Roma 2 luglio. Con 157 voti a favore, 124 contrari e 3 astenuti, il Senato approva il ddl 733-B, il cosiddetto “pacchetto sicurezza”. Fra le norme il reato di clandestinità, una tragedia per un milione di immigrati irregolari che lavorano in Italia e per seicentomila famiglie che ospitano “badanti”. Una legge che sancisce il Razzismo di Stato: manca solo un triangolo blu per segnalare gli immigrati come criminali.


                                             triangolo blu
Pacchetto sicurezza: triangolo blu per i clandestini
E’ legge l’esclusione di immigrati irregolari, e dei loro figli, dai diritti più fondamentali. La xenofobia ed il razzismo diventano istituzionali. Manca solo il triangolo blu, usato dal regime nazi-fascista per distinguere gli immigrati nei campi di concentramento, per segnalare il milione di clan-destini presenti in Italia.
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IL REATO DI CLANDESTINITA’
La sintesi razzista del ddl 733-B, oltre una cinquantina di articoli a decre-tare una pseudo sicurezza italiota (è un “pacchetto” esteso che oltre a nuove norme sugli immigrati prevede paragrafi anche su mafia, ronde urbane, spruzza-mura, la schedatura dei “barboni”, …) sta nella sanzio-ne del reato di clandestinità: che vuol dire esclusione dai pubblici servizi, imprigionamento nei Centri di Identificazione ed Espulsione, sanzione fino a 10 mila euro ed espulsione dal suolo italiano per tutti gli Immigrati irregolari, con sanzioni e prigione anche per chi li ospita.
L’accesso ai pubblici servizi è garantito solo agli immigrati in regola col permesso di soggiorno. Gli irregolari a non potranno perciò accedere al matrimonio, alle cure sanitarie, alla patente, alla casa, ai posti di lavoro. Ed i loro figli non potranno essere registrati all’anagrafe, andare all’asilo nido, alla scuola elementare…
Diventa clandestino=criminale anche l’immigrato che, magari da dieci an-ni in Italia con la famiglia, perde il posto di lavoro e non riesce nel tem-po previsto di sei mesi ad trovarne uno nuovo: sarà espulso con famiglia e figli anche se nati in Italia. Sanzioni sono previste anche per chi anche per chi ospita (od affitta a) immigrati irregolari: rischia l’arresto da 6 mesi e 3 anni e una multa fino a 5 mila euro.
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UN MILIONE DI IMMIGRATI IRREGOLARI – 600 mila “badanti”
L’Italia diventa un inferno per un milione di persone. In Italia è irregolare un immigrato su quattro. Il 90% di quelli regolari è passato attraverso la clandestinità. Si calcola che in Italia ci sia oltre un milione di immigrati ir-regolari e fra di essi, almeno 600 mila “badanti”.
Le conseguenze, drammatiche per le lavoratrici straniere irregolari, 600 mila fra “badanti”- colf- baby sitter, non saranno leggere neanche per le famiglie che le ospitano, anche se molte di esse hanno chiesto diverse volte, di regolarizzare la posizione di queste collaboratrici con l’annuale decreto flussi. Chi impiega un immigrato irregolare rischia l’arresto da 6 mesi e 3 anni e una multa fino a 5 mila euro. 
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PROTESTE SETTORIALI CONTRO IL RAZZISMO DI STATO
“Divide et impera”: in un triste “deja vu” di denunce vibranti e parziali
A legge razzista approvata seguono comunicati, appelli di organizzazioni e di intellettuali al Presidente della Repubblica, alla Comunità Europea, all’ONU, petizioni individuali alla Corte Europea di Strasburgo, raccolta firme ed inviti alla disobbedienza di gruppi e associazioni, parrocchie, sindacati e partiti. Denuncie, indignazioni e proteste vibranti che sem-brano evidenziare, ormai solo la loro auto-referenzialità,  inessenzia-li ”dejà vu” che sembrano fisiologici, ormai, al Sistema dominante.
Basti ricordare l’appello “Il triangolo nero – Nessun popolo è illegale”: Vio-lenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellet-tuali contro la violenza su rom, rumeni e donne, del 14 novembre 2007. Oppure in epoca più recente, 19 gennaio 2009, l’appello dell’Associazione nazionale dei Giuristi Democratici che chiede “agli avvocati di sollevare la questione di illegittimità costituzionale del reato di immigrazione clandestina in ogni occasione possibile”.
E ci saranno alcuni medici - per ritornare al presente, che chiederanno la deroga per non segnalare, ed alcuni presidi che la chiederanno pure e gli impiegati dell’anagrafe che chiederanno di registrare –lo stesso, anche i figli di irregolari, e le Associazioni Cattoliche che chiederanno de-roga per le “badanti” e quelle Laiche con la campagna “A porte aperte”, le Associazioni internazionali con i concerti per i Diritti Umani e la raccolta firme “Clandestino anch’io”, l’Associazione umanitaria con i kit per i detenuti nei Cie (Centri identi-ficazione ed espulsione), l’Associazione Giuridica con le norme incostituzionali, l’Associazione a difesa della schedatura dei clochard, la protesta della Caritas e di alcuni Vescovi – e la rettifica della Santa Sede, il prete che si vergogna o che disobbedisce, l’indignazione del Cantante e dell’Artista di nome, ed il Digiuno di Egli e l’editoriale scatenato di Nome e Cognome nel suo blog…
Indignazioni e proteste effervescenti che poco a poco defluiranno dalla “civile” coscienza sostituite da un altro “dolo” Alfano, da “puttanopoli”, dal “caso” intercettazioni, dalla tendopoli d’Abruzzo, dagli incendi boschivi d’estate e via di questa deriva. Certamente ci saranno alcune deroghe istituzionali, concessioni di Regime a salvaguardia di alcune categorie sociali – tipo le famiglie che ospitano le “badanti”, oppure una deroga ai medici del Pronto Soccorso per paura di epidemie, che però non andranno ad influire sulla struttura di una Legge che sancisce l’in-ferno e la “de-umanizzazione” di un milione di persone. L’Italia è l’unico Paese al mondo che sancisce la criminalizzazione di persone umane senza regolare permesso di soggiorno.
Pare evidente che, a questo punto, l’Umanità’ si può salvare solo con uno Stato di emergenza civile nazionale.
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Da dove nasce il “pacchetto sicurezza”
Il processo di razzismo istituzionale, nato dalla Bossi-Fini che dirime il settore dell’immigrazione, dell’anno 2002, prosegue nell’anno 2007 con le varie norme contro  Rom e lavavetri promossi anche da Sindaci considerati di sinistra e trova compiutezza nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” (cinque Disegni di legge) che viene approvato il 30 ottobre dal Consiglio dei Ministri del Governo Prodi, per promozione dei Ministro Amato e Mastella e sponsorizzazione anche di Walter Veltroni del Pd. Su questo schema si inserisce il Consiglio dei Ministri del successivo Go-verno Berlusconi che il 23 maggio 2008 vara il decreto legge sulla  “sicu-rezza”, promosso – stavolta, dal Ministro Maroni. Il “pacchetto sicurez-za” viene approvato dalla Camera il 16 luglio 2008 e votato definitiva-mente al Senato il 23 luglio successivo. Scattano immediatamente denunce, appelli, mobilitazioni contro un  Disegno di legge paragonato alle leggi razziali del regime fascista del 1938 dove, al posto degli Ebrei, vengono messi gli Immigrati irregolari. Le numerose mobilitazioni della “società civile” aumentano nell’anno 2009 a partire dalla ri-votazione al Senato in data 3 febbraio, fino alla manifestazione nazionale di Milano, “Da che parte stare”, del 23 maggio con 15 mila presenze scarse.
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L’UMANITÀ’ COME EMERGENZA CIVILE NAZIONALE
Per una “pedagogia dell’umanità” che allarghi l’area della coscienza
Siamo di fronte alla più grave deriva razzistica italiana dal 1945 ad oggi, che mette in croce oltre un milione di persone. Qui occorre fare barriera, erigere una diga di civiltà sennò la deriva tutto travolgerà e trascinerà. E’ l’ultima occasione per conservare coscienza e com-passione.
“NO AL REATO DI CLANDESTINITÀ” potrebbe essere la piattaforma sem-plice e condivisibile a cui radunare tutta la società civile italiana. A difesa e tutela di un milione di persone che sono sacrificati come capri espiatori per una supposta “sicurezza”. Per una volta  è necessario mettere in secondo piano il protagonismo delle associazioni o degli intellettuali, per mettere in primo piano il problema, la disumanizzazione della società. Come a Genova 2001 quando centinaia di migliaia di persone, con enor-mi differenze (dalle suore di clausura alle tute bianche) si radunavano a resistere alla riduzione della società come “mercato” mondiale.
Occorre mettersi assieme per creare un grande movimento che in nome dei Diritti Umani, quelli in prima persona di oltre un milione di persone, contrasti e faccia cadere una legge che degrada tutta l’Italia e noi stessi.
Occorre ripartire dall’Umanità, mettere in comune energie e risorse per tutelare le vittime del razzismo, che sono Persone, attuare una dinamica collettiva a difesa della sopravvivenza dei più deboli ed emarginati.
Che siano utilizzate tutte le risorse disponibili per costruire percorsi collettivi e di con-divisione, di messa in comune di progettualità umane.
Che i gruppi, le associazioni, i sindacati, gli intellettuali, le parrocchie, i partiti, si aprano (“adotta un clandestino”) ad accogliere e tutelare immigrati irregolari, zingari e minoranze in difficoltà. Per ripartire da questa pratica reale di salvaguardia della vita umana, a organizzare un “movimento” nazionale che raduni ed a cui affluiscano tutte le persone che vogliano con-serbare umanità. Da qui, dalla con-divisione di risorse a tutela dei Diritti Umani, si può ripartire come “movimento” che ci dia speranza di vita civile per noi e per i nostri figli. 
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APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Una proposta pratica di breve periodo per salvare un milione di persone
Ci vorrà circa un mese di iter burocratico perché la legge diventi effettiva. Un tempo breve in cui, invece di lievitare la protesta in una serie infinita di rivoli defluenti si potrebbe confluire assieme per salvare effettiva-mente la vita di un milione di persone che rischiano l’inferno. Ci si raccolga tutti sotto un’unica bandiera, un appello intitolato “No al reato di clandestinità”, che porti in piazza un milione di persone per chiedere al Presidente della Repubblica di non promulgare questa legge. Si utilizzino tutte le energie e le influenze disponibili per raccogliere un “cartello” promotore di questa iniziativa che veda in prima fila le massime organizzazioni italiane, a partire da Acli, Arci, Caritas, Cgil-Cisl-Uil, per arrivare ad Emergency, Tavola della Pace, Legambiente, Asso-ciazioni Immigrati… Solo con una con-divisione nazionale di questa consistenza sarebbe ancora possibile convincere il Presidente della Repubblica a non firmare.
                                              triangolo blu
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NOTE A MARGINE
Apartheid istituzionale
Il razzismo istituzionale, la deriva xenofoba che ha modificato la struttura sociale dell’Italia, parte almeno dal 2002 con l’approvazione della Bossi-Fini per immigrati. Una legge “ispirata dalla filosofia di scontro di civiltà” e che “incita alla discriminazione e alla criminalizzazione degli immigrati”, secondo Doudou Diène, “Relatore Speciale” per i Diritti Umani dell’ONU. Una legge emanata da un governo Berlusconi che, secondo il Relatore Speciale «era espressione di una retorica della xenofobia e del razzismo», tendente a «strumentalizzare politicamente il fenomeno dell’immigrazione», «descritto come un pericolo per l’intera comunità».
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La de-umanizzazione degli immigrati irregolari
Questo razzismo istituzionale, fomentato soprattutto dalla Lega Nord, ha prodotto, poco a poco negli anni, la “de-umanizzazione” degli immigrati irregolari, etichettati come “clandestini”.
L’effetto principale della de-umanizzazione”, che disumanizza per primi coloro che la praticano, è quello di ridurre l’area degli inclusi nella dimen-sione di “uomini”, allargando quella dei “non-uomini”. Dei non-ricono-sciuti. Degli estranei, degli stranieri. Coloro che si vedono ma non han-no importanza, che possono essere usati e abbandonati a se stessi. Ac-colti, se e fino a quando servono, o respinti come cose inutili o dannose.
E così di fronte ad una legge che trasforma in tragedia la vita di un milione di persone, e dei loro figli, non c’è più sentimento di umanità e di com-passione, ma di estraneità come si trattasse di non-uomini, di oggetti. Gli immigrati irregolari da gruppo sociale sono stati trasformati in una categoria di “de-umanizzati”, esclusi dall’umanità.
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Per una sola umanità
Ed allora, occorre mettere assieme chi continua a non voler rinunciare alla propria umanità. E intende difendere quel brandello di condivisione del proprio stato di “uomini” con tutto il resto del genere umano, senza escludere alcuno. Per mettere in pratica la “pedagogia dell’umanità”, il cui effetto, stavolta, è quello di allargare l’area della coscienza e della com-passione.
                           per una sola umanità 
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                       RIFERIMENTI: IL DOSSIER

                                      No al ddl 733 razzista*
                        la-difesa-della-razza
         Redazione Biancoenero: Dossier di r-esistenza contro il ddl733.
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3 Risposte a “Italia razzista: è legge il “pacchetto sicurezza””

  1. Gentile Blog,

    sono un collaboratore del quotidiano http://www.reportonline.it. Faccio i miei più sinceri complimenti per il vostro lavoro e sarei davvero onorato di poter ospitare qualche vostro articolo sul nostro quotidiano. Nella speranza di richiedere cosa gradita porgo i miei più cordiali saluti.

  2. Biancoenero detto

    Caro Luigi,
    se vuoi riprendere parte di qualche articolo, basta che citi la fonte con “link” appropriato. Il Direttore, Roberto Costa

  3. giuseppina detto

    non sono razzista ma non mi sembra giusto che in una stanza debbono abitare 20 persone tra cui 5 banbini e sono tutti straieri rubano a tutta forza
    e noi della zona non possiamo fare niente perchè il comune di casalnuovo non gli importa niente chiedo solo di controllare queste persone abitano in via xxv luglio a licignano di casalnuovo se venite la sera non si capisce niente i preghiamo solo di aiutarci grazie

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