Cronache manicomiali,   appunti di viaggio  illustrati,  degli  interventi so-ciali nell’Ospedale Psichiatrico di Rovigo dai primi anni settanta ai primi anni novanta. Un pezzo di storia rimossa anche dai pochi documenti ufficiali proprio perché gli interventi stavano dalla parte dei vinti. Crona-che: – il Centro Atomico al manicomio, primi anni settanta; – la Festa di Liberazione, I maggio 1979;  - la Cooperativa agricola e la Tribù Scaron-ge, anni ottanta;  – Tutti i colori della festa, I maggio 1991; e altro…


panoramica 180° manicomio
LA TRACCIA E
LE FASI

Di seguito la prima traccia storiografica – illustrata, del movimento di libe-razione del Manicomio di Granzette (Rovigo). Quel movimento di persone che con ideali di comunanza e giustizia sociale lottava per l’apertura del manicomio e per l’integrazione degli internati. Un riassunto stringato del-le diverse fasi, intrecciantesi: Centro Atomico, primi anni settanta – l’a-vanguardia; il movimento politico, fine anni settanta - l’attenzione sociale; la gente di quartiere, fine anni ottanta - l’integrazione; i sensibili rodigini e gli artisti, primi anni novanta - verso la chiusura.

Che colpo al cuore vedere in queste immagini i giovani che negli anni settanta – ottanta andavano a giocare a calcio e socializzare coi “matti” invece di affollare le enoteche e le birrerie per lottare a colpi di spritz. Che in-canto vedere persone, politici, intellettuali, adulti ed anziani, ritrovarsi in collettività coi “matti”. Che cosa è rimasto oggi di tutta questa attenzione verso l’altro, il diverso-povero, il più emarginato?
Nell’immagine, la fontana dell’Ospedale Psichiatrico.

               fontana-manicomio2
VISITA GUIDATA ALLA MEMORIA
Si vuole qui fare una piccola visita guidata alla memoria delle attività so-ciali, nel nome della comunanza e della giustizia verso gli internati, por-tate nel manicomio di Rovigo dai primi anni Settanta ai primi Novanta. Anche per colmare quel vuoto di memoria prodotto da quelle pochissime testimonianze di cosiddetta storiografia ufficiale: il libro “Il luogo dei sen-timenti negati”, L’Ospedale Psichiatrico di Rovigo (1930-1997), di Luigi Lugaresi (Azienda Ulss 18 Rovigo – Minelliana 1999) in cui si citano gli interventi sociali solo di area cattolica – tipo la “festa degli aquiloni”, e la mostra dell’Archivio di Stato, di alcuni anni fa – curata da Claudio Luciano, che pure ha rimosso la memoria sociale,  laica e idealista,  di quegli anni. Ma Lugaresi e Luciano dove hanno vissuto?
Nell’immagine la madonnina che si staglia alta sul manicomio

madonnina1

 

IL CENTRO ATOMICO CA’ MATTE AL MANICOMIO
Primi anni settanta
Il Centro Atomico Ca’ Matte è un gruppo autogestito e alternativo  di musica, teatro e cultura varia che si ritrova presso un casolare di Sar-zano, proprio Ca’ Matte. E’ formato da Ilich Fenzi, Roberto Costa, Gigi Gioli, il Conte (Nucio Targa) e da satelliti orbitanti, in primissimo piano Giuliano Casonato e poi Silvano Reale, Oscar Ferrari… Dall’incontro con Pier Giorgio Prudenziato, psichiatra presso l’Ospedale Psichiatrico di Granzette, nasce una collaborazione di lavoro volontario con sedute di animazione – relazione con i degenti e di socio-dramma e psicodramma (alla maniera di Jacob Moreno) con operatori sanitari ed infermieri.
Agli inizi degli anni settanta, sull’onda di Psichiatria Democratica di Fran-co Basaglia, anche nel retrogrado manicomio di Rovigo, a partire dai me-dici (da ricordare anche Eutichiano Ferraccioli) si sviluppa un movimento di sensibilizzazione e di approccio ai pazienti basato sull’accettazione, sul riconoscimento sociale e sull’integrazione e non sull’esclusione – car-cerazione delle differenze. La malattia mentale come prodotto di una società discriminante. I medici buttano la divisa e le chiavi di carcerieri sociali e si ingegnano a curare le “malattie” con l’esperienza ludica, il lavoro, la valorizzazione e l’auto-stima della persona.
Il gruppo di lavoro, allargato agli infermieri Gian Carlo Saccardin e Maria Cristina Costa, continua la sua attività fino al 1976: con documentazioni e studi su riviste di settore, con sensibilizzazione della realtà carceraria manicomiale alla realtà esterna mediante incontri, dibattiti ed interventi vari.  Le esperienze di animazione – relazione con i pazienti vengono portate anche all’Ospedale Psichiatrico di Gorizia.
Da queste esperienze il Centro Atomico avvia sperimentazione musicale (musica atomica in un misto di jazz e gestualità corpo-vocale) e teatrale che confluirà nel teatro di strada coi mimi, moderni guitti metropolitani.
Immagine: il Centro Atomico Ca’ Matte a Piazza Navona, Roma 1974
              ca-matte-a-roma-piazza-navona
.

LA FESTA DI LIBERAZIONE – 1 maggio 1979 
manicomio-murale-1-maggio-1979 
> Manicomio di Rovigo: festa di liberazione
Il Primo maggio 1979, organizzata da Gruppo Sociale Rovigo – Gruppo Intervento Granzette, col patrocinio dell’Amministrazione Provinciale, si tiene la più notevole festa di “liberazione” del manicomio di Rovigo, a un anno della legge 180 (di apertura dei manicomi di Franco Basaglia). Il manicomio, relegato ai margini – in zona di confine, rientra nella società, coi suoi limiti, le sue risorse, le sue contraddizioni, la sua ansia di libertà.
.
LA COOPERATIVA AGRICOLA – anni ottanta
> Cooperativa agricola Cer-Adige, in manicomio
Giovani di Granzette a fare i contadini in Manicomio. Dal 13 aprile 1984 al 1987, un gruppo di giovani di Granzette si costituisce in Cooperativa agricola e chiede, ed ottiene, all’Amministrazione Comunale la con-cessione di sette ettari di terreno in disuso all’ ex OPP.
.
LA TRIBU’ SCARONGE - metà anni ottanta

                   invito-festa-tribu-scaronge
Guidata e diretta da Francesco Verza nasce verso la metà degli anni ottanta come momento di aggregazione e socializzazione per un gruppo di giovani di Granzette e trova respiro ed attività negli spazi e nella rela-zione con gli ospiti dell’Ospedale Psichiatrico, collaborando col Centro del Sociale istituito nel manicomio proprio per attività di socializzazione.
Vari gli interventi, le attività e numerose le feste, come luogo di incontro, a cui confluiscono decine e decine di persone del quartiere e del paese: la chiara stella, i tornei di calcio, feste di carnevale… Granzette conosciu-to come il paese del manicomio, ma sempre estraneo ad esso, si esten-de  a questo spazio che diventa un quartiere del paese.
L’attività della tribù scaronge  si esaurisce dopo i primi novanta per il progressivo sfollamento degli ospiti dell’Ospedale Psichiatrico.
Nelle immagini: una festa della tribù scaronge del 1989, la squadra di calcio della tribù al torneo del 30 giugno 1990, il mitico Presidente Flavio Temporin ed un trenino di festa del 10 febbraio 1991
                      festa-in-reparto-scaronge 

                             tribu-scaronge-squadra

                                                           flavio-temporin-presidente-tribu-scaronge                      

                               festa-trenino-tribu-scaronge

.
CURIOSITA’: Carta-agrumi in mostra, 1990 
                                      mostra-cartagrumi-1990-copia1
Nell’immagine la locandina della mostra “Carta-grumi” tenutasi presso l’ex Ospedale Psichiatrico, dal 23 dicembre 1990 al I gennaio 1991. Una delle classiche mostre di fine d’anno, di quel periodo, di “Ufficio”.
Si tratta di una ampia raccolta di originali carte-agrumi, rigorosamente incorniciate, del periodo 1980-1990. Sì, proprio quelle carte sottili spie-gazzate, di solito a sfondo rosso, che avvolgono le arance e si scartano e buttano senza attenzione. Da piccoli si bruciavano per vederle volare leggere nel cielo. Invece celano, e s-velano all’occorrenza, significative immagini di iconografia sociale.
Si passa dalle immagini di intercultura come “I tre moretti”, il Moro, il Re dei mori, Mormonello, il cavaliere arabo, Marocchino, mister Alì, al perio-do classico come Venere che sorge dagli spicchi d’arancia sull’acqua, la Primavera con gli agrumi di Botticelli, Archimede inventore, Mercurio alato con cesto di agrumi. E poi i paesaggi: l’Etna, le due torri di Bologna, Tor-re bruciata, Castello d’oro, Tropea con le raccoglitrici, in costume tradi-zionale ed i carretti siciliani; gli animali: il gatto verde, i cammelli, la cico-gna, il bisonte, la tigre, il condor, le due tigri, camel; i personaggi come: Garibaldi, Arlecchino, l’Alpino; i personaggi dai fumetti: il Grillo parlante, il comandante Mark, Gongolo, Paperino, Fratel coniglietto, Superman degli agrumi, Braccio di ferro, Mandrake il Mago delle vitamine; i santi: san Giovanni, san Giuseppe, Cosimo e Damiano, santa Lucia; e poi Lucignolo, la Morena, i due Birichini, il re dei Porto galli, il Campione di bici, il vecchio lupo di mare, la Geisha; la formula 1, i rampanti, bolide, gran premio, po-le position con i circuiti di Imola, Monza, Fiorano, Montreal; quelle polari:  orso bianco, pinguino, le foche e la storica “tenda rossa” con i soccorsi in agrumi agli sfortunati esploratori del Polo Nord; e per finire, non manca-no le immagini erotiche con Loana e Afrodite ad “agrumi” ed “ovali” (tet-te) scoperti. Tutto un mondo di immagini dai colori caldi da esplorare. 
Fra i pochi visitatori della mostra, che ha però aperto – liberato uno spa-zio espositivo dentro il manicomio, una pattuglia Digos che a lampeg-giante acceso scorrazza per l’Ospedale Psichiatrico chiedendo agli ospiti: “Dov’è la mostra, dov’è la mostra?”.
             mostra-cartagrumi-in-manicomio-r
.
.
TUTTI I COLORI DELLA FESTA: 1 maggio 1991

                 tutti i colori della festa manicomio 1991
> Tutti i colori della festa: manicomio Granzette 1991
Il primo maggio 1991, organizzata dalla rivista “La Risposta”, in col-laborazione con gli operatori dell’Area Socio-sanitaria, si tiene una gran-de festa di socializzazione culturale al manicomio di Rovigo, con torneo di calcio, concerti musicali, danze popolari, teatro, dipinti murali e proiezioni alla Luna Piena.
Una “festa” articolata in due giornate: un primo mo-mento di aggregazione-ritrovo  per gli abitanti del quartiere ed un se-condo appuntamento di apertura incontro anche alla città. 
.
TESTIMONIANZA DAL CENTRO OSPITI: nov. 1993
Tony Casotto: la mia condizione è quella di ospite
«Io mi chiamo Antonio Casotto, ho 44 anni e sono qui (al Centro Ospiti dell’ex ospedale Psichiatrico Provinciale) dal 1980, anno della legge n.180, anche se ho avuto dei ricoveri ancora prima di quella legge, quando esisteva il vecchio Ospedale Psichiatrico.
Sono entrato qui per una serie di esaurimenti nervosi che con il tempo si sono trasformati un malattia mentale, almeno così dicono i medici. Ades-so la mia condizione è quella di ex ricoverato e ospite di questa struttura che contiene uomini e donne, tutti per lo più anziani e bisognosi di cure ed assistenza. Due anni fa è entrato qui un mio amico, Cabassa Giancar-lo, anche lui con dei trascorsi psichiatrici. C’è anche un professore di musica, di nascita americana, ma cittadino italiano. Queste sono le persone con cui riesco ad avere un dialogo. Poi ci sono gli operatori che cercano di darci una mano, nei limiti delle loro possibilità. Io ho la maturità classica ed ho fatto il servizio militare e posso uscire quando mi pare per frequentare gli amici ed andare al bar.
Qui dentro passo il mio tempo (dispongo di una cameretta) leggendo ed ascoltando musica. Quello che mi manca è un lavoro che mi dia maggiori possibilità economiche ed una vita migliore. Questo vale anche per i miei amici che sono qui con me e dividono con me le difficoltà del vivere in una comunità. Negli ultimi tempi mi sono malato, la mia vita è diventata un po’ piu’ difficile ma qui tutti hanno qualche malattia, chi soffre di inson-nia ed è costretto a prendere psicofarmaci, e poi ci sono gli alcolisti di cui facevo parte anch’io fino ad un mese fa. Ora ho smesso perché mi hanno trovato una epatite ed i medici mi dicono che può portare alla cirrosi ed alla morte.
Io spero che questo mio articolo sia di stimolo per coloro che gestiscono la cosa pubblica a modificare in meglio le nostre condizioni di vita ed a farci sentire meno soli. Che i responsabili di questa struttura, come di altre simili, s’impegnino perché anche noi, in quanto emarginati dalla so-cietà del lavoro, in quanto vecchi e malati, possiamo avere la nostra di-gnità, una maggiore comprensione ed un trattamento migliore da parte della società stessa». Antonio Casotto, da Biancoenero, novembre 1993
                                      tony casotto novembre 1993
.
L’ULTIMO PRESEPIO: dicembre 1996
«Non riesco ad immaginare da quale posto inospitale possa arrivare un vento così gelido. Immobile continuo a fissare, in questa anonima gior-nata di fine 1996, il presepio allestito per l’ultima volta davanti al Centro Ospiti, di quello che la legge 180 ha ormai relegato nel ruolo di ex Ospe-dale Psichiatrico Provinciale. Il 31 dicembre, o giù di lì, questa struttura verrà definitivamente chiusa. Dentro a questa sorta di giardino dei matti sono passati in tanti: pazienti, dirigenti, operatori e volontari. Storie di profonda tristezza ed incredibili amicizie; storie di commovente umanità e di dignità calpestata; storie di presenze coraggiose e di umili disponibilità. Ormai il disarmo è generale. Le strutture cadenti e fatiscen-ti mi sollevano una penosa commozione. Il tutto giace come un mostro agli ultimi rantoli. La maggior parte dei degenti è già stata avviata verso le destinazioni predisposte dall’organizzazione sanitaria. Forse, come auspica Franca Ongaro Basaglia, troveranno attivate quelle “esperienze concrete che hanno decretato la fine del manicomio come unica risposta alla malattia mentale…”. Non riesco a trattenere il mio pensiero che corre nella memoria a cercare Flavio, Presidente-per-sempre, della Tribù Sca-ronge. A lui e a tutte le altre brutte farfalle dalle ali fragili e dal volo in-certo mando i miei auguri perché trovino un fiore, uno qualsiasi, dove posarsi ancora». Francesco Verza, da Biancoenero, anno 4, dicembre 1996.
                         presepio manicomio dicembre 1996 particolare 
.
TOPOLINI MANICOMIALI: novembre 1998
Il testo della cartolina “Topolini manicomiali” inserita nella rappresenta-zione “Cartoline da Rovigo, col ’68 presente – remoto”, di e con Roberto Costa. Ecco i titoli dei paragrafi: il ’68 libera tutti; manicomio per l’annien-tamento della individualità; “hoppologia”, il diverso dentro di noi; Psi-chiatria democratica; dagli scritti di Franco Basaglia: – è la società che definisce il malato, – no alla miseria del mondo; i topolini non devono prendere le gocce di rugiada sulla testa. Ed il testo della canzone “Io so che un giorno” di Ivan Della Mea, 1966. > Topolini manicomiali
                     murale-manicomio-particolare
.
CRONACHE POST-MANICOMIALI: gennaio 2000
Due interventi dopo la chiusura del manicomio. Nel primo un infermiere psichiatrico esprime il suo “punto di vista” sulle lacune del libro di Luigi Lugaresi sulla storia dell’Ospedale Psichiatrico di Rovigo, edizione Mi-nelliana 1999. Nel secondo la testimonianza, in prima persona,  di una ex-degente, che racconta la sua vita da internata e poi lancia un acco-rato appello per tornare a Rovigo, dove ha conoscenti ed amici, dal Cen-tro Ospiti di Badia dove è stata trasferita dalla chiusura del manicomio.
Da Biancoenero, periodico polesano di immigrati e minoranze, gennaio 2000.
> Cronache post-manicomiali: gennaio 2000
                             reparto-vuoto-quadro
.

VISITA GUIDATA AL MANICOMIO – 9 settembre 2000
    osp-psichiatrico-rovigo-parte-r
> Visita guidata al manicomio di Rovigo: 2000 – 1975 
“Ai confini della società: visita guidata al manicomio di Rovigo”,  è il titolo della rap-presentazione della compagnia Biancoenero, inserita nel festi-val teatrale Opera Prima di Rovigo (settima edizione), sabato 9 settem-bre dell’anno 2000. Una visita guidata, con due infermieri psichiatrici, al manicomio, padiglioni – strutture – persone, del 9 settembre 1975.
.
 
RIMBAUD AL MANICOMIO – 20 ottobre 2004
Una “cartolina” dal carnet “Rovigo: una città in Rimbaud” realizzato nel 150° anniversario della nascita del poeta. (Curiosità)
>
Rimbaud al manicomio di Rovigo
           16-ex-manicomio2

                                  
                                                   __________°°°__________

 

NOTA A MARGINE: Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rovigo
L’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Rovigo, intitolato al re Vittorio Emanuele III, è stato inaugurato il 29 novembre 1929. L’Ospedale Psichiatrico, la de-finizione è del 1937, è stato chiuso definitivamente il 31 dicembre 1997.
                   osp-psichiatrico-panoramica-ridotto   
                                          
NOTA A MARGINE: il filo conduttore
Se c’è un filo conduttore che attraversa e “lega” molte di queste iniziative, l’animazione del Centro Atomico – la festa del I maggio 1979 – la “tribù scaronge”, si trova nella persona di Roberto Costa, direttore di Biancoenero. Di Granzette, del Centro Atomico Ca’ Matte, del “movimento” anni settanta, affiliato alla Tribù Scaronge, giornalista de “la Risposta” organizzatrice della festa del I maggio 1991, autore ed organizzatore della “Visita guidata”…
                                            roberto-trampoliere11

 

Lascia un commento