Memoria di Shoah a Rovigo

Gennaio 27, 2008

 

27 GENNAIO 2008 ORE 18: SOTTO I PORTICI COMUNE DI ROVIGO

Con Cristiano Cattin (attore), Marta Marcello (cantante)

Lisei Haardt-Spaeth (musicista klezmer), Valter Tessaris (musicista)

 “Orazione civile” davanti alla lapide degli IMI, all’entrata del Comune

Una “cartolina” dalla Shoah per RI-COR-DARE lo sterminio del popolo ebraico, i LAGER, il “Manifesto della razza”, ma anche il “Porrajmos” il genocidio del popolo zingaro. Leggi il seguito dell’articolo »

Il Porrajmos dimenticato

Gennaio 27, 2008

(In) CANTO ROM n.1  

Canti e musiche dai campi di concentramento ai campi nomadi

 Con Marta Marcello, Valter Tessaris, Roberto Costa

“Porrajmos” lo sterminio dimenticato

video documentario dell’ Opera Nomadi Nazionale

IL PORRAJMOS DIMENTICATOLa Shoah degli “zingari”

Per il quarto anno consecutivo (con rappresentazioni anche nelle scuole e nella “casa circondariale”) Rovigo Opera Nomadi, in occa-sione del 27 gennaio – “Giorno della memoria”, porta memoria dello sterminio di-menticato degli “zingari” ad opera del regime nazi-fascista durante la seconda guerra mondiale: 500.000 persone uccise per la loro “diversità”, il 60% della popolazione dell’epoca, l’unico altro popolo perseguitato oltre a quello Ebraico.
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A 15 anni di Biancoenero

Gennaio 10, 2008

A 15 ANNI DA BIANCOENERO: SPECIALE 2007

Sono passati quindici anni dalla presentazione di “Biancoenero”,  periodico polesano di immigrati e minoranze, al festival dei Popoli di Badia Polesine con Pier Antonio Castello e Gianni Tognoni. Una voce unica e senz’altro la più storica a livello nazionale nel settore dell’immigrazione: in attesa di una “carta di Treviso” che disciplini l’informazione anche in questo settore specifico. “Porto le parole, ammucchio le frasi, narro le parole – dice un vecchio cantastorie esquimese, ma tra di loro si chiamano Inuit, la gente – così è la mia abitudine sono fatto così.  Perché le parole danno emozioni e creano silenzi, le parole portano falsità e menzogna, le parole portano conoscenza giusta delle cose: Amaijà aijà jaai jà-jà“. 

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