Polesine d’emigranti
Giugno 25, 2008

Una “cartolina” per recuperare memoria sulla migrazione dei Polesani nel mondo. Perché ri-COR-dare mette in gioco il cuore mentre la perdita di memoria acceca, crea delle zone d’ombra che ci obnubilano, ci impe-discono di ben percepire la realtà; e produce violenza perché dimen-ticare vuol dire de mente, fuori di testa.
MEMORIA COME CHIAVE DEL FUTURO
Ogni popolo della terra, se cerca nella sua storia – che è memoria, ritrova l’esperienza della emigrazione. memoria come chiave del futuro.
C’è una memoria genetica che è scolpita nelle nostre ossa, inscritta nel nostro DNA di polesani: memoria migrante. Senza di essa non abbiamo identità. Noi siamo ciò che sappiamo ma sappiamo solo ciò che possiamo confrontare con il nostro passato. Devastare il passato, rimuoverlo, ma anche celebrarlo senza sostanza, vivere il nuovo senza accostarlo alle esperienze vissute è una forma di dimenticanza collettiva. Di Alzheimer sociale.
UN SECOLO CON DUE VALIGIE
Dal 1861 al 1970 sono emigrate dall’Italia 27 milioni e 480.000 persone, un vero e proprio esodo. 25 milioni di esseri umani solo nel 1900.
LE TRE FASI DELL’EMIGRAZIONE POLESANA
Con due cartoline spedite dal Sud e dal Nord America, ai parenti rimasti in Polesine, agli inizi del Novecento.
IL TESTO DELLA CARTOLINA
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