Rovigo 27 gennaio 2003: “cartolina” dalla Shoah
Giugno 21, 2008
Lisei Haardt-Spaeth (musicista klezmer), Valter Tessaris (musico)
“Orazione civile” davanti alla lapide degli IMI, all’entrata Comune di Rovigo
Una “cartolina” dalla Shoah per RI-COR-DARE lo sterminio del popolo ebraico, i LAGER, il “Manifesto della razza”, ma anche il “Porrajmos” il genocidio del popolo zingaro. E nel giorno della memoria portare testimonianza di Lorenzo Fava, partigiano di origine polesane fucilato a 25 anni dalla RSI a Verona, e degli IMI (Internati Militari Italiani): 40.000 soldati italiani morti nei campi nazisti. E nel giorno della memoria dire, uno per uno i nomi dei deportati ebrei di Rovigo nei campi di sterminio. E nel giorno della memoria ricordare che se la Shoah è unica, ci sono altri e differenti tipi di sterminio nella nostra storia passata, che si dipanano via via fino al presente.
IL “GIORNO DELLA MEMORIA”
La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la “Shoah” (lo sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. (art. 1 della Legge N.211, 20 luglio 2000)
Dalla rappresentazione
SARA: Non dimenticare: Livia Bruna Bianchi di Melara, l’unica donna polesana, ad avere ricevuto la medaglia d’oro alla Resistenza: fu fucilata dai tedeschi il 21 gennaio 1945 a Cima di Porlezza sulle sponde del lago di Lugano dopo avere rifiutato la grazia concessale in quanto donna.
Non dimenticare Lorenzo Fava, partigiano di origini polesane, medaglia d’oro al valor militare*, fucilato in carcere, a Verona, il 23 agosto 1944, dalla Re-pubblica Sociale Italiana a 25 anni. Dall’ultimo scritto di Lorenzo Fava:
I mali più gravi sono in noi. Se gli uomini in camicia nera presto mancheranno, lo spirito del fascismo perdurerà. Per spirito del fascismo noi intendiamo la disonestà, l’arrivismo, i facili guadagni, l’opportunismo, il timore del rischio ed il timore della morte, l’egoismo e la mancanza di dignità, l’insincerità e la mafia, il protezionismo e il nepotismo. Quando noi avremo abbattuto tutti questi colos-sali nemici, allora soltanto avremo eliminato lo spirito del fascismo. Purtroppo non sono trascorsi invano vent’anni di malgoverno. Esso si è infiltrato come un veleno insidioso in tutti gli strati della popolazione. Tutti ne siamo bacati.
ISRAEL: Non dimenticare: se la Shoah è il più perfetto meccanismo indu-striale di distruzione di un popolo, ci sono altri tipi di sterminio passati e pre-senti. Siamo una società che perde di memoria e questo produce violenza perché di-menticare vuol dire letteralmente ‘fuori di mente’, ‘fuori di testa’. Occorre uscire dalle vuote celebrazioni istituzionali, dalla museificazione dell’u-manità, per attivare la nostra coscienza: che il fantasma della memoria si faccia corpo sociale e diventi testimonianza attiva e cosciente. Il ricordo, portare me-moria vuol dire ri-cor-dare col cuore, è impegnarsi, uscire dall’indifferenza e vigi-lare e lottare perché la Shoah, ogni nuovo tipo di Shoah, non si debba ripetere.
IL DVD SULLA SHOAH A ROVIGO
PARTE 1 - Viaggio visivo nei luoghi della memoria ebraica a Rovigo. Immagini dal ghetto di Rovigo e la sua ricostruzione ipotetica in piazza Merlin. L’ex sina-goga, il portale d’accesso al ghetto, il cimitero ebraico antico di via Verdi e quello odierno in via Stacche…
PARTE 2 – “Rovigo: cartolina dalla Shoah”. Video registrazione della rappre-sentazione del 27 gennaio 2003, sotto il Comune.
PARTE 3 – La pubblicazione. Il testo dell’Orazione Civile, le testimonianze di Lala Lubelska -ebrea sopravvissuta, di Mimì Sangiorgio – deportato politico, e una intervista-ricordo su Vittorio Argenti – Internato Militare Italiano. Un capitolo sugli Ebrei a Rovigo. Le leggi razziali del 1938. La cronologia dello sterminio degli Ebrei. Il Porrajmos, lo sterminio degli “zingari”. Bibliografia.
INFORMAZIONI – Presso la redazione Biancoenero: red.biancoenero@tele2.it

MEMORIA DI PRESENTE
Il 27 gennaio ”Giorno della memoria”, il 28 il “Giorno della dimenticanza”?
Uscire dalle celebrazioni ufficiali, infarcite di retorica ed ipocrisia: la ritualità del consumismo, la museificazione dei sentimenti. Per una pedagogia della r-esi-stenza che parte anche dall’elaborazione del lutto.
1- Conoscere le cause (e l’Omologazione) che hanno portato alla Shoah (ed altri stermini) verso la quale non ci sono innocenze, ma solo differenti gradi di respon-sabilità. Portare memoria anche di altre persecuzioni, come il Porrajmos, uno Sterminio dimenticato e rimosso che nasce anche da pregiudizi, ancora presenti e radicati nella nostra società.
2- Estendere il “Giorno della memoria” a: Rom, Dissidenti politici, Disabili, Testi-moni di Geova, Omosessuali, Asociali.
3- “Treni della memoria” anche verso le Disumane Ingiustizie: verso le 84 guerre della Terra, verso il Sud depredato del Pianeta, verso il miliardo di persone che soffrono la fame. Lottare ed attivare risorse contro l’Ingiustizia, farsi portatori di Giustizia sociale, produrre cultura di Pace e gestione dei conflitti per prevenire ed eliminare i nuovi Stermini, prodotti dal modello di sviluppo, dall’economia, dalla disuguaglianza che parte proprio da casa nostra, dal nostro Occidente.
