Migranti Italiani in Atlantico 1906
Sabato 16 maggio, ore 16
, presso il Csv di Rovigo, in viale Trieste n. 23. Per una con-divisione dell’Umanità: a difesa e tutela dei Diritti Umani, che sono di tutti o non sono. 
Occorre trovare il coraggio della denuncia e della resistenza per non diventare complici. Incontriamoci per con-divi-dere pratiche di resistenza civile al razzismo ed alla xenofobia dilagante, dal nazionale al locale. 
 
 
I nostri corpi contro questa deriva sociale che si è trasformata in una vera e propria guerra all’Umanità. I fatti sono le parole del cuore: per una mobilitazione pubblica, a partire da “presidi” di piazza e davanti alla Prefettura, scioperi della fame a staffetta, il sostegno di servizi a tutela degli Immigrati, raccolta firme per il diritto di voto agli Immigrati, l’istituzione del Consigliere comunale aggiunto per gli Immigrati – già previsto dal comune di Rovigo, manifestazioni culturali contro il narco-consumismo dilagante che anestetizza le coscienze.
siamo tutti clandestini brescia 24-11-2001


Uomini senza fallo, semidei,
che vivete in castelli inargentati,
che di gloria toccaste gli apogei,
noi che invochiam pietà siamo i migranti!
Del Terzo Mondo varcando il confine
conoscemmo del Primo la carogna
che ad ogni ambito sogno mette fine:
che la pietà non vi sia di vergogna!
Da “Due invocazioni ed un atto d’accusa” di F. De Andrè

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RAZZISMO ITALIANO, DI STATO
Respingere i Migranti, anche donne incinte e bambini, è contro la Dichia-razione dei Diritti dell’Uomo del 1948, contro la Convenzione di Ginevra del 1951 (art. 33), contro la Dichiarazione Internazionale dei Diritti del fanciullo del 1989, contro la Costituzione Italiana del 1948 (art.10).
E dalla violazione dei Diritti fondamentali nasce la società dei Privilegi, del razzismo, della xenofobia.
Approvare con la “fiducia” il cosiddetto “pacchetto sicurezza”, disegno di legge n.733, vuol dire approvare leggi da molti paragonate a quelle “razziali” del 1938: di discriminazione e separazione razziale verso gli Immigrati irregolari, invece che verso gli Ebrei.
Stavolta sono gli Immigrati irregolari a non poter accedere ai servizi pub-blici, ai posti di lavoro, alla casa, alla patente, alle cure sanitarie, alla scuola, al matrimonio, al diritto di voto, di espressione e di rappresen-tazione. Ed i figli degli Immigrati irregolari non potranno essere registrati all’anagrafe, andare all’asilo nido, alla scuola elementare…
La sintesi razzista del ddl 733, oltre una cinquantina di articoli a decretare una pseudo sicurezza italiota, sta nella sanzione del reato di clandestinità: che vuol dire imprigionamento, sanzione fino a 10 mila euro ed espulsione dal suolo italiano per tutti gli Immigrati irregolari.
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APARTHEID ISTITUZIONALE
La “separazione” per i quattro milioni di Immigrati regolari è invece san-cita dalla legge Bossi-Fini dall’anno 2002, “ispirata dalla filosofia di scontro di civiltà” e che “incita alla discriminazione e alla criminaliz-zazione degli immigrati”, secondo Doudou Diène, “Relatore Speciale” per i Diritti Umani dell’ONU. Una legge emanata da un governo Berlusconi che, secondo il Relatore Speciale «era espressione di una retorica della xenofobia e del razzismo», tendente a «strumentalizzare politicamente il fenomeno dell’immigrazione», «descritto come un pericolo per l’intera comunità». Se fossero stati soggetti alla Bossi-Fini, gli emigrati italiani nel mondo non sarebbero mai arrivati all’attuale integrazione», «ma molti degli italiani sembrano avere dimenticato questo importante pezzo della loro storia nazionale». 
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                               pellegrino del pianeta
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MEMORIA COME CHIAVE DEL FUTURO
Ogni popolo della terra, se cerca nella sua storia – che è memoria, ri-trova l’esperienza della emigrazione. Memoria come chiave del futuro.
C’è una memoria genetica che è scolpita nelle nostre ossa, inscritta nel nostro DNA di polesani: memoria migrante. Senza di essa non abbiamo identità. Noi siamo ciò che sappiamo, ma sappiamo solo ciò che possiamo confrontare con il nostro passato. Devastare il passato, rimuoverlo, ma anche celebrarlo senza sostanza, vivere il nuovo senza accostarlo alle esperienze vissute è una forma di dimenticanza collettiva.
Di Alzheimer sociale.
Nel 20° secolo sono oltre 25 milioni gli Italiani migrati all’estero per moti-vi economici, di lavoro. Nel 1951 il Polesine contava 360 mila abitanti (oggi 250 mila) ed in pochi anni migrarono, per motivi economici, 170mila persone: donne, uomini, anziani e bambini.
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I DIRITTI SONO DI TUTTI O SONO PRIVILEGI
I diritti si possono vivere in due modi: come feticci o come tensione costante, cioè come forza generatrice. “Da che parte stai, degli inermi o dei potenti?”. Ritrovare il significato autentico dei “diritti” è possibile solo nella comune tensione all’uguaglianza. Senza di essa i diritti cambiano natura: per coloro che stanno in alto diventano privilegi per quelli che stanno in basso concessioni o carità.
Senza uguaglianza, ciò che è giustizia per i potenti è ingiustizia per i senza potere; la libertà è garanzia di prepotenza dei forti e destino di oppressione dei deboli; la solidarietà si trasforma in carità e la carità serve a sancire l’ingiustizia; le istituzioni, da luoghi di protezione e inte-grazione, diventano strumenti di oppressione e divisione; il merito viene sostituito dal clientelismo, le capacità dal conformismo e dalla sottomis-sione; la dignità dalla prostituzione. Senza uguaglianza le forme della democrazia (il voto, i partiti, l’informazione, la discussione, ecc.) possono non scomparire ma diventano armi nelle mani di gruppi di potere”.
(Da Gustavo Zagrebelsky)
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LE “RETORICHE DEL DISUMANO”
C’è dentro ognuno di noi, e nella coscienza collettiva, un confine fon-damentale che distingue il modo di guardare l’Altro come “uno di noi”  (diverso ma almeno in qualcosa simile) o come una “natura estranea”. Le “retoriche del disumano” lavorano su quella linea di confine. La spostano “in qua”, riducendo l’area degli inclusi nella dimensione di “uomini” e allargando l’esercito dei “non-uomini”. Dei non-riconosciuti. Degli estranei, degli stranieri.
Coloro che si vedono ma non hanno importanza, che possono essere usati e abbandonati a se stessi. Accolti (se e fino a quando servono) o respinti (come cose inutili o dannose). “Salvati” o “sommersi”, per usare le parole di Primo Levi deportato e sopravvissuto ai lager nazisti.
L’effetto principale delle “retoriche del disumano” è quella di disuma-nizzare per primi coloro che le condividono. Se una resistenza può nascere oggi, può costituirsi sui registri trasversali della morale, della memoria, del senso di dignità e sui residui di cultura.
Occorre mettere assieme chi continua a non voler rinunciare alla propria residua umanità. E intende difendere quel brandello di condivisione del proprio stato di uomini con tutto il resto del genere umano. L’effetto della “pedagogia dell’umano”, stavolta, è quella di “allargare l’area della coscienza” e dell’umanità. (Da Marco Revelli)
giornata antirazzista prie osama joel


- MANIFESTAZIONE NAZIONALE –
CONTRO LA CRISI E CONTRO IL RAZZISMO!

Milano – 23 maggio 2009

Campagna Nazionale “Da che parte stare”

La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti. Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. È razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il “pacchetto sicurezza” inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti alla perenne espellibilità. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i la-voratori, i precari con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla porta per primi. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia pre-carietà, sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la clandestinità è una minaccia più vicina, l’espulsione una possibilità sempre presente. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.
Da che parte stare
: nel sito, tutte le manifestazioni di resistenza civile.

- RIFERIMENTI: IL DOSSIER
NO al ddl 733 razzista*
Redazione Biancoenero: Dossier di r-esistenza contro il ddl733. 
la-difesa-della-razza  

- DA LEGGERE: LE RETORICHE DELLA DISUMANIZZAZIONE

La de-umanizzazione di Rom, Drogati e Omosessuali

Da un articolo, su Science Daily, del 30 giugno 2006. La de-umaniz-zazione si riscontra a livello cerebrale. Persone appartenenti a gruppi sociali “fuori” (“out-groups”) sono considerate anche “fuori” dall’umanità e percepite non più come soggetti, in grado di suscitare pietà, ma come oggetti deplorevoli. Di questi gruppi sociali “de-umanizzati” fanno parte: rom, drogati, omosessuali. Gli studi documentano che se a livello cere-brale la percezione di soggetti umani attiva la corteccia prefrontale mediale, la percezione di soggetti de-umanizzati attiva, invece, lo stesso pattern corticale registrato per gli oggetti disgustosi. 

- LA POESIA E L’IMMAGINE
Che la pietà non vi rimanga in tasca!
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CRONACA DI MANIFESTAZIONE NON AUTORIZZATA
sotto il comune per i diritti
Come Redazione di Biancoenero, Direttore e Vice, si promuove una riu-nione per con-dividere, assieme ad altre associazioni e persone, una resi-stenza visibile e pedagogica alla deriva razzista italiana: dal re-spingimento dei migranti, alla criminalizzazione degli immigrati irregolari, alla “separazione” di quelli regolari. L’invito viene fatto tramite volantini di convocazione in varie parti della città, comunicati ai giornali (non pubblicati) , articolo su Biancoenero e invio per posta elettronica ad un centinaio di indirizzi, fra cui molti polesani, di persone e associazioni. Nello stesso tempo si chiede spazio al Comune per un “presidio” di piazza, ma è tutto occupato.
Alla riunione, di sabato 16 maggio ore 16, presso il Centro servizio volontariato non arriva niuno ed allora si decide di andare in piazza a cercare di dare visibilità alla nostra opinione (di solito, anche per un semplice presidio di tre persone,  si dovrebbe chiedere il permesso, almeno tre giorni prima, al Comune ed all’Ufficio Digos della Questura).
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Un’ora di resistenza pubblica - sabato 16 maggio
Ballata rock con “Impressioni di settembre” della PFM
La sala della Gran Guardia è occupata da Green Peace, con una mostra contro il cosiddetto “carbone pulito”, organizzata in collaborazione con l’organizzazione dei Comitati ambientalisti contrari alla riconversione, a carbone – appunto, della centrale termoelettrica di Porto Tolle. La Gran Guardia ha tre inferriate che danno sulla piazza, occupate da cartelli che pubblicizzano la mostra. Chiediamo se è possibile utilizzare la cancellata più a sinistra per appendere il nostro striscione ma, il responsabile non vuole fare mescolanza. Allora, con Gigi disponibile, verso le ore 18 di un sabato nel villaggio, si va sotto il Comune, si appende lo striscione e si volantina in modo discreto. Piazza Vittorio è abbastanza trafficata per i chioschi di prodotti alimentari, la settimana del “gusto”, c’è persino la banda che suona. La nostra mini manifestazione passa perciò abba-stanza inosservata. Ciò nonostante, dopo un’ora arriva la Digos, aller-tata da qualche cittadino, a ordinarci di togliere lo striscione.
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Comunicato stampa 
Sabato ore 18 piazza Vittorio Emanuele
Manifestazione per i Diritti Umani dei Migranti in piazza con Biancoenero.
E’ rimasto appeso per una sola ora lo striscione di Biancoenero a difesa dei Migranti, poi è intervenuta la Digos, allertata da qualche disturbato cittadino, a fare rimuovere il lenzuolo affisso ad una transenna sotto il comune di Rovigo. «Noi non abbiamo respinto nessuno»,  spiega agli agenti la vice-direttrice di Biancoenero a descrivere la manifestazione contro il respingimento degli Immigrati in mare, contro il cosiddetto “pacchetto sicurezza”, per l’abolizione della legge Bossi-Fini, dell’anno 2002, sull’immigrazione: per una sola umanità – appunto.
Una manifestazione che, visti tutti gli spazi occupati anche da verifica presso il Comune venerdì 15, ha trovato spazio temporaneo nella piazza centrale occupata da chioschi a bibite e vivande (la giornata del gusto).
«Veniva Dino Frisullo nel 1992 alla Camera di Commercio – spiega il direttore Roberto Costa – a perorare il diritto di voto agli Immigrati. Ora i tempi sono tragicamente cambiati e chi sta zitto diventa complice. ‘Respingimento’ e ‘pacchetto sicurezza’ violano la Dichiarazione dei Diritti Umani del 1948, la Convenzione di Ginevra del 1951, la Costituzione Italiana del 1948, la Dichiarazione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia del 1989.  Per gli Immigrati regolari, invece, ci pensa la legge Bossi-Fini del 2002, “ispirata dalla filosofia di scontro di civiltà” e che “incita alla discriminazione e alla criminalizzazione degli immigrati”, secondo Doudou Diène, “Relatore Speciale” per i Diritti Umani dell’ONU».
Per Gigi Gioli, partecipante all’iniziativa, la manifestazione di Biancoenero è inserita in una serie di iniziative di resistenza civile in promozione della manifestazione nazionale del 23 maggio prossimo a Milano.   
Una manifestazione promossa per ritrovare il significato autentico dei “diritti” che diventa possibile solo nella comune tensione all’uguaglianza. Senza di essa i diritti cambiano natura: per coloro che stanno in alto diventano privilegi per quelli che stanno in basso concessioni o carità. Una manifestazione per i Diritti, tanto più significativa in quanto è in atto una politica istituzionale che amplia la “retorica del disumano”: ridu-cendo l’area degli appartenenti alla dimensione di “uomini”, allarga l’esercito dei “non-uomini”, degli estranei, dei senza diritti, degli stranieri usa-e-getta (come lavoratori nei campi, nell’edilizia, nelle case –badanti). «Cerchiamo, con le nostre attività – conclude il Direttore di Biancoenero fondato nel 1993 – di mettere assieme chi continua a non voler rinun-ciare alla propria residua umanità. E intende difendere quel brandello di condivisione del proprio stato di uomini con tutto il resto del genere umano. Con una mobilitazione che attivi una “pedagogia dell’umano”, per allargare l’area della coscienza e dell’umanità. Con la U maiuscola, Umanità». 
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APPENDICE DI SPERANZA
Gli eroi dell’Immigrazione in Polesine (?)
Rovigo 16 maggio. Il “respingimento” dei migranti in mare, il “pacchetto sicurezza”, sommandosi alla Bossi-Fini sull’immigrazione del 2002, sanciscono una “dichiarazione di guerra” ai Diritti Umani dei Migranti, di fronte alla quale nessuno può dichiararsi estraneo.
Per questo, guardando la fotografia della manifestazione “Per una sola umanità”, promossa da Biancoenero a Rovigo 16 maggio, e riconoscendo l’assessore alla Cultura della Provincia Laura Negri, qualcuno potrebbe chiedersi dove sono finite le persone ed associazioni più motivate a manifestare. Intanto che gli immigrati resistenti stanno scendendo in clandestinità, o preparando le valigie per scappare dall’Italia.
                         assessore negri alla manifestazione

- Tiziana Virgili, assessore Pace – Diritti umani – Immigrazione, della Pro-vincia di Rovigo, si è incatenata al Pronto Soccorso di Rovigo, dove esercita la professione di
medico (“Ippocrate, non Ippocrite”, ha dichia-rato), per protestare contro il “pacchetto sicurezza” che obbligherebbe i medici a segnalare alla Polizia gli immigrati irregolari.
- Giovanna Pineda, assessore Pace – Immigrazione, del comune di Rovigo, sta preparando una manifestazione contro la società patriarcale con l’associazione le “Figlie di Abramo”, da lei medesima fondata.
- Antonio Gambato, sedicente asso-pacifista rodigino, lo aspettano an-cora, in bicicletta, al traguardo di piazza  Vittorio Emanuele, della 7ª marcia della pace Villadose-Rovigo, del 10 maggio scorso.
- Mirko e Bridget Bolzoni (colei lavora lautamente pagata per progetti sull’integrazione) si sono persi nelle nebbie polesane del 25 aprile scorso, al ritorno dalla cena clandestina per la Resistenza organizzata presso la Festa dell’Unità di Borsea.
- L’Arci-tangentopoli di Pietro Callegarin, Nicola Chiarini, Nicola Quadrelli, ed altri “compagni” come Romanin e Bianchi,  sono ancora a festeggiare clandestinamente la Liberazione del 25 aprile. Anzi sono coloro stessi i fautori delle nebbie alcooliche polesane in cui si sono smarriti gli improv-vidi Bolzoni culo-e-camicia-Callegarin e la moglie.
- Voci per la libertà, di Michele Lionello, patrocinata dall’assessore Pace Michele Lionello, sta preparando la manifestazione intitolata “Canti gregoriani, a cappella, del 1500″. 
- I Marmaja, per l’occasione affiancati dai “Folletti del grande bosco”, stanno riesumando la canzone “Rosamunda” da suonare agli immigrati deportati da Lampedusa, in mercantili blindati verso la Libia. Quella in origine suonata ai deportai Ebrei in partenza da Fossoli Campo, sui vagoni blindati, per i campi di concentramento nazisti.
- Gli Amici della bici, stanno ancora ricercando Antonio Gambato.
- Il Centro Francescano d’ascolto di Livio Ferrari, coi Frati Cappuccini e le suore della Divina Brioche, coadiuvati dai boy-scout eucaristici, si stanno organizzando – preparando il vin santo e le particole, per la messa a favore dei Diritti Umani, del 12 dicembre prossimo.
- Il Gruppo “I mercanti nel tempio” S. Francesco, i Beati Paoli, l’Azione Cattolica, le sacrestie riunite di Sepolcri Imbiancati, i Beati costruttori di pace, il Centro Documentazione Polesano, stanno organizzando il torneo a cinque di calcio integrazione – nell’ora d’aria,  nella parrocchia di S. Francesco:  secondini contro detenuti immigrati. Col finanziamento della Banca del Monte e della Banca di Credito Cooperativo.
- La Fionda di Davide (nessun riferimento a Valentina Andreotti), per il commercio equo e solidale,  sta preparando ristoro, con cioccolata e bibite, ai giocatori (vedi sopra) della parrocchia di S. Francesco.
- Il vescovo, don Luigi Soravito, sta preparando una mozione da pre-sentare all’associazione industriali cattolici, per la messa agli immigrati cattolici durante le 12 lavorative, in nero, della domenica nei cantieri.
(Ed i musulmani? – Bella domanda!).
- Don Dante Bellinati, presidente Caritas ci-bado-io-alle-badanti, si sta azzuffando con don Valentino Tonin, presidente Immigrati nel mondo, per gestire, coi fondi regionali, i nuovi Campi profughi e i Centri di detenzione ed espulsione che sorgeranno a Rovigo.
- Emergency sta preparando dal 12 maggio, sommelier Sandro Partesa-ni, la cena di finanziamento dell’associazione prevista per il 23 maggio.
- Le associazioni pagate per progetti di integrazione “separata” degli immigrati, come Porto Alegre di Carlo Zagato, non possono partecipare a manifestazioni contro le istituzioni da cui sono pagate.
- La cooperativa di mediatori culturali Hope, sta preparando un foglietto multilingue – “Aiuto voglio tornare al mio Paese” da distribuire ai bambini immigrati ancora ammessi nelle scuole.
- Il Centro servizio volontariato di Luca dall’Ara, che non è un volon-tariato, sta facendo un censimento delle 932 associazioni di volontariato per poter fare un volume illustrativo delle 932 associazioni di volon-tariato, che metta in rete le 932 associazioni di volontariato.
- Lucia Cominato, presidente Auser Polesine, risponde: “Hai mai visto un immigrato pensionato in Italia?”
- La Croce rossa, sta preparando fustini di Zyklon B, anche in comode confezioni spray,  da portare nei Centri di detenzione ed espulsione, convinta – come nel 1942, che serva a disinfestare le camerate.
- Le associazioni Smile Africa e Burkina Faso collection, sono impegnate al rimpatrio dei loro associati. Giuseppe Romagnolo sta meditando di fondare il Polenta Polesine collection.

Una Risposta a “Sì ai Diritti Umani – No al razzismo, di Stato”

  1. Franco detto

    Complimenti a Rovigo per questa iniziativa. Dopo l’approvazione di questo vergognoso DDL, ci vuole un po’ di sana coscienza.
    Anche i Liberal Democratici di Daniela Melchorre hanno espresso disaccordo.

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