Polesine d’emigranti

Giugno 25, 2008


Una “cartolina” per recuperare memoria sulla migrazione dei Polesani nel mondo. Perché ri-COR-dare mette in gioco il cuore mentre la perdita di memoria acceca, crea delle zone d’ombra che ci obnubilano, ci impe-discono di ben percepire la realtà; e produce violenza perché dimen-ticare vuol dire de mente, fuori di testa.
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Polesine d’immigrati

Giugno 24, 2008


Da terra d’emigrazione il Polesine è divenuto terra d’immigrati.  A partire dalla predazione del Sud del mondo per de-scrivere le cause delle nuove migrazioni internazionali dai Paesi in Via di Sviluppo ed arrivare alla situazione polesana: parlare di immigrati in Polesine vuol dire soprattutto parlare di persone, volti e storie. Per affermare il diritto di cittadinanza di chi vive e lavora e produce benessere sociale in un terri-torio. Con una cartolina-testimonianza  spedita da Rovigo a Casablanca.
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Cartoline dal ‘68

Giugno 22, 2008

 

Morte senza fine

Giugno 22, 2008


Morte senza fine:  una ‘cartolina’ sul lutto rimosso  e sulla perdita di me- moria, che produce violenza perché di-menticare vuol dire fuori di mente, fuori di testa. Una società – la nostra, sempre più artificiale, che perde di memoria di sè e con essa la capacità di sentire entusiasmo e pena. Una società dell’immagine che non immagina più: s-magina.
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              Con  Cristiano Cattin (attore), Marta Marcello (cantante)

Lisei Haardt-Spaeth (musicista klezmer), Valter Tessaris (musico) 

“Orazione civile” davanti alla lapide degli IMI, all’entrata Comune di Rovigo

Una “cartolina” dalla Shoah per RI-COR-DARE lo sterminio del popolo ebraico, i LAGER, il “Manifesto della razza”, ma anche il “Porrajmos” il genocidio del popolo zingaro. E nel giorno della memoria portare testimonianza di Lorenzo Fava, partigiano di origine polesane fucilato a 25 anni dalla RSI a Verona, e degli IMI (Internati Militari Italiani): 40.000 soldati italiani morti nei campi nazisti. E nel giorno della memoria dire, uno per uno i nomi dei deportati ebrei di Rovigo nei campi di sterminio. E nel giorno della memoria ricordare che se la Shoah è unica, ci sono altri e differenti tipi di sterminio nella nostra storia passata, che si dipanano via via fino al presente.   Leggi il seguito dell’articolo »


“Una città in Rimbaud” nasce per dare testimonianza di una delle massime voci della poesia universale, simbolo di un’ansia di libertà. Una Rovigo in cartolina “vista” attraverso la figura di Arthur Rimbaud che esplora e definisce anche quella parte di città rimossa – come il cimitero degli ebrei, o misconosciuta – come il parco di via Curiel, per spingere lo s-guardo oltre le mura, ai “campi” dei Rom e al manicomio di Granzette.   > “Ho abbracciato l’alba d’estate”

Sulle strade del desiderio

Giugno 20, 2008

la strada, il viaggio
Le nostre strade sono popolate di cartelli luminescenti che  ci indicano non solo la direzione ma anche il tempo di percorrenza e le asperità del terreno… Sembra che per l’abitatore del pianeta del XXI secolo non sia più possibile inventare nuovi percorsi, esplorare nuovi territori, ipotiz-zare itinerari alternativi… Forse proprio la dimensione dell’avventura può rivitalizzare allora questo panorama desueto e desolante… > Il viaggio…


Gli uomini della foto sono alti uguali ed anche gli “zingari” sono uguali a noi: le distorsioni sono dovute ad illusione ottica e pre-giudizio cul-turale. E’ lo stesso sistema sociale “ortogonale”, il nostro, che può produrre distorsioni  ottiche e  pre-giudizi culturali (distorsioni sociali).  Solo l’amore permette di osservare la realtà.
> Illusioni ottiche e pre-giudizi… 

Roberto Costa,  fotogiornalista  indipendente,  è direttore,  dal 1993,  di “Biancoenero”, periodico polesano di immigrati e minoranze. Ha collaborato per anni a Cem-Mondialità (facendo anche parte del Con-siglio Nazionale), a Cittadini Dappertutto e a diversi giornali (anche te-lematici, tipo Migra) pubblicando anche foto-reportage dal Marocco, dal Kurdistan turco (da cui è stato espulso con altri osservatori umanitari nel 1998 e dalla festa annuale dei Rom a Les Saintes Maries de la mer, in Francia. È autore di due libri fotografici sull’immigrazione: “Polesine d’immigrati”, dell’anno 1993 e “Testimonianze: volti e storie dal popolo migrante”, dell’anno 2001. Dal 2004-2007 è stato Consigliere Nazionale dell’Opera Nomadi e direttore di “Romano Lil”, rivista dell’Associazione, che ha convertito in edizione telematica (web-log). Leggi il seguito »