giovedì 27 gennaio, “Giorno della memoria”, alle ore ore 21, presso il Circolo Auser, via Bonatti 10 Rovigo: “Il Porrajmos dimenticato”. Con video-documentario dell’Opera Nomadi Nazionale sullo sterminio dei Rom/Sinti e (In) Canto Rom n.1, canti e musiche dai campi di concentra-mento ai campi nomadi, con Marta Marcello e Valter Tessaris. Conduce Roberto Costa, direttore di Biancoenero.
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IL PORRAJMOS SEGREGATO
Anche quest’anno la commemorazione del “Porrajmos” – la Shoah degli “zingari”, è stata accuratamente emarginata dalle celebrazioni ufficiali del “Giorno della memoria”, coordinate da Provincia-Prefettura e dal Co-mune di Rovigo. Come se a 66 anni dal 27 gennaio 1945 (quando l’Arma-ta rossa entrò nel campo di sterminio di Auschwitz) non siano ancora stati del tutto abbattuti i cancelli dello “zigeuner-lager”, dove erano segregati gli “zingari”, separati anche dagli altri condannati a morte.
Forse la nostra società, dopo 66 anni, ha introiettato, con opportune differenze, gli Ebrei, gli Oppositori politici, i Disabili, i Testimoni di Geova, gli Omosessuali ma non gli Zingari che continuano ad essere emarginati perché considerati ancora “asociali” e “geneticamente ladri e truffatori”, tant’è che anche per il 2010, come negli anni precedenti, i Rom/Sinti sono le popolazioni più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale in Italia ed in Europa, secondo gli stessi monitoraggi della comunità Europea.
Forse i cancelli dello “zigeuner-lager” non sono stati ancora del tutto ab-battuti per i Rom/Sinti. E continuano ad essere eretti per “separare” gli zingari dalla società. Forse, il “minculpop” del moderno regime partitocra-tico, ha restaurato anche uno “zigeuner-lager” culturale nella giornata della memoria. Una moderna ghettizzazione, tanto più tragica in quanto è perpetrata dalle sedicenti assessore alla Pace e Diritti Umani di Comu-ne e Provincia (Giovanna Pineda e Tiziana Virgili), con la benedizione del-la Curia e la “collaborazione” dell’Archivio di Stato e di stipendiate asso-ciazioni catto-partitiche ”umanitarie” (come quelle che portavano vestiti e Zyklon B ad Auschwitz), come Arci, Arci Ridada, Centro Doc. Polesano…
E così, anno dopo anno, noi di Biancoenero, siamo “banditi”, segregati nei sotterranei della storia a portare memoria del Porrajmos dimentica-to e delle vittime delle nuove persecuzioni di un razzismo che si è fatto istituzionale con la “Bossi-Fini” del 2002 e con le nuove “leggi razziali” del 15 luglio 2009. Un’Italia «razzista e xenofoba» anche secondo l’ul-timo e recentissimo rapporto di Human Rights Watch, del 24 gennaio 2011: per le violenze contro i lavoratori immigrati di Rosarno, la politica governativa dei respingimenti di massa e delle discriminazioni sistema-tiche contro le popolazioni Rom e Sinti…
“Dopo Auschwitz non si possono più scrivere poesie”, scrive Adorno.
E se, senza tante fanfare a suon di Rosamunda, si vogliono fare i treni della memoria, allora la destinazione dovrebbe essere quella dei “campi nomadi”, dei cantieri edili, delle campagne del Sud, dei parchi d’inverno, dei Centri di identificazione ed espulsione, dove Rom/Sinti, immigrati e “badanti” testimoniano di moderne discriminazioni e persecuzioni, a memoria di regime nazi-fascista.
Forse, anche in Polesine, invece di prezzolati mercanti del tempio della memoria, c’è bisogno di un re di Danimarca che si appenda sul petto, dalla parte del cuore, non la stella gialla ma il triangolo marrone degli “zingari”, assieme a quello azzurro degli immigrati.

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VIOLAZIONE DIRITTI UMANI DEI ROM ANNO 2011
I ROM I PIU’ PERSEGUITATI D’EUROPA
“I rom come cartina di tornasole di una società civile” – Vàclav Havel
12 milioni circa in Europa i Rom/Sinti che continuano, anno dopo anno, ad essere le popolazioni più discriminate d’Europa. Popolazioni che con-tinuano, dopo 600 anni, a r-esistere ad una società che li esclude e li perseguita, e nella musica, e nella lingua, sedimentano la loro memoria e testimonianza di popolo di fronte alle avversità. Anche nell’anno 2010, come in quelli precedenti, i Rom/Sinti sono le popolazioni più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale d’Europa, secondo il monitorag-gio dello stesso Consiglio d’Europa.
Gennaio di “Pulizia etnica” a Milano
27 gennaio 2010 - Ormai la repressione discriminatoria verso i Rom non fa più notizia, è stata sormontata (bypassata), messa in ultimo piano, da quella in aumento verso gli immigrati. A Milano è in corso una vera e pro-pria “pulizia etnica”.
Milano, 29 dicembre 2009: Altro sgombero di Rom, il 176° dall’inizio del-l’anno. Uno ogni due giorni.
Milano, 21 gennaio 2010: nuovo sgombero, è il quinto del 2010. Abbattute 83 baracche abusive in via Sant’Arialdo, nell’area dell’abbazia di Chiaravalle. Allontanati 95 rom romeni, tra cui una donna con un bam-bino malato convinta a ricoverarsi nelle strutture comunali. Altre donne con 31 minori hanno rifiutato l’accoglienza.
Roma, chiude il “Casilino 900″
Roma, 20 gennaio. Inizia la chiusura del Casilino 900, il più grande “cam-po nomadi” d’Europa. Tra espulsioni, bambini allontanati dalla scuola che frequentavano regolarmente, destinazioni verso altri campi o l’igno-to. La Comunità di Sant’Egidio ha deciso di abbandonare il tavolo con il Comune. Un Tavolo, composto dalla Caritas, dal Centro Astalli, dalle Acli, dalla Compagnia delle Opere e dalla stessa Comunità di Sant’Egidio.
Amnesty International: a Roma violati i diritti dei Rom
Roma, 12 marzo 2010. Amnesty International ha chiesto alle autorità italiane di rivedere un controverso piano di edilizia che a Roma ha pro-vocato lo sgombero forzato di centinaia di Rom e aprirà la strada ad altre migliaia nei prossimi mesi. Amnesty ha avvisato che il nuovo docu-mento, cosiddetto (a torto) “Piano Nomadi”, che ha avuto inizio nel luglio 2009, viola il diritto alla casa e i diritti umani di migliaia di Rom. Le misure prevedono la distruzione di oltre 100 insediamenti rom in tutta la capi-tale e il trasferimento di un numero di Rom stimato in 6.000 in soli 13 nuovi campi alla periferia della città’.
Una strategia europea per la lotta contro la discriminazione dei Rom
Strasburgo, 25 marzo 2010. Il Parlamento Europeo, considerando che 10-12 milioni di rom europei continuano a essere vittime di gravi discrimina-zioni strutturali e si trovano, in molti casi, in una situazione di estrema povertà e di esclusione sociale; considerando che gran parte dei rom europei sono diventati cittadini dell’UE in seguito agli ampliamenti del 2004 e del 2007, beneficiando così del diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri;
CONDANNA la recrudescenza del razzismo contro i rom, “che costituisco-no una comunità paneuropea”, e RIBADISCE la necessità di elaborare una strategia europea per la loro inclusione sociale. Sollecita inoltre l’as-segnazione a un commissario UE dell’incarico di coordinare le politiche per i rom e riconosce la necessità di un chiaro impegno legislativo e di una dotazione di bilancio congrua. Chiede poi alle istituzioni nazionali ed europee di sostenere campagne di educazione alla tolleranza rivolte alla popolazione non rom.
Amnesty, in UE discriminazioni contro immigrati e Rom
Roma, 27 maggio 2010. ”In molti paesi, un clima di razzismo e di intol-leranza ha alimentato il maltrattamento dei migranti e ha contribuito a mantenerli, insieme ad altri gruppi emarginati, al di fuori della società, bloccando i loro diritti di accesso ai servizi, di partecipazione al governo della cosa pubblica e di essere protetti dalla legge”. E’ quanto denuncia Amnesty International nell’analisi del Rapporto 2010 sui diritti umani dedicato all’Unione Europea.
Nel 2009, riferisce il Rapporto, “la marginalizzazione” è stata accresciuta dalla paura della crisi economica e in molti paesi e’ stata accompagnata da un forte aumento del razzismo e dell’incitamento all’odio nel dibattito pubblico. Molti richiedenti asilo e migranti hanno subito discriminazioni ed esclusione da servizi sociali e lavoro, trovandosi così in condizioni di povertà estrema. In Italia, una nuova disposizione facente parte di un pacchetto di norme sulla sicurezza ha istituito il reato di ‘immigrazione irregolare’. Molti hanno espresso il timore che la nuova legge scoraggi gli immigrati irregolari dall’accedere all’istruzione e alle cure sanitarie, e certamente alla protezione delle forze di sicurezza, per paura di essere denunciati alla polizia”.
”Uno degli esempi più gravi di discriminazione sistematica – prosegue Amnesty – e’ stato quella verso i rom, che sono rimasti in gran parte esclusi dalla vita pubblica. Le famiglie rom spesso non sono state in grado di godere a pieno dell’accesso ad alloggio, istruzione, occupazione e servizi sanitari. Gli stereotipi negativi e l’isolamento fisico e culturale hanno anche ipotecato le prospettive future. Sgomberi forzati illegittimi di rom in Italia, Serbia e Macedonia li hanno resi ancora più poveri. In molti luoghi i rom si sono trovati di fronte a una sempre più palese osti-lità dell’opinione pubblica”.
L’Italia accusata al Consiglio d’Europa di discriminare i Rom
Strasburgo, 21 giugno. La Carta sociale europea è un trattato del Con-siglio d’Europa che garantisce il rispetto dei diritti economici e sociali. Adottata nel 1961, è stato modificata nel 1996. L’Italia ha ratificato il trattato, ma con la clausola che le “ong” italiane non possano sporgere denuncia contro il paese. Per questo motivo ad accusare l’Italia è una ong internazionale con sede a Ginevra.
L’Italia è accusata davanti al Consiglio d’Europa, a Strasburgo, di trat-tare in maniera ingiusta rom e zingari di etnia sinti, spingendoli ”a di-ventare senza tetto”. La denuncia è stata mossa oggi dal Centre on Housing Rights and Evictions (COHRE) nel corso di una audizione pub-blica presso il Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS).
La COHRE ha criticato le misure di sicurezza urgenti adottate di recente dal governo italiano, denun-ciando il ricorso sempre piu’ diffuso di discor-si e parole xenofobe nella penisola.
Secondo l’accusa, il “pacchetto sicurezza” e il relativo pacchetto per l’emergenza ‘nomadi’ (150 mila quelli stimati nel paese, di cui 70 mila regolari cittadini italiani) violano il diritto all’abitazione dei rom (articolo 31), costringendoli alla segregazione e privandoli dei diritti all’assistenza famigliare e sociale (art.16). Sono poi oggetto di stigmatizzazione in quanto vi si riferisce in termini di un problema di sicurezza, rendendogli ulteriormente difficile trovare un alloggio (art. 19), generalmente peggio-rando le loro condizioni di vita (art. 30).
”Il fatto di presentare i nomadi (150 mila quelli stimati nel paese, di cui 70 mila regolari cittadini italiani) come una minaccia per la sicurezza na-zionale ha contribuito alla propaganda razzista e xenofoba concernente l’emigrazione e l’immigrazione di rom e sinti, privando così questi ultimi della protezione e dell’assistenza in materia d’accesso ad un alloggio in caso di sfratto ed espulsione. Il governo italiano, attraverso la propria rappresentanza, si e’ difeso sottolineando le ”tante risorse messe in campo e le numerose misure concrete adottate dalle autorità per garan-tire i diritti in linea con la Carta sociale europea”, trattato del Consiglio d’Europa che garantisce i diritti umani sul piano sociale ed economico.
Alla fine dell’audizione odierna, il Comitato europeo dei diritti sociali ha informato le parti che adotterà la propria decisione a fine settembre, al termine di una delibera a porte chiuse, che verrà trasmessa alle parti e al Comitato dei Ministri.
In crescita razzismo e intolleranza, allarme in Europa
Il rapporto 2010 dell’ECRI: la crisi ha inasprito le discriminazioni
Strasburgo, 9 luglio 2010 – “Nell’ultimo anno c’è stato un inasprimento del dibattito sull’immigrazione e un incremento di atteggiamenti xenofobi e intolleranti, compresi atti di violenza”. Ad affermarlo è Nils Muiznieks, presidente della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d´Europa (Ecri), che ieri ha presentato il Rapporto sulla situazione europea, documento che annualmente esamina le principali tendenze sul fronte del razzismo, della discriminazione razziale, dell’anti-semitismo e dell’intolleranza in Europa.
Il popolo rom continua a subire situazioni di esclusione sociale e aperta ostilità, compresi raid contro i propri accampamenti e anche omicidi.
I cittadini neri ancora subiscono atteggiamenti razzisti, che spesso si traducono in attacchi alla comunità o insulti legati al colore della pelle nel corso delle manifestazioni sportive. I musulmani sono tuttora discrimina-ti nella ricerca del lavoro, nell’immigrazione, nelle politiche urbanistiche, nell’istruzione e sono stati anche oggetto di specifiche restrizioni legisla-tive. Queste alcune delle più preoccupanti tendenze registrate dal rap-porto, in base alle quali l’Ecri ha lanciato l’allarme su un generale ri-schio di incremento della violenza razziale in tutta Europa.
Europa 1: Rom espulsi dalla Francia
Strasburgo, 9 settembre. Rom, il Parlamento Europeo censura la Francia
STRASBURGO – Le espulsioni dei Rom dalla Francia “violano i Trattati e le leggi della Ue”. [A tutt’oggi sono oltre 700 i Rom rimpatriati].
Il marchio della censura sulle politiche anti-immigrazione di Sarkozy e Fillon (primo ministro francese) è stato impresso dall’Europarlamento, che ha approvato la risoluzione presentata dalla sinistra. Ma, al di là della condanna politica (che include l’Italia: nelle premesse di motivazione della risoluzione sono citate anche le intenzioni del ministro dell’Interno Maroni di imitare le procedure adottate in Francia), poco cambierà per i Rom.
Europa 2: ROM espulsi dalla Francia: procedura d’infrazione avviata
30 settembre. Dopo i provvedimenti di espulsione nei confronti dei rom decisi dal governo francese di Nicolas Sarkozy, l’Unione europea ha de-ciso di aprire una procedura di infrazione contro la Francia per il manca-to rispetto delle leggi europee. Secondo il commissario alla Giustizia, Viviane Reding, che aveva già criticato il governo di Parigi, sulle modalità di rimpatrio dei nomadi, si tratta di una decisione di principio per con-trastare la “discriminazione basata sulle origini etniche o di razza.
Milano1: negati 25 alloggi popolari ai Rom
30 settembre. Sarà sgomberato entro la fine di ottobre il “campo” del Triboniano. Per intervento del Ministro Maroni, sono stati negati 25 alloggi popolari, già concordati con il Comune, per altrettante famiglie che avevano accettato il piano di inserimento.
Milano 2, case negate ai nomadi: “E’ discriminazione razziale”
Milano 23 dicembre 2010. La procura di Milano apre un’inchiesta per di-scriminazione razziale sulle case comunali prima concesse a 25 famiglie rom e poi bloccate.
La procura di Milano, apre un’inchiesta per discriminazione razziale con un’indagine penale che mette nel mirino il Sindaco Letizia Moratti ed il Prefetto Gian Valerio Lombardi. E’ un’indagine formalmente aperta sulle case popolari, prima concesse a 25 famiglie del campo nomadi di via Triboniano dallo stesso Comune (con un accordo che vedeva tra le parti il prefetto-commissario per l’emergenza rom e la Regione), e poi negate.
Con una convenzione del maggio scorso stipulata tra la Prefettura, il Comune e alcune onlus, tra cui la Casa della Carità, era stato varato un piano per l’inserimento abitativo di famiglie rom e si era poi deciso di destinare 25 alloggi di edilizia popolare ad alcuni nomadi del campo di via Triboniano.
Tutto il progetto però si era improvvisamente fermato nel settembre scorso e la “marcia indietro” era stata ufficializzata anche dal ministro dell’Interno Roberto Maroni in una conferenza stampa. Dieci rom, assi-stiti dagli avvocati Alberto Guariso e Livio Neri, hanno allora deciso di fare ricorso e hanno vinto. Il giudice ha stabilito che entro il 12 gennaio gli vengano messe a disposizione la case. Secondo il Tribunale, infatti, l’accordo doveva essere rispettato, ma le istituzioni non l’hanno attuato, senza spiegazioni ragionevoli, se non quella «dell’appartenenza all’etnia rom dei beneficiari». Motivi di discriminazione razziale, dunque, su cui in-daga Spataro che, d’intesa con il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ha aperto un fascicolo per ora senza indagati nè ipotesi di reato. Come ha spiegato Spataro, si tratta di un fascicolo che «trae origine dall’ordinanza del giudice civile, nella quale si fa riferimen-to a possibili attività determinate da motivi di discriminazione razziale».
L’Europa condanna le misure italiane nei confronti dei Rom
25 ottobre 2010. Il Comitato europeo per di diritti sociali del Consiglio d’Europa ha pubblicato una «condanna per l’Italia per le discriminazioni nei confronti dei Rom» per «gli alloggi, l’accesso alla giustizia, all’econo-mia e all’assistenza sociale».
Con una decisione storica, il Comitato Europeo per i Diritti Sociali ha sta-bilito che l’Italia ha violato i diritti della popolazione rom presente sul suo territorio. Secondo il Comitato Europeo l’Italia ha violato il divieto alla di-scriminazione e il diritto dei rom alla casa, alla protezione sociale, legale ed economica, alla prevenzione della povertà e dell’emarginazione socia-le e il diritto delle famiglie rom immigrate alla protezione e all’assistenza.
Il Comitato afferma che i campi rom sono stati distrutti e i loro abitanti sfrattati illegalmente ed espulsi dall’Italia, spesso senza alcun preavviso e senza possibilità di alloggiare in siti alternativi.
Molti campi rom in tutta Italia sono stati bersaglio di incendi ed atti vandalici di matrice razzista e i responsabili di tali crimini sono di rado stati perseguiti penalmente dalle autorità locali.
INIZIA IL 2011
HRW: in Italia razzismo e xenofobia
Da respingimenti a discriminazione Rom è un problema pressante
Bruxelles, 24 gennaio 2011. In Italia «la violenza razzista e xenofoba resta un problema pressante». Si apre così il paragrafo dedicato al no-stro Paese nel rapporto annuale sullo stato dei diritti umani nel mondo, dell’agenzia americana Human Rights Watch (Osservazione Diritti Uma-ni), che segnala le violenze contro i lavoratori immigrati di Rosarno (il 10 gennaio 2010), la politica governativa dei respingimenti di massa, la vio-lazione delle norme sull’asilo politico e umanitario e le discriminazioni si-stematiche contro le popolazioni Rom e Sinti: «Rom e Sinti continuano a sopportare un alto livello di discriminazione e povertà nonché deplore-voli condizioni di vita sia nei campi autorizzati sia in quelli abusivi».

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APPROFONDIMENTI
> Il “Porrajmos dimenticato” del 2010
> 2 agosto: il “Giorno della memoria” rom
Adria, 2 agosto 2010. Alle ore 21, in via Cavallotti n.13, manifestazione per portare memoria di “Porrajmos”, lo sterminio dimenticato dei Rom. Con video-documentario sul Porrajmos e (In) Canto Rom n.1 con Marta Marcello, Valter Tessaris e Roberto Costa. Se c’è un “Giorno della me-moria” delle popolazioni rom, potrebbe essere il 2 di agosto: non il 27 gennaio (della Shoah ebraica), perché quando, quel giorno del 1945, l’Armata Rossa liberò il campo di sterminio di Auschwitz, i Rom/Sinti non c’erano più. Gli ultimi tremila erano infatti stati assassinati la notte del 2 agosto 1944.
> “Canzone zingara”, dal ghetto di Lodz, 1941
> Porrajmos, lo sterminio dimenticato dei Rom
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FOTO-CRONACA
La significazione del Porrajmos nel “Giorno della memoria”
Rovigo, 27 gennaio, circolo Auser. «La significazione di portare anche me-moria dello sterminio dei Rom/Sinti, è stata sottolineata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che proprio oggi, il 27 gennaio “Giorno della memoria”, ha ricevuto e fatto testimoniare, per la prima volta al Quirinale, anche una ragazza rom. Nella stessa tendenza anche il Parlamento Europeo, che quest’oggi ha invitato a dare testimonianza un sopravvissuto rom dai campi di sterminio – con queste parole Roberto Costa presenta l’iniziativa del “Porrajmos dimenticato”. – Dentro questa significazione sta anche la nostra iniziativa, che continua dal 2004, pro-segue il direttore di Biancoenero rivolto al pubblico presente in sala(O-scar Ferrari e Francesco Verza, oltre a due familiari degli artisti), anche se discriminata e ghettizzata in un sotterraneo della memoria.
D’altronde un arco del cerchio dell’omologazione che perimetra la società italiana attuale è formato da Silvio Berlusconi fondatore del “partito della libertà”. Omeopatiche ed in linea con questa faziosa retorica di parole, le sedicenti assessore alla Pace e Diritti Umani locali (Tiziana Virgili e Gio-vanna Pineda) che hanno sponsorizzato e patrocinato tutte le iniziative del “Giorno della memoria”, ad eccezione di questa. In cui si vuole ri-cor-dare, col cuore, che, per non cadere nel museo della memoria cerimonia-le – che è “banalità del male”, la memoria deve farsi presente e sussu-mere segnali di resistenza e di ribellione verso le persecuzioni del pas-sato che continuano nel presente: occorre attualizzare e contestualiz-zare la memoria, perché i fatti sono le parole del cuore.»

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Bel Post! :)
Un invito a riflettere sul vero senso della memoria anche su Vongole & Merluzzi … Spero avrai modo di ricambiarci la visita :)
http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/01/27/olocausto-amnesico/#comments